Europa

Coronavirus, ultime notizie. Iss: tracce Covid già a dicembre in acque Milano e Torino. Gottinga: altri 100 casi, 700 in quarantena

A Pechino 21 nuovi casi, 158 in totale
Stati Uniti, altri 840 morti in 24 ore
In America Latina oltre 1,8 milioni di casi, 86.200 morti
In Russia morti 489 operatori sanitari
Germania: nuovo focolaio nel Nordreno-Vestfalia, a Gottinga altri 100 casi
Usa, 1,508 milioni di disoccupati in più in una settimana, peggio di stime

Passeggero con maschera anticontagio a bordo della metropolitana a Beijing, in Cina (Epa)
  • Sono circa 97.600 i cittadini tornati in Italia dall'inizio dell'emergenza COVID-19 grazie al lavoro dell'Unità di Crisi e di tutta la Rete diplomatico-consolare della Farnesina, che ha attivato 1.075 operazioni per via aerea, marittima e terrestre, da 120 Paesi. Solo oggi sono rientrati oltre quasi 200 italiani da Paesi quali Belgio e Regno Unito, ma anche Repubblica del Congo e Nicaragua. La Farnesina continua ad assicurare il massimo impegno per garantire assistenza a tutti i connazionali ancora bloccati all'estero.

  • In California obbligo di mascherina fuori casa

    Le autorità sanitarie della California hanno ordinato ai residenti di indossare mascherine anticontagio nella “maggior parte degli ambienti fuori casa”, sottolineando che la nuova regola si è resa necessaria dal momento che troppi californiani stavano trascurando di coprirsi il viso.

  • Iss: tracce Covid già a dicembre in acque Milano e Torino

    Nelle acque di scarico di Milano e Torino c'erano già tracce del virus SARS-CoV-2 a dicembre 2019. Lo ha scoperto uno studio in via di pubblicazione dell'Istituto Superiore di Sanità realizzato attraverso l'analisi di acque di scarico raccolte in tempi antecedenti al manifestarsi della COVID-19 in Italia.

    I campioni prelevati nei depuratori di centri urbani del nord Italia, sono stati utilizzati come 'spia' della circolazione del virus nella popolazione. Questa ricerca può contribuire a comprendere l'inizio della circolazione del virus in Italia e fornisce informazioni coerenti rispetto ad altri risultati ottenuti dall'analisi retrospettiva su campioni di pazienti ospedalizzati in Francia, che identificavano un positivo al SARS-CoV-2 in un campione respiratorio, quindi clinico, risalente alla fine di dicembre 2019, e ad un recente lavoro spagnolo che ha rinvenuto RNA di SARS-CoV-2 in campioni di acque reflue raccolte nella metà di gennaio a Barcellona, circa 40 giorni prima della notifica del primo caso autoctono.

    Lo studio dell'Iss ha preso in esame 40 campioni di acqua reflua raccolti da ottobre 2019 a febbraio 2020, e 24 campioni di controllo per i quali la data di prelievo (settembre 2018 - giugno 2019) consentiva di escludere con certezza la presenza del virus. “Dal 2007 con il mio gruppo portiamo avanti attività di ricerca in virologia ambientale e raccogliamo e analizziamo campioni di acque reflue prelevati all'ingresso di impianti di depurazione” spiega Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualità dell'Acqua e Salute del Dipartimento di Ambiente e Salute dell'Istituto Superiore di Sanità, che ha condotto lo studio in collaborazione con Elisabetta Suffredini del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria.

  • In Francia 28 morti da ieri, su i contagi in Lombardia

    Ventotto persone sono morte nelle ultime 24 ore in Francia per Covid-19, il totale sale a 29.603 vittime, secondo le cifre fornite in serata dalla Direzione generale della Salute. Preoccupa la Normandia, regione in cui il tasso di riproduzione del virus - R0 - è risalito al di sopra della soglia di vigilanza fissata a 1, ed è ora di 1,14. “Questo aumento - spiegano le autorità sanitarie - si spiega con l'individuazione di casi raggruppati o 'cluster' a sud dell'agglomerazione di Rouen, che sono in via di gestione. Questa situazione riflette una circolazione virale reale, ma controllata”. Continua il calo dei ricoveri (meno 142 da ieri, totale a 10.125) e quello dei pazienti in rianimazione (20 in meno, in tutto sono ormai 752).

  • La Cina rassicura: «Focolaio di Pechino sotto controllo»

    Il coronavirus avanza a Pechino, ma a un ritmo più lento: il capo epidemiologo del Centro di controllo e prevenzione delle malattie cinese, Wu Zunyou, ha azzardato anche l'assicurazione che il focolaio del mercato all'ingrosso di Xinfadi sia ormai “sotto controllo”. I contagi nella capitale da Covid-19 sono risultati mercoledì in aumento di altre 21 unità, meno delle 31 di martedì, portando il totale dei casi accertati in una settimana a quota 158. Wu, in conferenza stampa, ha spiegato che un alto numero di infezioni è stato riscontrato tra i venditori di frutti di mare, di carne di manzo e di montone, consolidando l'ipotesi che il virus abbia trovato un ambiente particolarmente favorevole nelle basse temperature e nell'alta umidità. Nel mirino è finita la qualità dei mercati, su cui è calata la scure della Commissione centrale per l'ispezione e la disciplina, l'Anticorruzione del Partito comunista cinese, che li ha definiti “sporchi e caotici”.

    Il focolaio di Pechino “non ci ha colti impreparati ma è stata una sorpresa, perché è capitato ancora in un mercato. Le autorità hanno trovato l'epidemia molto velocemente e chiuso altrettanto rapidamente la fonte, recidendo i suoi contatti”, ha notato ancora l'esperto cinese. “Se Pechino non avesse preso subito le misure adottate, quello che è successo a Wuhan avrebbe potuto ripetersi”, ha poi notato Wu, ricordando la città focolaio da cui si è mossa la pandemia che nel mondo ha colpito più di 7 milioni di persone e provocato oltre 450mila decessi.

    Stimando il picco al 13 giugno, Wu ha quindi annunciato che l'infezione “è sotto controllo. Questo non vuol dire che non ci saranno nuovi casi domani. La curva proseguirà per altro tempo ancora, ma il numero di casi sarà sempre più basso”. Secondo la spiegazione, i prossimi contagi non saranno “di nuova trasmissione, ma il risultato delle scoperte dei test” eseguiti a tappeto. Solo oggi sono stati sottoposti a tampone migliaia di lavoratori della ristorazione dell'area di Sanlitun, nel vicino Workers' Stadium. La città, de resto, ha deciso di non abbassare la guardia, ma di rafforzare le misure legate al livello 2 d'allerta sanitaria: da domani tutti i servizi di autobus interprovinciali saranno sospesi. I test obbligatori restano per operatori dello Xinfadi, lavoratori in prima linea, professori e studenti. Necessario il tampone prima di qualsiasi viaggio, nel rispetto delle regole del luogo di destinazione. Divieto di spostamento per casi sospetti, asintomatici e per chi vive in zone ad alto rischio.

  • Studio: sintomi più gravi per contagiati con sangue del Gruppo A

    Le persone con il gruppo sanguigno A hanno maggiori probabilità di sviluppare sintomi più gravi di Covid-19. Lo dice una ricerca scientifica internazionale pubblicata sulla rivista New England Journal of Medicine che ha coinvolto centri di ricerca italiani, norvegesi, tedeschi e spagnoli. In Italia lo studio è stato coordinato dal Policlinico di Milano e ha coinvolto anche l'Istituto Clinico Humanitas e l'Ospedale San Gerardo di Monza. Gli scienziati hanno preso in esame 1.600 pazienti di Italia e Spagna, i due Paesi più colpiti dall'emergenza coronavirus, scoprendo tra le altre cose che il gruppo sanguigno 0 sarebbe associato a sintomi più lievi. “Con la nostra ricerca abbiamo stabilito che il gruppo sanguigno - spiega Luca Valenti, coordinatore italiano dello studio e medico del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano - è uno dei principali fattori ereditari che predispongono a sviluppare una malattia più grave per la Covid-19. In particolare, i risultati ci dicono che il gruppo sanguigno A ha un rischio aumentato di compromissione polmonare severa, mentre chi appartiene al gruppo 0 è più protetto. E dato che il gruppo sanguigno è ereditario, è possibile concludere che è ereditaria anche la predisposizione ai sintomi più gravi per questa malattia”. Il sospetto che i gruppi sanguigni influenzassero in qualche modo la gravità dei sintomi da Covid-19 era già emerso in un precedente studio cinese: “La novità della nostra ricerca - commenta Daniele Prati, direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano - è che nei pazienti presi in esame abbiamo analizzato tutti i marcatori dell'intero genoma, confermando per la prima volta in maniera sistematica che il gruppo sanguigno è uno dei fattori principali che portano a predire la gravità dei sintomi”.

  • Afp: oltre 450mila morti nel mondo

    Sono oltre 450mila le vittime di coronavirus nel mondo, secondo l'ultimo bilancio dell'agenzia France Presse basato su fonti ufficiali. I casi di Covid-19 sono 8.395.929. L'Europa è il continente che conta più morti (190.120 per 2.469.242 contagiati), ma è l'America Latina l'area in cui la pandemia avanza più velocemente con un totale di 86.706 vittime per 1.840.488 casi.

  • Brasile: casi in calo in 7 Stati su 27

    Almeno sette su 27 Stati del Brasile stanno registrando una diminuzione della percentuale di contagi da coronavirus: è quanto emerge dai dati prodotti dal progetto Covid-19 Analytics, realizzato in collaborazione dalla Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro e dalla Fondazione Getulio Vargas, rende noto il portale di notizie Uol. Per arrivare a queste conclusioni, i ricercatori considerano l'Rt, che misura il tasso di ritrasmissione del virus. Quando questo è inferiore a 1, significa che il numero medio di persone contagiate da una persona infetta è inferiore a uno, il che indica una riduzione del ritmo dell'epidemia. Gli Stati in questione sono Acre, Amazonas, Maranhao, Parà, Pernambuco, Roraima e Tocantins, tutti nel settentrione. Ma anche Rio de Janeiro (sud-est) - il secondo Stato più colpito dopo San Paolo - starebbe presentando netti miglioramenti.

  • Oms Europa: picchi di casi con riapertura delle scuole

    “Il Covid-19 è ancora in fase attiva in molti Paesi. È fondamentale continuare a recuperare e a ricostruire una vita normale dopo il lockdown ma è anche molto importante che le autorità investano per avere un sistema aggressivo di monitoraggio, test e tracciamento per evitare costosi blocchi aggiuntivi nelle settimane e nei mesi a venire in caso di rimbalzo del virus. È stato sparato un colpo di avvertimento: la riapertura delle scuole in alcuni Paesi ha portato a 'luci d'allarme' locali nel numero di casi, perciò dobbiamo rimanere diligenti ed eliminare le restrizioni con cautela”. Lo ha detto Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell'Oms per l'Europa, nel corso della conferenza stampa online per i media di lingua russa.

  • Facebook testa l’uso dell’AI per prevedere diffusione del Covid-19

    Usare l'Intelligenza Artificiale (AI) per formulare proiezioni a livello distrettuale di dove e con quale velocità il coronavirus si sta diffondendo. È l'esperimento che Facebook sta portando avanti in Austria in collaborazione con la Facoltà di Matematica e la Research Platform Data Science dell'Università di Vienna. L'annuncio è arrivato in occasione della celebrazione online dei cinque anni del Facebook AI Research (Fair) Lab di Parigi, fondato nel 2015.
    “Dato che in alcuni luoghi si cominciano ad allentare le restrizioni e cambiano i regolamenti, queste previsioni locali - spiega Facebook - potrebbero aiutare le autorità e gli operatori sanitari a capire meglio come sta evolvendo la pandemia”. E, ad esempio, far prendere decisioni importanti come la destinazione di ventilatori, mascherine e domande di terapia intensiva in alcune zone in particolare. Per far questo, la piattaforma utilizza i dati pubblici sui casi confermati di Covid-19 condivisi dal governo austriaco per poi generare previsioni settimanali a 7 giorni e “costruire modelli adattabili e in grado di rispondere a rapidi cambiamenti in ogni determinata area”.
    Le proiezioni vengono fornite ai partner dell'Università di Vienna, che usano le loro competenze in materia di sanità pubblica ed epidemiologia per analizzare le tendenze e condividere i risultati con i funzionari sanitari. L'iniziativa si basa sul lavoro di previsione localizzata di Covid-19 che Facebook ha già messo in campo a New York e nel New Jersey. In futuro, la società potrebbe valutare altre fonti di dati, come le mappe di mobilità del team Data for Good - già usate da istituzioni e università di tutto il mondo, Italia compresa - per vedere se aiutano a migliorare le prestazioni del modello.

  • La Danimarca riapre le frontiere dal 24 giugno

    La Danimarca ha annunciato che dal 27 giugno aprirà le sue frontiere a tutti i Paesi dell'Ue tranne Svezia e Portogallo. L'apertura seguirà una serie di regole molto precise, come ha spiegato in una nota il ministro degli Esteri Jeppe Kofod. Tutti i Paesi dell'area Schengen, più il Regno Unito, saranno classificati come “aperti”, “ in quarantena” o “chiusi” a seconda di quanti nuovi casi di coronavirus hanno registrato in una settimana. Nella prima categoria saranno inseriti gli Stati che hanno avuto meno di 20 nuovi contagi di Covid-19 per 100.000 abitanti, nella seconda quelli con meno di 30 e nella terza quelli con più di trenta. La lista sarà pubblicata il 25 giugno, due giorni prima dell'entrata in vigore del nuovo regime. Svezia e Portogallo, scrive il quotidiano The Local, sono già stati classificati come “in quarantena” perché hanno avuto rispettivamente 75,5 casi e 20,2 per 100.000 abitanti.

  • Svezia: l’economia perderà meno del previsto

    La Svezia ha annunciato che la sua economia non si contrarrà come previsto all'inizio dell'emergenza coronavirus. Il ministro delle Finanze Magdalena Andersson ha spiegato che il governo si aspetta nel 2020 una contrazione del 65 invece che del 7% previsto in aprile. Nel primo trimestre dell'anno la Svezia ha visto una lieve crescita del Pil, pari allo 0,1%. Le previsioni per il secondo trimestre sono invece di un calo, dovuto soprattutto ad una riduzione degli investimenti. Nella seconda metà dell'anno, ha sottolineato il ministro in una conferenza stampa, ci sarà una leggera ripresa. Tuttavia, fino al 2022 il Pil non tornerà ai livelli del 2019. La Svezia è l'unico Paese al mondo a non aver attuato misure di lockdown totali contro il Covid-19.

  • Ospiti Rsa toscana guariti tornano positivi, 3 casi

    Un ospite della Rsa di Montevarchi (Arezzo) dichiarata guarita dal coronavirus è risultata nuovamente positiva. La donna, arrivata per altre problematiche all'ospedale di Arezzo, sottoposta a tampone è stata trovata positiva al coronavirus e ricoverata in malattie infettive. «Si tratta di una donna - spiegano i sanitari - che si era già ammalata e che, in seguito alla cure, era stata dichiarata guarita il 26 maggio. Il dipartimento di prevenzione della Asl ha deciso di effettuare, a titolo precauzionale, una nuova serie di controlli sugli ospiti della rsa dichiarati guariti a seguito di accertamenti diagnostici e valutazioni cliniche». Sulla casa di riposo sono in corso indagini per chiarire la morte di 18 ospiti.

  • Croazia, riprendono i contagi: undici nuove infezioni nelle 24 ore

    Dopo tre settimane in cui la situazione epidemiologica in Croazia si è mantenuta calma e stabile, con appena sei casi di coronavirus, nelle ultime ventiquattro ore si è registrata una ripresa dei contagi, con la conferma di undici nuove infezioni da Covid-19. Lo ha riferito l'Unità di crisi della Protezione civile. I nuovi casi sono quasi tutti importati dall'estero, da croati che nelle ultime settimane hanno soggiornato in Bosnia e in altri Paesi dei Balcani.

  • Emiliano: al Policlinico di Bari arriverà macchina per 10mila tamponi al giorno

    «Il Policlinico di Bari si sta per dotare di una macchina che effettua 10 mila tamponi al giorno, significa avere la possibilità di sostenere in tempi rapidissimi qualunque tipo di innalzamento di dati epidemiologici, aiutando chi deve fare la quarantena e chi deve mettere in quarantena le persone ad avere dati certi sui quali poi fondare le proprie decisioni». Lo ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine della visita al cantiere del nuovo padiglione Asclepios 3 nel Policlinico di Bari. «La rete dei laboratori che stiamo mettendo insieme - ha detto Emiliano - potrebbe riuscire in caso di necessità a superare i 10 mila tamponi al giorno, perché 10 mila solo al Policlinico più altri 5-6-7000 che già siamo in grado di fare».

  • Usa, 1,508 milioni di disoccupati in più in una settimana, peggio di stime

    Continuano ad aumentare le richieste settimanali per i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Stando a quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, 1,508 milioni di lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi la scorsa settimana, in calo di appena 58.000 unità rispetto alla settimana precedente; le attese era per 1,3 milioni di nuove richieste. Il dato della settimana precedente è stato rivisto in rialzo di 24.000 unità a 1,566 da 1,542 milioni di unità.

  • Roche: continua impegno su tocilizumab

    «Roche ribadisce il proprio impegno a comprendere l'utilità clinica di tocilizumab nel trattamento della polmonite in corso di Covid-19». Questo il commento dell'azienda alla decisione dell'Aifa di concludere in anticipo uno studio sul farmaco perché non avrebbe mostrato nessun beneficio. «A questo fine - prosegue la nota - è promotore di 4 studi clinici internazionali volti a valutare l'efficacia e la sicurezza del farmaco e supporta, in Italia e nel mondo, oltre 10 sperimentazioni indipendenti condotte su migliaia di pazienti, in risposta alle elevate richieste della comunità scientifica mondiale».

  • Netanyahu: in Israele non ci saranno ulteriori alleggerimenti

    Non ci saranno ulteriori alleggerimenti delle misure contro il coronavirus fino a quando la nuova impennata di infezioni in Israele non sarà sotto controllo. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu a fronte del rialzo dei casi degli ultimi giorni dopo il quasi totale stop del lockdown. «Non c'è dubbio - ha detto durante l'insediamento dei nuovo direttore generale del ministero della sanità - che occorre limitare la malattia. Lo faremo con l'economia aperta, C'è la questione dei voli, ma non riapriremo ulteriormente».

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. (Sebastian Scheiner/Pool via REUTERS)

  • Turismo, il 91% dei vacanzieri pensa di rimanere in Italia

    Gli italiani che hanno deciso di partire (7 su 10) hanno ridisegnato le proprie vacanze a seguito della pandemia, con il 77% che dichiara che il Covid ha spinto a modificare la propria destinazione. Il 47% dei vacanzieri sarebbe andato all'estero in questa estate 2020, ma a fronte delle restrizioni, il 91% pensa che rimarrà in Italia. Nel Paese sì, ma comunque spostandosi, visto che il 71% afferma di volersi recare in un'altra regione. E se nel 2019 non cambiava meta quasi un italiano su 4, nel post-Covid il numero sale a 1 su 3. È la fotografia degli italiani in vacanza nel 2020 scattata da italiani.coop (il portale di indagine e approfondimento sulla vita quotidiana degli italiani) per Robintur Travel Group. L'occasione di una estate tutta italiana fa riscoprire la montagna, soprattutto ai giovani: la scelgono il 25% dei 23-35enni in previsione nell'estate 2020, contro l'11% nel 2019. Il mare resta la meta più gettonata (scelto dal 60% del totale dei vacanzieri del campione), ma la montagna e la natura passano dal 13% se non ci fosse stata la pandemia al 23% post-Covid. Tra le regioni più scelte il mare della Sicilia in cima alla classifica, il mare della Puglia e le montagne del Trentino Alto Adige.

    Campagna promozionale del turismo in Sicilia. (ANSA)

  • Oms: segni di stabilizzazione, il Brasile può farcela

    L'epidemia da coronavirus è ancora molto grave in Brasile, ma ci sono segnali che si stia stabilizzando: lo ha sostenuto il direttore esecutivo dell'Oms, Michael Ryan. Secondo l'esperto, tuttavia, «questo è il momento di aumentare la cautela perché, come abbiamo visto in altri Paesi, la stabilizzazione può rapidamente trasformarsi in un aumento». Per il rappresentante dell'Oms, se verrà mantenuto il distanziamento sociale e garantito il funzionamento degli ospedali, il Paese dovrebbe essere in grado di controllare la malattia.

    «Il Brasile ha una storia di successo nella lotta contro le pandemie e, se lavorerà in maniera coordinata mantenendo le misure di sanità pubblica a tutti i livelli, non c'è motivo per cui non possa riuscirci anche stavolta», ha detto Ryan al quotidiano Folha de S.Paulo. Secondo l'Imperial College, uno dei principali istituti di ricerca epidemica a livello mondiale, il tasso di contagio del Covid-19 in Brasile è rallentato per la terza settimana consecutiva.

  • Veneto, 8 casi e 7 vittime nelle ultime 24 ore

    Sono otto i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Veneto nelle ultime 24 ore, che portano il dato complessivo degli infetti a 19.233 dall'inizio del'epidemia. Lo segnala l'ultimo bollettino della Regione. Nelle ultime 24 ore vi sono stati anche sette nuovi decessil per un dato totale di 1.994 vittime (tra ospedali e case di riposo). Resta stabile, da giorni,il numero dei pazienti in terapia intensiva, 12 dei quali sono uno ancora positivo al Covid. Gli attuali positivi sono 607 (-73 rispetto a ieri), e i soggetti in isolamento 847.

  • BoE lascia tasso a 0,1% e aumenta di 100 mld $ programma acquisto titoli

    Banca d'Inghilterra ha lasciato invariato allo 0,1% il tasso d'interesse ed ha annunciato un aumento di 100 miliardi di sterline del programma di acquisto di titoli di Stato che sale quindi a 745 miliardi di sterline. Alla BoE si sono detti anche “pronti ad ulteriori azioni necessarie per sostenere l'economia

  • Pechino, focolaio portato sotto controllo

    Il focolaio di Covid-19 emerso a Pechino «è stato portato sotto controllo»: Wu Zunyou, il capo epidemiologo del Centro di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc), ha spiegato in conferenza stampa che un alto numero di infezioni è stato riscontrato tra venditori di frutti di mare, carne di manzo e di montone. Il picco è stato toccato intorno al 13 giugno e ora l'infezione «è sotto controllo. Questo non vuol dire che non ci saranno nuovi casi domani. La curva proseguirà per altro tempo ancora, ma “il numero di casi sarà sempre più basso».

  • In Iran 2.596 casi e 87 vittime in 24 ore

    Salgono a 197.647 i casi di Covid-19 in Iran, con 2.596 contagi nelle ultime 24 ore, sostanzialmente stabili dopo gli aumenti dei giorni scorsi. Le nuove vittime sono 87, tornando così sotto quota cento dopo quattro giorni, per un totale di 9.272 decessi confermati dall'inizio della pandemia. I ricoverati in terapia intensiva aumentano a 2.795, i pazienti guariti crescono a 156.991. I test complessivi effettuati sono 1.344.599. Lo ha riferito la portavoce del ministero della Salute iraniano Sima Sadat Lari.

  • Cremlino, assurde accuse Ue disinformazione

    Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito assurde le accuse che la Russia, insieme alla Cina e all'Iran, stanno portando avanti campagne di disinformazione contro i Paesi membri dell’Unione Europea da quando è iniziata la pandemia del coronavirus. «Per quanto riguarda la disinformazione, crediamo che queste accuse siano assurde», ha detto Peskov, citato dalla Tass.

  • Record di nuovi casi in Ucraina, 829 in 24 ore

    Sono 829 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Ucraina nelle ultime 24 ore, il numero più alto di nuovi contagi in un giorno dall'inizio dell'epidemia. Il precedente record di 758 nuovi casi era appena di ieri. Lo riporta il Consiglio di sicurezza nazionale, secondo cui i contagi accertati dall'inizio dell'epidemia sono 34.063. I morti sono in tutto 966, di cui 23 nelle ultime 24 ore. I guariti sono 504 nel corso dell'ultima giornata e 15.447 in totale. Tra gli operatori sanitari si contano in tutto 5.716 contagi.Il ministro della Salute, Maksim Stepanov, ha fatto sapere che nelle ultime 24 ore in Ucraina sono stati effettuati 12.106 test con tecnica Pcr.

  • Gottinga (Germania): altri 100 casi, 700 in quarantena

    Ci sono altri 100 casi di contagio da Coronavirus a Gottinga, la città universitaria della Bassa Sassonia tedesca, in cui nei giorni scorsi si era registrato un ampio focolaio dell'infezione, esplosa dopo la festa dello zucchero, celebrata da alcune famiglie musulmane alla fine del Ramadan. Al momento, 700 persone del complesso residenziale colpito devono sottoporsi alla quarantena, secondo quanto ha reso noto l'amministrazione locale.

  • Israele, quasi 20mila casi positivi

    Il coronavirus torna a mettere a dura prova in questi giorni i rispettivi sistemi sanitari degli israeliani e dei palestinesi. In Israele la cifra complessiva dei casi positivi sfiora ormai i 20 mila. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 257 contagi, che hanno portato il bilancio complessivo temporaneo a 19.893. Di essi, informa il ministero della sanità, 15.499 sono guariti, mentre i decessi sono stati 303. I malati sono 4.091, 29 dei quali in rianimazione. Oltre 15 mila israeliani sono inoltre tenuti in isolamento prudenziale nelle proprie abitazioni.

    Fra i palestinesi, ieri nella zona di Hebron (Cisgiordania) si sono avuti numerosi contagi e da ieri il bilancio complessivo dei casi positivi (per Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est) è così salito da 718 a 750. I decessi sono stati finora, complessivamente, cinque. La ministra palestinese per la sanità Mai Alkayla, citata dalla agenzia di stampa Wafa, ha espresso preoccupazione per gli sviluppi degli ultimi giorni e ha avvertito che esiste il rischio di una «seconda ondata».

  • Russia, morti 849 operatori sanitari

    Quasi 500 persone del personale ospedaliero sono morte in Russia in seguito all'epidemia di coronavirus. Lo ha riferito la responsabile del Servizio Federale di Sorveglianza della Sanità Pubblica (Roszdravnadzor) Alla Samoilova nel corso della web-conferenza in occasione della Giornata degli operatori sanitari. «Quasi 500 operatori sanitari, 489 per la precisione, purtroppo non sono più con noi», ha dichiarato Samoilova, secondo quanto riporta Ria Novosti. È la prima volta che un funzionario pubblico dà cifre certe sulla mortalità tra medici e infermieri in Russia.

    Secondo Samoilova al principio della crisi la Russia non era del tutto pronta ad affrontare l'epidemia e mancava di protezioni individuali. «La mobilitazione è stata seria. Francamente, all'inizio c'erano state alcune lamentele e alcuni contrattempi ma oggi tutto va secondo i piani: oggi non riceviamo lamentele sul fatto che il personale medico non sia dotato di dispositivi di protezione individuale o non venga testato», ha osservato.

  • Turchia, obbligo di mascherine a Istanbul e Ankara

    Nuova stretta in Turchia sulle misure di prevenzione contro il Covid-19. Dopo l'aumento dei casi registrato negli ultimi giorni, con i contagi quotidiani tornati largamente sopra quota mille dopo le riaperture della fase 3 di inizio giugno, il Comitato scientifico turco ha deciso di ampliare l'obbligo di indossare le mascherine in tutti gli spazi pubblici anche aperti, come i parchi cittadini, estendendolo alle province di Istanbul e Ankara, le più popolose del Paese, e a quella di Bursa. In precedenza le mascherine erano già obbligatorie in 42 delle 81 province turche. Per chi non rispetta la misura è prevista una multa.

  • Pazienti malati di fegato più a rischio morte

    I pazienti con una malattia del fegato grave ha un rischio di morire di Covid-19 da 2 a 4 volte maggiore rispetto alla popolazione generale, e andrebbero quindi protetti con il vaccino quando sarà disponibile. Lo ha affermato Antonio Craxì, Direttore della Scuola di Gastroenterologia dell'Università degli Studi di Palermo, durante il webinar “Covid-19 e malattie epatiche'. “Fra le cose che la pandemia ci ha insegnato - ha spiegato Craxì, c'è che il paziente con malattia di fegato avanzata è particolarmente fragile, e il suo rischio di morire con il Covid-19 è da due a quattro volte più alto. Questo pone un problema nella prospettiva di avere un vaccino, queste persone andranno prioritizzate, fra le prime a riceverlo ci dovranno essere quelle con cirrosi”. Nei pazienti con Covid e malattie epatiche, ha sottolineato l'esperto che ha coordinato l'evento organizzato con il contributo di Gilead Sciences, le linee guida internazionali raccomandano di continuare eventuali terapie antivirali in corso, mentre il trattamento va ritardato se non è ancora iniziato e il paziente non è cirrotico.

  • Russia, nuovi casi ancora sotto quota 8mila

    In Russia nelle ultime 24 ore sono stati registrati 7.790 nuovi casi di coronavirus, arrivando così a un totale di 561.091. Lo fa sapere la task force nazionale. Per il secondo giorno di fila dunque i contagi scendono sotto quota 8mila dal 30 di aprile scorso. I morti sono stati invece 182, per un totale di 7.660. Oltre 9.600 i guariti, per un totale di 313.963.

  • Kazakistan, positivo presidente Nazarbayev

    Nursultan Nazarbayev, il 79enne già primo presidente del Kazakistan nonché Elbasy (ovvero 'padre della patria' e capo del Consiglio di Sicurezza), ha contratto il Covid-19. Lo fa sapere l'ufficio stampa di Nazarbayev, citato da Interfax. «Nazarbayev è in auto-isolamento e continua il suo lavoro da casa, non c'è nulla di cui preoccuparsi», ha sottolineato la nota.

  • In primo trimestre boom minibond +72%

    La crisi economica causata dall'epidemia Covid 19 spinge i minibond: da un'indagine su 22 società finanziarie del Politecnico di Milano emerge che sono 86 le emissioni nel primo semestre 2020 (+72% sul 2019). «La necessità impellente di liquidità ha spinto numerose imprese, che non hanno trovato risposte veloci da parte delle banche, a esplorare nuovi percorsi di finanza alternativa» spiega Giancarlo Giudici, responsabile dell'Osservatorio minibond.

    Anche il controvalore è aumentato, benché non con la stessa intensità: 270,55 milioni di euro contro 220,8, cioè il 22% in più. «Stanno avendo un buon successo anche le operazioni di sistema, come i basket-bond e i pluri-bond, che raggruppano più emittenti. La nuova opportunità di collocare i titoli emessi dalle SpA sui portali di crowdfunding ha consentito poi un'ulteriore accelerazione del mercato» aggiunge Giudici.

  • Focolaio in Germania, Assocarni: condizione nostri macelli non comparabile a quelli tedeschi

    «La situazione dell'industria della carne italiana non ha niente a che vedere con quanto sta succedendo in Germania con il Covid-19». Lo ha detto il vice presidente di Assocarni, Luigi Scordamaglia, in riferimento alla notizia di un nuovo focolaio in un’impresa della carne nel Nordreno-Vestfalia con 400 dipendenti positivi al coronavirus. «Anzi gli standard igienico-sanitari italiani - prosegue Scordamaglia - hanno consentito durante la pandemia di non avere positività significative nelle principali industrie della carne nazionali ed in particolare nei macelli del Nord Italia, pur essendo zone di massima incidenza Covid».

    Dall'incidenza rilevata nelle nostre aziende, continuano da Assocarni, chi è andato a lavorare in questi impianti in Italia si è addirittura ammalato meno di chi è stato a casa. In Germania il proliferare della malattia nei macelli , spiega ancora l’associazione, è da attribuire soprattutto al «sistematico sfruttamento di lavoratori stranieri dell'Est Europa che vivono e lavorano in Germania con cooperative nomadi da noi vietatissime, e che operano in condizioni di totale promiscuità, completamente diverse rispetto a quelle dei lavoratori tedeschi». «Sono proprio tali condizioni inaccettabili - dice ancora Scordamaglia - ad aver consentito la diffusione del virus». E concludono da Assocarni: «Al danno si aggiunge la beffa visto che questi impianti fanno dumping con prezzi più bassi alle aziende italiane che rispettano standard elevati e costosi».

  • Trump: «Siamo vicini a un vaccino»

    «Siamo vicini a un vaccino» per il coronavirus. Lo afferma Donald Trump in un'intervista a Fox. «Durante le proteste tutti erano uno sopra all'altro e nessuno ha detto niente. Mentre tutti parlano» del comizio di Tulsa, ggiunge Trump, precisando che oltre un milione di persone hanno chiesto biglietti per partecipare all'evento. Le autorità sanitarie di Tulsa si augurano che Trump rimandi l'evento all'ultimo momento così da evitare un maxi assembramento in uno spazio chiuso che può favorire la diffusione del coronavirus.

  • A Pechino altri 21 casi, salgono a 158

    Pechino ha rilevato ieri, 17 giugno, altri 21 casi di Covid-19, in calo sui 31 di mercoledì: in una settimana, le infezioni collegate al mercato all'ingrosso di Xinfadi sono salite a 158, mentre la città continua a rafforzare le misure di prevenzione e controllo. La Commissione sanitaria nazionale ha segnalato 28 infezioni nel Paese, di cui 24 di trasmissione domestica e 4 importate, e 8 asintomatici. I contagi totali sono 83.293, di cui 78.394 risoltisi con la guarigione e 4.634 con il decesso. Gli asintomatici sono 111, tutti sotto osservazione.

  • In America latina 1 milione e 826mila contagi e 86.200 morti

    È ancora il Brasile a guidare la spirale, per ora irrefrenabile, della pandemia da coronavirus in America Latina, regione in cui nelle ultime 24 ore il bilancio dei contagi è salito a 1.826.090 casi, mentre i morti si sono stabilizzati a quota 86.252. È quanto emerge oggi da una elaborazione statistica sulla base dei dati riguardanti 34 Nazioni e territori latinoamericani. Le autorità sanitarie brasiliane hanno reso noto che i contagiati continuano a crescere ad un ritmo importante, e sono ora 955.377 (+32.188), di cui ben 46.510 (+1.269) sono poi morti.

    Dietro al Brasile si collocano due Nazioni della Cordigliera andina che non riescono a frenare l'espansione della pandemia. Il Perù, prima di tutto, con 240.908 contagi e 7.257 morti, e poi il Cile, non lontano (220.628 e 3.615), che dopo aver sostituito il ministro della Sanità cerca una nuova strategia per debellare il Covid-19.

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