Europa

Coronavirus, ultime notizie. Vaccino Oxford, buona risposta immunitaria. Speranza, rischio nuove chiusure. Florida, insegnanti contro riapertura scuole fanno causa allo stato

● Distinti in base ai sintomi sei diversi tipi di Covid-19
● Bankitalia: rischio ripresa del contagio se la diffusione all’estero è alta
● In Russia 5.940 contagi
● Cina, 22 nuovi casi di cui 17 nello Xinjiang
● Giappone, il crollo dell’export continua a giugno
● Il Sudafrica supera i 5mila decessi
● Oms, preoccupa situazione in Africa
● Negli Usa oltre 140mila morti



  • Gli insegnanti fanno causa alla Florida, non riaprire le scuole

    Gli insegnanti fanno causa alla Florida sull'ordinanza per il rientro in classe. Il presidente della Florida Education Association, Fedrick Ingram, attacca il governatore Ron DeSantis: “deve accettare la realta'. Il virus in Florida sta salendo a livelli fuori dal controllo. Tutti vogliono che le scuole riaprano, ma non vogliamo tornare alle lezioni in classe vedere un balzo dei casi e tornare all'insegnamento a distanza”, mette in evidenza Ingram. “La costituzione della Florida richiede che le scuole siano sicure. Gli insegnanti e i genitori vogliono che le scuole aderiscano ai principi di base”, conclude.

  • Il presidente Kenya convoca riunione straordinaria

    Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha convocato una “riunione straordinaria” del consiglio di sicurezza nazionale alla fine di questa settimana a seguito dell'aumento dei casi di Covid-19 nel Paese. Lo riporta Bbc Africa. La portavoce dell'ufficio di presidenza del Kenya, Kanze Dena, ha dichiarato che l'incontro si terrà per esaminare il funzionamento delle misure di contenimento. Il presidente Kenyatta ha annunciato la riapertura delle attività economiche lo scorso 7 luglio dopo l'introduzione di una serie di restrizioni per arginare la diffusione del virus. Nelle ultime due settimane il Paese ha segnalato oltre 7.000 contagi e 83 decessi. Il numero totale di casi confermati in Kenya è pari a 13.771 e 238 sono le persone morte.

  • Sindaco russo, 'casi sottostimati' e si dimette

    Rinat Akhmetchin si è dimesso da sindaco di Norilsk, nell'estremo nord della Russia, dopo aver inviato alle autorità regionali una lettera in cui le accusava di “nascondere alle agenzie federali le informazioni reali sui numeri di coloro che sono malati” di Covid-19. Lo riporta la testata online Tayga.info. Akhmetchin sosteneva che i casi confermati di Covid-19 a Norilsk fossero 832 mentre l'assessorato regionale alla Salute ne riportava 293 e denunciava che negli ospedali non c'era abbastanza personale e che i pazienti dovevano aspettare per ore nei corridoi. Ad oggi, l'assessorato parla di 436 casi accertati a Norilsk e ritiene che la situazione si sia “stabilizzata” nell'ultima settimana e che vi siano abbastanza posti letto negli ospedali. Akhmetchin rischia inoltre fino a sei mesi di reclusione con l'accusa di negligenza per un incidente avvenuto a fine maggio in una centrale termoelettrica vicino Norilsk, dove il crollo di un serbatoio ha riversato nel fiume Ambarnaya oltre 20.000 tonnellate di diesel. Secondo gli ambientalisti è il più grave incidente di questo tipo nell'Artide.

  • Azzolina, su mascherine novità a fine agosto

    “Sulle mascherine il Comitato tecnico scientifico ha detto che aggiornerà il documento a fine agosto, le decisioni sono sempre state prese guardando i dati epidemiologici. Mi sento di condividere l'appello del ministro della Salute Roberto Speranza, servono comportamenti responsabili in vista della riapertura delle scuole. Più responsabili saremo oggi più sarà semplice tornare in classe”. Lo dice la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a Zapping su Radio Rai 1.

  • Speranza, esiste rischio nuove chiusure

    “Il rischio di nuove chiusure c'è, perchè il rischio zero purtroppo non esiste. Gli italiani sono stati straordinari ed hanno avuto comportamenti molto corretti, ora dobbiamo continuare su questa strada. Ma se dovessimo renderci conto che ci sarà bisogno di interventi ancora più duri in alcuni ambiti e in alcune aree e città lo faremo senza tentennamenti”. Lo ha affermato al Tg5 il ministro della Salute, Roberto Speranza.

  • Rossi scrive a ministri su voli da extra Ue

    Obbligo di compilare l'autocertificazione al momento dell'acquisto del biglietto aereo, o comunque prima della imbarco, per chi arriva da paesi extra Ue o controllo del passaporto per chi arriva in Italia facendo scalo in Paesi di area Schengen. Sono le due proposte avanzate dal presidente della Toscana Enrico Rossi ai ministri dell'Interno Luciana Lamorgese e della Salute Roberto Speranza per ridurre il rischio di nuovo focolai Covid innescati da chi giunge da Paesi extra Ue o extra-Schengen, e dai loro successivi contatti. Il problema, spiega una nota, è quello dell'autodichiarazione che ogni passeggero dovrebbe compilare, indicando il proprio stato di salute e il domicilio (oltre ad un contatto telefonico) dove effettuare i 14 giorni di isolamento fiduciario. Non tutti lo fanno. Non velocemente quei dati vengono registrati sulla piattaforma informatica, in modo da programmare monitoraggio, test diagnostici specifici e indagine epidemiologica. Ogni giorni, secondo i dati in possesso della Regione, tra gli aeroporti di Firenze e Pisa atterrerebbero circa 400 persone provenienti da Paesi extra Ue. Soggetti che non si registrano nel sito regionale. E poi c'è chi atterra altrove in Italia (e poi magari si sposta in Toscana) o che fa scalo in area Schengen.

  • Insolvenze aziendali globali +35% nel 2020-21, Italia +27%

    Boom delle insolvenze a causa del coronavirus. La crisi provocata dal Covid 19 – indica Euler Hermes in un rapporto - innescherà un'accelerazione nelle insolvenze delle aziende sia per le dimensioni e l'impatto improvviso dello shock economico, sia per gli effetti duraturi della crisi che saranno determinanti per le imprese già fragili prima della pandemia e attive nei settori più colpiti dalle misure di restrizione, come hotel e ristoranti, trasporti e automotive. Bisogna prepararsi a una vera “bomba ad orologeria”, sottolinea la società di assicurazione del credito. A livello globale l'indice delle insolvenze aumenterà del 35% cumulativo nel biennio 2020-2021 rispetto al 2019 (+17% quest'anno e +16% il prossimo), mentre l'economia globale registrerà una ripresa a U dopo la crisi. In media si tratterà di un aumento dell'insolvenze del 16% l'anno, simile a quello registrato durante la crisi finanziaria del 2008. A differenza del 2007-2009, però, tutte le aree e tutti i Paesi accuseranno aumenti a due cifre delle insolvenze che per la maggior parte saranno registrate nel secondo semestre del 2020 e nel primo del 2021. L'area più colpita è il Nord America, con +56% entro la fine del 2021, seguita dall'Europa centro-orientale (+35%) e dall'America Latina (+33%). Per l'Asia è atteso un aumento delle insolvenze del 31% entro il 2021 e per l'Europa Occidentale del 32%. Per l'Italia le stime puntano a un aumento dei default del 18% quest'anno, seguito da un più moderato +8% il prossimo a un complessivo +27% a fine 2021 rispetto al 2019. Andrà decisamente meglio alla Germania con un +12% complessivo (+4% e +8%). La Francia sarà su livelli simili alla Penisola con +25% (+4% e +20%). La Spagna avrà maggiori difficoltà con un aumento aggregato delle insolvenze del 41%. Per l'Olanda l'incremento sarà del 42% e sia Portogallo ed Irlanda dovranno fare i conti con una crescita dei default aziendali dal 44%. Il Regno Unito, nelle stime, vedrà un aumento dei default del 43% (+8% e +33%). Il Regno Unito, nelle stime, vedrà un aumento dei default del 43% (+8% e +33%). Il colpo maggiore cadrà comunque sugli Usa, con un incremento aggregato del 57%, con +47% quest'anno e +7% il prossimo. Pesante anche l'impatto sul Brasile (+45%) e sulla Cina (+40%). L'Italia – come precisa lo studio - rientra tra i Paesi che risentiranno dell'impatto della crisi soprattutto quest'anno, come nel caso di Usa, Brasile, Cina e Spagna, mentre India (+128 nel 2021), Regno Unito e sia, pure in misura minore, la Germania registreranno l'accelerazione delle insolvenze nel 2021. Le diverse traiettorie si spiegano sia con le differenze nelle condizioni ante-crisi, sia con le diverse strategie di uscita dal lockdown e le diverse politiche adottate nell'emergenza, in particolare a riguardo alle normative fallimentari.

  • Oms preoccupata per l'accelerazione del contagio in Africa

    L'Organizzazione mondiale della Sanità si dichiara “preoccupata” per l'accelerazione dei casi da Covid-19 registrati nel continente africano. “Sono molto preoccupato per il fatto che cominciamo a vedere un'accelerazione della malattia in Africa - ha dichiarato Michael Ryan, direttore esecutiva del programma per le emergenze sanitarie dell'Oms - Dobbiamo prenderla tutti sul serio e mostrare solidarietà” ai Paesi interessati”. Secondo le statistiche Oms aggiornate a questa mattina, i contagi, che hanno interessato fin qui 47 Paesi africani, sono stati 594mila con 9651 decessi.

  • Si teme focolaio alla Brt in Trentino, 200 tamponi

    Settanta tamponi effettuati oggi e altri 119 sono previsti domani alla Bartolini di Rovereto, in Trentino, dove si teme il focolaio da Covid dopo che tre lavoratori, che sono ora in isolamento, sono risultati positivi al tampone dopo aver sviluppato i sintomi del virus. Sono state attivate le procedure per circoscrivere il focolaio ed effettuati i tamponi ai contatti delle persone positive al Coronavirus. L'inchiesta epidemiologica condotta dall'Azienda sanitaria provinciale di Trento ha rilevato che le tre persone positive erano tutte appartenenti al turno di lavoro notturno e pertanto - sottolinea Apss - sono stati immediatamente disposti i tamponi per tutti i lavoratori che condividevano lo stesso turno di lavoro dei contagiati, compresi gli addetti alle pulizie. Nella mattinata di oggi sono stati effettuati 70 tamponi.

  • Fao, 27 Paesi su orlo peggiore crisi alimentare

    Sono 27 paesi in prima linea per le crisi alimentari che incombono in seguito al COVID-19, in quanto gli effetti della pandemia aggravano i fattori preesistenti della fame. E nessuna regione del mondo ne è immune: Afghanistan e Bangladesh in Asia, Haiti e Venezuela in America centrale, Iraq, Libano, Sudan e Siria in Medio Oriente, Burkina Faso, Camerun, Liberia Mali, Niger, Nigeria, Mozambico, Sierra Leone e Zimbabwe in Africa. E' quanto emerge dal nuovo rapporto pubblicato oggi dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) e dal Programma Alimentare Mondiale (WFP). Il rapporto congiunto FAO-WFP segnala che nei prossimi mesi questi paesi saranno ad alto rischio di un notevole peggioramento della sicurezza alimentare, che in alcuni casi è già in atto-, incluso l'aumento delle persone colpite da fame acuta. “Questi Paesi - ha sottolineato il Direttore Generale della FAO QU Dongyu - erano già alle prese con alti livelli di insicurezza alimentare e fame acuta già prima del COVID-19 a causa di crisi preesistenti”, ora, ha aggiunto, “sono in prima linea e sopportano il peso dell'impatto dirompente del COVID-19 sui sistemi alimentari, che sta alimentando la crisi alimentare all'interno della crisi sanitaria”. Nel tentativo di contrastare i trend emergenti, oggi la FAO ha pubblicato l'appello rivisto per 428,5 milioni di dollari nell'ambito del Piano Globale di Risposta Umanitaria al COVID-19 del sistema delle Nazioni Unite, che affronta le crescenti esigenze del settore agroalimentare, concentrandosi sull'assistenza urgente per la salvaguardia dei mezzi di sussistenza e il mantenimento delle filiere alimentari. Secondo la FAO, rispondere alle sfide, richiede interventi urgenti e su larga scala. Le principali stagioni agricole, i movimenti di bestiame per il pascolo e l'acqua, il raccolto, la trasformazione e lo stoccaggio degli alimenti non sono attività che possono essere messe in pausa.

  • Speranza, primi dati vaccino incoraggianti ma prudenza

    “Serve ancora tempo e prudenza. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell'Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni sono incoraggianti. L'Italia, con Germania, Francia e Olanda, è nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo la pubblicazione su Lancet dei primi risultati sul vaccino messo a punto dallo Jenner Institute con la collaborazione scientifica italiana.

  • Capo di Biopharma di Astrazeneca ottimista: vaccino Oxford dura 1-2 anni. Possibile oltre un milione di dosi entro settembre

    Il vaccino allo studio a Oxford in collaborazione con Astrazeneca, la casa farmaceutica svedese-britannica che sta portando avanti lo studio già arrivato al test sull’uomo “avrà un effetto per 1-2 anni”. Lo sostiene il capo di Biopharma di Astrazeneca che si dice ottimista su questo risultato. Un ricercatore coinvolto nel progetto sostiene invece che la prima cifra di un milione di dosi entro settembre potrebbe essere sottostimata, dipende quanto velocemente saranno completati i trial della fase avanzata.

  • Johnson, da Oxford notizie molto positive

    Il premier britannico Boris Johnson ha commentato via Twitter come “molto positive” le notizie sui risultati dei primi trials sul prototipo di vaccino in via di sperimentazione da parte dell'università di Oxford, considerato al momento il più avanzato in Europa. Il premier britannico ha rivolto “un enorme messaggio di ben fatto ai nostri scienziati e ricercatori di Oxford, brillanti e di livello mondiale”. Il successo e l'efficacia del vaccino “non sono ancora garantiti”, ha notato, “ma si tratta di un passo importante nella giusta direzione”.

  • Lancet, progressi del vaccino CanSino-esercito cinese

    Il vaccino contro il Covid sviluppato dalla CanSino Biologics e i ricercatori dell’esercito cinese ha dimostrato di essere sicuro e indurre una risposta immunitaria (produzione di anticorpi e linfociti T) nella maggior parte dei volontari, affermano i ricercatori. Il candidato vaccino di CanSino, che si chiama Ad5-nCOV, è uno di quella manciata di vaccini promettenti già arrivati ai test su volontari che nel caso di Cansino sono i militari cinesi. I risultati di uno studio della fase intermedia sono stati pubblicati sul solito Medical journal Lancet che oggi pubblica anche i progressi dell’altro candidato vaccino molto promettente, quello di Oxford con Astrazeneca.

    Il vaccino “cinese” si basa su un comune virus del raffreddore umano (un adenovirus attenuato e quindi innocuo) che va ad agire sulla proteina Spike del virus SarsCov2 . È in corso la fase III di sperimentazione sull'uomo.

  • Lancet, da vaccino Oxford doppia risposta immunitaria

    Il vaccino anti-Covid ChAdOx1, messo a punto dallo Jenner Institute della Oxford University con la collaborazione dell'italiana Irbm, “ha indotto una forte risposta immunitaria e anticorpale fino al 56esimo giorno della sperimentazione in corso”. Il risultato è pubblicato sulla rivista Lancet medical journal. Si tratta di risultati preliminari riferiti alla fase 1-2 di sperimentazione che ha coinvolto 1.077 adulti sani. “Ulteriori studi - si legge - sono necessari per confermare se il vaccino protegga effettivamente dal Covid-19”. L'articolo pubblicato su Lancet evidenzia “promettenti primi risultati” relativamente al vaccino ChAdOx1, che è definito “sicuro” e con “pochi effetti collaterali”. I risultati preliminari hanno infatti dimostrato che nel campione di 1.077 soggetti adulti sani coinvolti nella sperimentazione, il vaccino era in grado di determinare “forti risposte” nella produzione di anticorpi e cellule immunitarie T fino al giorno numero 56 della sperimentazione clinica attualmente in corso. Le risposte, sottolineano i ricercatori dello Jenner Institute su Lancet, “possono essere addirittura maggiori dopo una seconda dose, secondo uno studio su un sottogruppo di 10 partecipanti”. Gli autori invitano comunque alla cautela, sottolineando che “ulteriori studi clinici dovrebbero essere condotti su questo prototipo di vaccino”. I risultati attuali, precisano, sono infatti focalizzati sulla risposta immunitaria misurata in laboratorio e “ulteriori test sono necessari per confermare se il vaccino protegga effettivamente dall'infezione Covid-19”.

  • Società di neurologia, remota ipotesi di danni al cervello

    Non solo polmoniti e infezioni alle vie respiratorie. Il Covid-19 può provocare conseguenze anche per il sistema neurologico e la comparsa di sintomi infiammatori quali encefaliti, mieliti, miositi e altre complicanze neurologiche. Tuttavia sostiene la Società italiana di neurologia (Sin) “non è dimostrato che queste siano direttamente correlate al virus e comunque la possibile relazione va valutata caso per caso”. “Nonostante diversi autori abbiano riportato la possibilità di una invasione del virus SARS-COV-2 nelle cellule nervose – dichiara Alessandro Padovani, segretario della Sin - ad oggi questa dimostrazione è riportata solo in condizioni sperimentali e non ci sono evidenze di infezioni virali nel cervello o nel midollo”. Anzi, si può affermare “che la possibilità di un interessamento diretto del virus nel cervello è abbastanza remota”.

  • New York in fase 4, lo sport riparte senza fan

    La città di New York entra nella fase 4 della riapertura. Musei e palestre restano chiusi, cosi' come resta vietato pranzare o cenare all'interno di ristoranti. Riaprono invece gli zoo e i giardini botanici. Le riprese di show televisivi e di film possono riprendere e riparte anche lo sport, pur senza fan. La fase 4 e' critica in vista della decisione sulle riaperture delle scuole in settembre. Il sindaco Bill de Blasio ha parlato di scuole aperte solo parzialmente, con alcuni giorni in classe e altri di lezioni online. Il governatore Andrew Cuomo invece ha rimandato ogni decisione ad agosto, ritenendo prematuro parlarne ora.

  • Bce: in ultima settimana acquisti Pepp per 20,57 mld (da 17,5)

    La Bce ha effettuato acquisti per 20,57 miliardi di euro nell'ambito del suo programma pandemico di acquisti nel corso dell'ultima settimana, in rialzo rispetto ai 17,5 miliardi della settimana precedente. Per quanto riguarda il Qe “ordinario”, nell'ultima settimana gli acquisti netti di titoli sovrani sono calati di 2,24 miliardi (da +3,26) mentre gli acquisti di obbligazioni societarie sono aumentati di 0,640 miliardi (+3,27). Gli acquisti di covered bond sono cresciuti di 0,275 miliardi (+0,889) mentre quelli di Abs sono calati di 0,25 miliardi (da +0,137).

  • Nuova terapia con plasma in fase sviluppo

    Un progetto di ricerca per lo sviluppo di una nuova terapia a base di immunoglobuline iperimmuni (IgG), derivate dal sangue dei pazienti convalescenti, contro il Covid-19 è l'obiettivo della partnership siglata tra l'azienda biofarmaceutica italiana Kedrion Biopharma e il Columbia University Irving Medical Center. Secondo l'accordo, Kedrion fornirà alla Columbia il plasma di pazienti convalescenti da Covid destinato ad essere utilizzato per la produzione della terapia IgG messa a punto dalla stessa Kedrion e da Kamada Ltd, azienda biofarmaceutica israeliana. Questo plasma sarà testato dalla Columbia University contro le proteine virali per verificare il potere neutralizzante delle immunoglobuline iperimmuni, ovvero con alto titolo di anticorpi contro uno specifico organismo, in questo caso il Sars-Cov-2.

    Dopo questa fase, e una volta ottenuta l'approvazione della sperimentazione da parte della Food and Drug Administration americana, potranno iniziare gli studi clinici sull'uomo. “I primi campioni ci sono stati inviati la scorsa settimana - ha spiegato Steven Spitalnik, direttore medico dei laboratori di ricerca clinica presso il Columbia University Irving Medical Center - e ci auguriamo di essere in grado di testarli nel giro di una-due settimane. Speriamo, quindi, nel corso di questo terzo trimestre, di poter valutare la terapia a base di IgG che potrebbe essere utilizzata in studi clinici su pazienti e volontari”. “Siamo fieri di lavorare con la Columbia su un progetto che potrebbe aiutare i pazienti che ne hanno bisogno e forse anche proteggere il personale sanitario in prima linea presso la Columbia stessa”, ha detto Paolo Marcucci, CEO di Kedrion Biopharma.

  • Disturbi mentali peggiorati per un paziente su 3

    Il lockdown ha peggiorato i sintomi di un paziente su tre che soffriva di disturbi cognitivi e ha sferrato un duro colpo allo stress di chi si prende cura di loro, i cosiddetti 'caregiver'. A dirlo uno studio tutto italiano condotto dal Dipartimento di neuroscienze umane dell'Università Sapienza di Roma, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American Geriatrics Society. L'analisi è stata condotta attraverso un'intervista telefonica grazie alla quale sono stati raccolti i dati sul cambiamento della condizione clinica di circa 140 persone affette da disturbi cognitivi e sul livello di stress delle persone dedicate alla loro assistenza, proprio nel momento di lockdown per contenere il contagio da Covid-19. Un peggioramento dei sintomi cognitivi, particolarmente della memoria e delle abilità legate all'orientamento, è stato notato in circa un terzo del campione (31,7%). Sempre durante il periodo di stop delle attività sociali, più della metà dei pazienti (il 54,7%) ha avuto invece esperienze di peggioramento dei disturbi del comportamento o lo scoppio per la prima volta di sintomi come agitazione, aggressione, apatia, depressione. Metà dei caregiver (il 49,5%) ha riportato un più alto livello di stress e di esaurimento rispetto ai mesi precedenti.

  • Con il lockdown nel mondo crollo parti prematuri

    Uno dei possibili effetti 'collaterali' del lockdown in tutto il mondo è la nascita di molti meno neonati prematuri rispetto alla norma. Lo affermano, riporta il New York Times, studi condotti in diversi paesi, secondo cui il fenomeno potrebbe essere dovuto a vari fattori, dal riposo alla minore esposizione a virus diversi dal Sars-Cov-2. Le prime ricerche pubblicate sul fenomeno vengono da Irlanda e Danimarca. L'università di Limerick, ad esempio, ha verificato che mentre prima della pandemia il tasso di prematuri nel paese era 8,18 ogni 1000 nati, tra gennaio e aprile 2020 è sceso a 2,17, mentre in Danimarca una ricerca dello Statens Serum Institut di Copenhagen ha osservato un calo addirittura del 90%. Numeri simili simili sono stati visti anche in Canada, in Australia e negli Usa, dove ad esempio il Vanderbilt Children's Hospital di Nashville ha avuto il 20% di prematuri in meno. “Un fattore determinante - afferma Stephen Patrick, un neonatologo dell'ospedale - potrebbe essere il riposo, con le donne che hanno avuto meno stress dal lavoro, hanno dormito di più e hanno ricevuto più supporto dalla famiglia. Inoltre, stando a casa le gestanti hanno evitato in generale le infezioni, non solo quelle dal coronavirus, ed è noto che alcuni virus possono aumentare il rischio di parto prematuro. Anche l'inquinamento atmosferico, che è stato legato ad alcuni casi di parti pretermine, è diminuito durante i lockdown”.

  • 'Le accuse a Pechino sono frutto di malintesi'

    L'accusa mossa alla Cina di aver nascosto la gravità della Covid-19 durante la prima fase dell'epidemia nel Paese “costituisce un grave fraintendimento” della realtà, secondo l'ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Cui Tiankai. “In realtà, il fatto è che, nella primissima fase della pandemia, quasi nessuno sapeva nulla di questo nuovo virus, di quanto fosse grave e di quali fossero le vie di trasmissione”, ha spiegato il diplomatico in un'intervista in esclusiva a Fareed Zakaria, conduttore del Global Public Square (Gps) Show, trasmesso ieri sulla Cnn. “In tutto il mondo si sapeva pochissimo di questa nuova pandemia”, aggiunto l'ambasciatore cinese. “Si tratta di un processo continuo di scoperta e di sempre maggior apprendimento sul virus e del tentativo di migliorare l'intervento contro l'epidemia: un processo tuttora in corso”. In realtà, ha affermato Cui, “nei primissimi giorni, già ai primi di gennaio”, la Cina riferì all'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) i pochi casi di quella che allora era chiamata una “polmonite di natura sconosciuta”. “Le persone non sapevano ancora come definire questo nuovo virus ma abbiamo segnalato i casi all'Oms”, ha proseguito il diplomatico. “E dopo pochi giorni, quando ne abbiamo saputo di più, abbiamo condiviso anche le sequenze del genoma del coronavirus con l'Oms e con tutti gli altri attori interessati”. “Già il 4 gennaio, il quarto giorno di quest'anno, i due Cdc (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie), quello cinese e quello statunitense, tennero una serie di colloqui e scambi su questo nuovo virus”, ha affermato l'ambasciatore. “Si tratta di un processo tuttora in corso per rafforzare la cooperazione globale, sviluppare le nostre conoscenze e coordinare l'intervento di vari Paesi”, ha rimarcato Cui. L'Oms, ha ricordato il diplomatico, ha inviato i propri esperti in Cina “già a metà febbraio”. Durante l'Assemblea generale dell'Oms, organizzata a maggio, ha osservato l'ambasciatore, la Cina ha co-sponsorizzato insieme ad oltre 140 Paesi una risoluzione per rafforzare la cooperazione globale in risposta alla pandemia, mentre il presidente Xi Jinping ha annunciato un aumento significativo del sostegno finanziario cinese all'agenzia dell'Onu. “Certo, altri Paesi hanno già preso in considerazione il ritiro dall'Oms ma noi abbiamo rafforzato il sostegno all'Organizzazione”, ha sottolineato Cui. “Un aiuto ancora in essere”. La Cina, ha aggiunto il diplomatico, sta collaborando con l'Oms “in ambito scientifico, accademico e tecnico, facendo lavorare insieme gli scienziati cinesi, quelli dell'organizzazione e di altri Paesi per rintracciare l'origine del virus, saperne di più sulla sua trasmissione e su come contenerlo, su come trattare i contagiati, curare le persone, salvare vite umane e sviluppare un vaccino”. “C'è ancora molto lavoro da fare insieme”, ha concluso l'ambasciatore. “Questo è un fatto e la sequenza temporale degli eventi è molto chiara”.

  • Record di 40mila casi in 24 ore in India

    L'India ha registrato oggi un aumento record di oltre 40mila nuovi casi di Covid19, superando così il milione118mila positivi: lo ha reso noto questa mattina il ministero della Salute. Il calcolo totale dei decessi è salito a 27.497, con 681 morti registrate nella sola giornata di ieri. Gli ultimi 100 mila nuovi casi sono registrati in appena tre giorni dal raggiungimento del primo milione di positivi. Secondo il ICMR, il consiglio Nazionale della Ricerca Medica, il balzo record si deve al numero parimenti record di test effettuati nella sola giornata di ieri: 256.039.

  • Calabria, 160 tamponi dopo focolaio, sempre 16 i positivi

    Sono oltre centosessanta i tamponi effettuati dalla task force dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza a seguito del focolaio individuato nella comunità senegalese, e il dato è in continua evoluzione. “I numeri - ha detto il commissario straordinario dell'Asp Simonetta Bettelini nel corso di una conferenza stampa - testimoniano che è stato fatto un lavoro attento e mirato a ricostruire la catena dei contatti con il paziente zero. Di certo abbiamo fatto un'indagine epidemiologica talmente accurata, precisa ed estesa che diventa difficile pensare che sia sfuggito qualcosa, ma ciò detto continuiamo a monitorare la situazione”. Stamani il personale dell'Unità speciale di continuità assistenziale, collocata nella sede dell'Asp di Serra Spiga, sta eseguendo nuovi tamponi riferibili a contatti stretti con il paziente zero. Ieri sono stati effettuati 3 tamponi su contatti definiti “strettissimi”. All'incontro con la stampa erano presenti anche Mario Marino, direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asp e a capo della task forse per l'emergenza coronavirus, e il componente la task force Sisto Milito. “Questi tre test - ha spiegato Milito - sono in lavorazione attualmente all'Ospedale dell'Annunziata di Cosenza ma al momento i positivi restano sedici in totale. Ormai c'è una grande sensibilità in merito a questa problematica e troviamo grande collaborazione da parte della popolazione e della comunità senegalese a Cosenza ma stiamo lavorando in stretta collaborazione con le forze dell'ordine e con il coordinamento della Prefettura”.

  • Usa, repubblicani frustrati si allontanano da Trump

    I repubblicani iniziano a rompere le fila e prendere le distanze da Donald Trump sulla gestione del coronavirus. Spinti dal balzo di contagi e dal forte vantaggio di Joe Biden nei sondaggi, molti conservatori negli ultimi giorni stanno portando avanti una campagna a favore dell'uso delle mascherine e del rispetto del distanziamento sociale, in aperta contraddizione rispetto alla linea della Casa Bianca. Anche i governatori repubblicani, finora allineati con Trump, stanno facendo marcia indietro sulle riaperture, mostrando così una spaccatura all'interno del partito che si fa più profonda con l'aumento dei contagi. Per cercare di limitare le divisioni, diversi influenti repubblicani hanno privatamente fatto pressione sull'amministrazione per reintrodurre i briefing della task force per il coronavirus con Anthony Fauci e Deborah Birx, i due esperti che ne fanno parte e che per mesi hanno aggiornato quotidianamente gli americani fino a che gli appuntamenti non sono diventati dei 'monologhi' di Donald Trump e sono stati sospesi.

  • Positiva 17enne di Modena in vacanza a Riccione

    Una 17enne di Modena è risultata positiva al coronavirus mentre si trovava in vacanza con alcuni amici a Riccione. Ne dà notizia la stampa locale. La giovane era arrivata in Riviera all'inizio della scorsa settimana e nei giorni successivi aveva accusato forti dolori alle orecchie, così le è stato eseguito un tampone all'Ospedale Infermi di Rimini. Una volta riscontrata l'infezione, le Ausl di Modena e della Romagna hanno fatto scattare l'indagine epidemiologica e così quaranta giovani sono finiti in isolamento. Due ragazzi che si trovavano in vacanza con la 17enne sono risultati positivi al Sars-Cov-2. La compagnia della ragazza aveva trascorso quei giorni in spiaggia e passato una serata in una nota discoteca di Misano Adriatico dove di recente sono stati registrati assembramenti. L'Ausl afferma che la situazione è “sotto controllo”.

  • Distinti in base ai sintomi sei diversi tipi di Covid-19

    Sulla base dei sintomi e della gravità si possono distinguere «sei tipi» di Covid-19, in base ai quali si può prevedere l’andamento della malattia. Lo afferma uno studio, ancora non sottoposto a una rivista accademica, messo a punto con i dati di un’app in cui i pazienti dovevano inserire i sintomi accusati. I ricercatori hanno analizzato con un algoritmo i dati forniti dalla applicazione, ricavando sei differenti tipologie di pazienti. Il primo è stato denominato «simil influenza senza febbre», caratterizzato oltre che dai sintomi classici influenzali anche dalla perdita del senso del gusto. Il secondo tipo è «similinfluenzale con febbre» e si distingue dal precedente per la presenza di raucedine e perdita di appetito. Poi c’è il Covid «gastrointestinale», che non ha tosse ma ha sintomi come la diarrea. Oltre a queste tipologie ce ne sono poi tre gravi: quella di livello uno, oltre a molti dei sintomi delle altre, è contraddistinta dalla fatica cronica, la seconda dallo stato confusionale e la terza da sintomi gravi respiratori e addominali. Solo l’1,5% dei pazienti del primo tipo ha bisogno del supporto respiratorio, che serve invece al 20% di quelli del gruppo 6. «Questa scoperta ha implicazioni importanti per la terapia e per il monitoraggio delle persone più vulnerabili al Covid-19», spiega Claire Steves del King’s College di Londra, l’autrice principale. «Se si può predire al quinto giorno di malattia di che tipo di paziente si tratta c’è tempo per un supporto precoce, come il monitoraggio dell’ossigeno nel sangue e dei livelli di zuccheri».

  • «Vaccinare 50 milioni di russi nel prossimo futuro»

    «In totale, secondo la nostra stima, nella Federazione Russa è necessario vaccinare 40 50 milioni di persone nel prossimo futuro»: lo ha detto il direttore generale del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev, in un'intervista al centro informativo per la lotta al coronavirus ripresa dall'agenzia Interfax. La Russia ha circa 144 milioni di abitanti. Dmitriev ha sottolineato che il vaccino in fase di sperimentazione che sta sviluppando l'istituto Gamalei in Russia ha superato la prima fase dei test clinici e che la seconda fase si concluderà il 3 agosto. Poi in Russia e in altri Paesi inizierà la terza fase di test.

    Secondo Dmitriev, ai test clinici si uniranno gli Emirati Arabi Uniti, la Turchia e diversi Paesi africani, dove il vaccino verrà somministrato a 100 persone. Il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti ha inoltre dichiarato che la Russia prevede di «produrre fino a 200 milioni di dosi» del vaccino «entro la fine dell'anno» di cui «30 milioni di dosi in Russia e le rimanenti attraverso i partenariati internazionali nel mondo».

  • Spallanzani: 68 ricoverati, finora 528 dimessi

    In questo momento sono ricoverati allo Spallanzani di Roma 68 pazienti. Di questi 54 sono positivi al tampone per la ricerca Sars-CoV-2, 14 sottoposti ad indagini. Due pazienti necessitano di terapia intensiva. I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 528. È quanto emerge dal bollettino medico di oggi dell'Istituto.

  • Israele, prima volta a luglio sotto 1.000 contagi

    Per la prima volta dall'inizio di luglio il numero dei contagi di coronavirus in Israele è stato ieri inferiore a mille: sono stati, secondo il ministero della sanità, 951. Il numero dei casi positivi dall'inizio della pandemia è salito così a 50.714. Le persone risultate positive ai test sono adesso 28.424: di esse 27.743 si trovano nelle loro abitazioni o in appositi alberghi, mentre 681 sono ricoverate in ospedali. Preoccupa intanto il numero complessivo dei malati gravi che è salito a 259: quasi il doppio rispetto a dieci giorni fa. I decessi sono stati in tutto 415. Nell'ultima settimana la città più colpita dalla pandemia è stata Gerusalemme (1.497 contagi), seguita dalla cittadina ortodossa di Bnei Brak (766), da Tel Aviv (395) e dall'insediamento ortodosso di Betar Illit, con 394 contagi.

  • Cremlino, Putin non è stato vaccinato

    Il presidente russo Vladimir Putin non è stato vaccinato contro il Covid-19: lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ripreso dall'agenzia di stampa statale russa Tass. «No», ha dichiarato Peskov, il vaccino «non è ancora stato certificato» e «penso che per un capo di Stato non sarebbe bene usare un vaccino non certificato».

  • Francia, fino a 500 focolai ma non è ancora seconda ondata

    In Francia sono attualmente recensiti «tra i 400 e i 500 focolai di coronavirus». Lo ha detto il ministro della Salute, Olivier Véran, intervistato da France Info. Véran ha aggiunto che «siamo ancora molto lontani da una seconda ondata» ma ci sono «segni inquietanti di ripresa epidemica sul territorio nazionale».

    Il ministro della Salute francese Olivier Véran (Afp)
  • Inail: a giugno in 15 giorni +965 contagi sul lavoro

    I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 30 giugno sono 49.986, 965 in più rispetto al monitoraggio del 15 giugno. I casi mortali sono 252 (+16), concentrati soprattutto tra gli uomini (82,5%) e nelle fasce 50-64 anni (69,8%) e over 64 (19,5%) con un’età media dei deceduti di 59 anni. Sono i dati del sesto report nazionale elaborato dalla Consulenza statistica dell’istituto. Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale segnalate all’Inail, il rapporto tra i generi si inverte - 71.6% dei lavoratori contagiati sono donne - e l’età media scende a 47 anni. Dall’analisi territoriale emerge che più di otto denunce su dieci sono concentrate al Nord e la Lombardia è la Regione più colpita con oltre un terzo dei casi denunciati (36,1%) e il 44,8% dei decessi.

  • Il Regno Unito prenota altri 90 milioni di dosi di vaccino

    Salgono a 190 milioni le dosi di potenziali vaccini futuri contro il coronavirus prenotate dal governo britannico in contratti con varie colossi farmaceutici nel caso in cui alcuni progetti di ricerca in progress nel Regno dovessero avere successo. Lo riporta oggi la Bbc, pur in un clima di cautela persistente su tempi ed esiti di questa sfida, precisando che ai 100 milioni di dosi già concordate da tempo con AstraZeneca per la produzione del prototipo in pole position in Europa giunto alla fase 3 di sperimentazione da parte dell’Università di Oxford (e in collaborazione con un’azienda di Pomezia), se ne sono aggiunte altre 90 milioni da altre fonti. Per l’esattezza si tratta di 30 milioni di dosi prelazionate con Biotech e Pfizer, incaricate di produrre un eventuale vaccino d’origine «genetica» in fase di studio nell’ambito di una seconda ricerca; e di 60 milioni commissionate a Valneva, impegnata sul fronte di un terzo trial, condotto su una versione inattiva del coronavirus.

    Londra, protesta contro le mascherine obbligatorie e contro tutte le forme di prevenzione(Afp)
  • In aula la Legge per un giorno della memoria sul coronavirus

    Arriva alla Camera la proposta di legge per l’istituzione di un giorno della memoria dedicato alle vittime dell’epidemia. Nel corso della discussione, il deputato del Pd Filippo Sensi ha preso la parola per ricordare in aula alla Camera i nomi dei 173 medici morti per il virus.

  • Bankitalia: rischia ripresa del contagio se la diffusione all’estero è alta

    «Il rischio di ripresa del contagio potrebbe continuare a rimanere elevato in presenza di un’ampia diffusione del virus al di fuori dei confini nazionali». Si legge nell’aggiornamento della situazione Covid realizzato dagli economisti della Banca d’Italia e appena diffuso. «La possibilità di continuare a mantenere sotto controllo la diffusione del virus nei prossimi mesi dipende in misura cruciale dalle politiche di prevenzione, test e tracciamento dei contatti. Il numero dei test in rapporto al contagio è cresciuto in tutte le regioni e appare complessivamente adeguato», si legge ancora nella pubblicazione che rileva come la mobilità, pur in aumento, «resta comunque al di sotto di quella pre-epidemia».

    Il nuovo bollettino economico di Bankitalia
  • Studio italiano analizza i danni del virus al sistema nervoso

    La malattia da Sars-Cov-2 non colpisce solo i polmoni. Molti dei sintomi individuati in questi mesi - riduzione del gusto e dell’olfatto, alterazione dello stato di coscienza, fatica, mialgie e cefalea - sono di fatto riconducibili ad alterazioni del sistema neurologico. Lo studio Nervous system: subclinical target of SARS-CoV-2 infection, condotto da un team di ricerca del dipartimento di Neuroscienze, biomedicina e movimento dell’Università di Verona con il contributo parziale della Fondazione Cariverona all’interno del progetto Conoscerlo per sconfiggerlo - Alleanza contro Covid-19, ha messo in luce le modalità con cui il sistema nervoso è così frequentemente coinvolto nei dati clinici dei pazienti affetti da Covid-19. «I dati clinici generali e neurologici di 123 pazienti affetti da Coronavirus sono stati confrontati con i livelli di neurofilamenti a catena leggera (proteine che costituiscono un indice di danno delle fibre del sistema nervoso), che sono stati dosati nel sangue dei pazienti con un metodo ultrasensibile», ha spiega Sergio Ferrari, dirigente medico della sezione di Neuropatologia.

    Lo studio che valuta l’impatto neurologico del coronavirus

    «I risultati ottenuti - ha aggiunto - permettono di osservare che i sintomi neurologici in corso di Covid-19, come riduzione del gusto e dell’olfatto, alterazione dello stato di coscienza, fatica, mialgie e cefalea, sono molto frequenti nella patologia da Sars-Cov-2. Livelli elevati di neurofilamenti a catena leggera sono risultati statisticamente correlati alla gravità delle condizioni generali (maggiori nei pazienti ricoverati in terapia intensiva), mentre non sono risultati strettamente associati alla presenza di sintomi neurologici non-specifici, come i disturbi dell’olfatto o del gusto. Infine, un aumento dei livelli sierici di neurofilamenti a catena leggera è stato riscontrato in numerosi pazienti anche in assenza di manifestazioni neurologiche aspecifiche, a conferma di un frequente interessamento anche subclinico del sistema nervoso».

  • Australia, arriva l’esame del sangue con la cronologia del virus

    Scienziati australiani hanno sviluppato, per primi al mondo, una rapida analisi del sangue pere Covid-19 che può identificare casi positivi recenti in meno di 20 minuti. Il semplice test messo a punto da ricercatori dell’Università Monash di Melbourne opera sulla tipizzazione dei gruppi sanguigni, e promette di offrire uno strumento cruciale nel tracciamento sociale e nell’investigare l’efficacia di potenziali vaccini. A differenza del tampone, che indica se la persona è correntemente positiva al virus, l’analisi del sangue potrà essere usata per identificare accuratamente se la persona è stata contagiata di recente. «Questi test saranno molto utili nel rintracciare dove il virus è stato attivo di recente nella comunità.

    Tamponi ai passanti a Sydney, Australia (Reuters)

    Sarà di aiuto nel rintracciamento dei contatti e nella sorveglianza nella comunità», ha detto il responsabile del progetto Simon Corrie, del dipartimento di ingegneria chimica dell’università stessa. La procedura ha inoltre il potenziale di poter essere immediatamente raffinata per test sierologici, ha aggiunto. Poiché il nuovo test ha differenze minime con una classica analisi del sangue, gli studiosi ne prevedono l’uso nella lotta globale contro il virus, specie nel verificare l’efficacia di potenziali vaccini. Poiché opera sulla tipizzazione dei gruppi sanguigni comunemente usata attorno al mondo e già prodotta su scala, può essere reso disponibile in breve tempo, spiega Corrie. Intanto l’equipe di studiosi è alla ricerca di una partnership commerciale, con l’obiettivo di rendere disponibile il test fra circa sei mesi.

  • In Russia 5.940 altri contagi

    In Russia si registrano ufficialmente 5.940 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore: è la prima volta dal 29 aprile che nel Paese si contano meno di 6mila nuovi contagi. Il totale dei casi accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia è ora 777.486, il quarto al mondo in termini assoluti. Le vittime del nuovo virus sono in tutto 12.427, di cui 85 decedute nel corso dell’ultima giornata. I guariti sono 3.258 nelle ultime 24 ore e 553.602 in totale. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

    Pellegrini ortodossi a riposo durante la marcia annuale in memoria dello zar Nicola II (Reuters)
  • Ucraina, 651 nuovi casi in 24 ore

    Sono 651 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi accertati nella repubblica ex sovietica dall’inizio dell'epidemia sale così a 59.493. Lo fa sapere il ministro della Salute di Kiev, Maksim Stepanov, ripreso dal Kyiv Post. Ufficialmente, i morti sono in tutto 1.498, di cui 13 deceduti nel corso dell'ultima giornata. I guariti sono 560 nelle ultime 24 ore e 31.439 in totale.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy (Reuters)
  • Accordo da 50 milioni tra Bei e Banca Ifis per il credito alle Pmi

    Banca Ifis e Bei hanno sottoscritto una nuova intesa, per 50 milioni di euro, per finanziare e sostenere progetti di investimento e crescita delle piccole e medie imprese italiane. Per Banca Ifis si tratta del secondo accordo finalizzato con l’istituzione finanziaria europea dopo quello del giugno 2019, per analogo importo e con caratteristiche simili alla linea di credito già in essere, che porta la complessiva erogazione fino a cento milioni di euro, rafforzando ulteriormente, anche in termini prospettici, tale canale di approvvigionamento per Banca Ifis. La nuova convenzione fa parte di un ampio progetto paneuropeo finanziato da Bei del valore complessivo di cinque miliardi di euro e definito «Covid-19» che vuole essere la prima risposta di Bei al sostegno dell’economia reale durante la pandemia mondiale. «In questo delicato momento storico andiamo a rinnovare con Bei una importante partnership a conferma del nostro sostegno delle piccole e medie imprese. Questo accordo, in linea con la strategia di diversificazione delle fonti di raccolta della Banca - spiega Luciano Colombini, amministratore delegato di Banca Ifis - rafforzerà ulteriormente il nostro impegno a immettere, in modo agile e veloce, nuova finanza nel sistema economico italiano integrando, anche in questa nuova e complessa fase di ripartenza, le diverse misure messe in campo dalla Banca fin dall’inizio della pandemia a sostegno della liquidità delle imprese».

  • Cile, piano per la riapertura in cinque tappe

    Il presidente cileno Sebastián Piñera ha presentato all’opinione pubblica un nuovo piano in cinque tappe, denominato «passo dopo passo», con cui si propone di portare gradualmente il Cile fuori dalle restrizioni imposte dalla pandemia da coronavirus. Il capo dello Stato ha spiegato che il nuovo piano sarà avviato non appena si revochino le quarantene che al momento riguardano dieci milioni di persone, oltre la metà della popolazione del Paese. Al momento il Cile, ricordano le statistiche del ministero della Sanità, è il terzo Paese con più contagi (330.930) in America latina dopo Brasile e Perù, e il quarto per numero di morti (8.503), superato in questo aspetto anche dal Messico. Manifestando un relativo ottimismo sulla situazione, Piñera ha sostenuto che «dopo cinque mesi di pandemia» stiamo «attraversando cinque settimane di miglioramento» che riguardano «12 delle nostre 17 regioni che stanno manifestando progressi nel contrasto del Covid-19». Le cinque tappe del piano «passo dopo passo», ha quindi sottolineato il presidente cileno, sono: quarantena, transizione, preparazione, apertura iniziale e infine apertura avanzata. In questo modo, ha spiegato, «contiamo di rafforzare il processo di ritorno alla normalità per il nostro Paese», anche se non è escluso che «un eventuale peggioramento del contagio potrebbe comportare il ritorno di una zona alla tappa inferiore» di questo piano.

    In Cile, utilizzo di cani nel contrasto al coronavirus (Epa)
  • Cina, 22 nuovi casi di cui 17 nello Xinjiang

    Sono 22 i nuovi casi accertati domenica in Cina di cui cinque importati (tre nello Sichuan, uno nella Mongolia Interna e uno nello Shandong) e 17 di trasmissione domestica, tutti rilevati nella provincia nordoccidentale dello Xinjiang, diventata l’ultimo focolaio del Paese. Nel complesso, secondo la Commissione sanitaria nazionale, le infezioni di Covid-19 si sono portate a 83.682, di cui 249 sotto trattamento e con cinque in gravi condizioni. Le guarigioni sono salite a quota 78.799, mentre i decessi restano fermi a 4.634. I contagi importati sono aumentati a 2.012, di cui 1.929 risoltisi con la guarigione e ancora in ricovero ospedaliero. I nuovi asintomatici scoperti domenica sono stati 13, portando il totale a 154 (ci sui 87 dall'estero), tutti sotto osservazione medica.

    Cina, vita quotidiana ai tempi del coronavirus (Reuters)
  • Pakistan, morti e contagi in calo da 10 giorni

    Il Pakistan ha riportato 31 morti da coronavirus e 1587 nuove infezioni nelle ultime 24 ore, secondo dati del ministero della Salute. I numeri sono in calo da dieci giorni. I casi totali di Covid-19 sono saliti a 265.083 mentre il bilancio delle vittime è di 5.599. Secondo i dati, 1.653 pazienti si sono ripresi nelle ultime 24 ore, portando il numero totale di persone guarite a 205.929. 1.552 pazienti sono in condizioni critiche. I musulmani pakistani celebreranno la festività di Eid ul Adha il 30-31 luglio. Le autorità del paese ha fatto appello alla nazione affinché seguano il distanziamento sociale durante la festa.

    Pakistan, non tutti rispettano le prescrizioni governative sul lockdown (Afp)
  • Giappone, il crollo dell’export continua a giugno (-26,2%)

    Il calo delle esportazioni giapponesi è continuato a giugno, secondo i dati pubblicati lunedì, sullo sfondo di una ripresa molto faticosa dell’economia mondiale dopo il coronavirus. Le esportazioni sono crollate del 26,2% a giugno a 4,862 miliardi di yen (39,7 miliardi di euro), dopo essere scese del 28,3% a maggio, secondo le statistiche diffuse dal ministero delle Finanze, oltre le attese. L’export verso la Cina sono diminuite solo dello 0,2% su base annua a giugno (contro -1,9% a maggio). L’export verso gli Stati Uniti è nuovamente diminuito del 46,6% (contro un dato al -50,6% a maggio), mentre il Giappone ha iniziato a osservare un nuovo aumento del numero di nuovi casi quotidiani di coronavirus. Le spedizioni giapponesi verso l’Europa occidentale, dove le attività sono gradualmente riprese a giugno, sono diminuite del 30% (rispetto al -35,4% di maggio). Le importazioni mondiali dal Giappone lo scorso mese sono diminuite del 14,4% su base annua a 5.130,9 miliardi di yen (41,9 miliardi di euro), una ripresa rispetto a maggio quando sono crollati del 26,2 %. Quelli dalla Cina sono leggermente aumentati (+0,8%) ma quelli dagli Stati Uniti sono diminuiti del 12,6% e quelli dall’Europa occidentale del 10,9%.

    A Tokyo, un torneo di sumo con distanziamento sociale (Epa)
  • Sudafrica, superati i 5mila morti

    ll Sudafrica, paese più colpito dalla pandemia del continente africano, ha superato i 5mila morti, secondo i dati ufficiali appena pubblicati. Nel giro di 24 ore sono stati registrati 85 nuovi decessi legati al coronavirus, portando il bilancio delle vittime a 5.033. Un totale di 13.449 nuovi casi sono stati ufficialmente diagnosticati in un giorno, portando il numero totale a 364.328, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute. A oggi il Sudafrica è il quinto paese al mondo più colpito dalla pandemia. Il ministro della sanità, Zweli Mkhize, ha implorato i suoi concittadini di rispettare le restrizioni, dicendosi «estremamente preoccupato» per il rilassamento osservato «nel momento in cui esplodono i contagi. Il governo ha mobilitato tutte le risorse» per combattere la pandemia, «ma non può gestire la situazione unilateralmente. Vediamo che il distanziamento fisico è poco rispettato o per niente. L’utilizzo delle mascherine viene abbandonato. Ciò avrà un impatto diretto sul numero di casi nelle prossime settimane», ha avvertito. Il picco della pandemia è atteso nelle prossime settimane in Sudafrica.

    Cimiteri «improvvisati» nei dintorni di Johannesburg (Afp)
  • In giornata il punto dell’Oms

    Per la giornata di lunedì 20 luglio è atteso, da Ginevra, il punto dell’Oms sulla pandemia. Soltanto 24 ore fa, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva segnalato un nuovo record di contagi quotidiani nel mondo: 259.848 quelli registrati nella mattinata di domenica. I maggiori aumenti riguardavano Stati Uniti, Brasile, India e Sudafrica. Il bilancio globale delle vittime era poi salito di 7.360, il più grande aumento giornaliero dal 10 maggio.

    Hong Kong, si effettuano tamponi per monitorare il contagio (Reuters)
  • Usa, oltre 140mila morti

    Gli Stati Uniti hanno superato i 140mila morti da Covid-19. Secondo i dati della Johns Hopkins University i decessi sono 14.225, mentre il totale dei casi di contagio dall’inizio della pandemia sono oltre 3,7 milioni. Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono stati registrati 63.872 nuovi casi. Il Texas è, insieme alla Florida e alla California, uno dei due maggiori epicentri della pandemia negli Usa, ma questo non ha impedito alla Nascar di scendere in pista per il primo grande evento sportivo nello stato da quando è esplosa la pandemia. Così per la gara automobilistica sulle tribune del Texas Mort Spedway sono arrivati a 67.500 fan, pari al 50% della capienza. Pazienza se tra venerdì e sabato il Texas ha fatto registrare l’ennesimo record di 15 nuovi casi giornalieri di contagio e 174 morti.

    California, l’estate del coronavirus (Afp)

    PER APPROFONDIRE:
    La mappa dei contagi
    La guida completa sulla pandemia
    Coronavirus, cosa ha scoperto la scienza

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