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Coronavirus, Usa: i repubblicani varano un nuovo pacchetto di aiuti da mille miliardi

Fondi per le scuole per favorire il ritorno in classe. Nuovi aiuti per le Pmi ma ci sono anche finanziamenti per il Pentagono e per la nuova sede del Fbi

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Coronavirus, Trump: "Gli Usa sono in gran forma, problemi nel Sud e nell'Est"

Fondi per le scuole per favorire il ritorno in classe. Nuovi aiuti per le Pmi ma ci sono anche finanziamenti per il Pentagono e per la nuova sede del Fbi


4' di lettura

NEW YORK - I prossimi due-tre giorni saranno essenziali. I negoziati si svolgeranno a porte chiuse. Le delegazioni di repubblicani e democratici cercheranno di trovare un accordo sul nuovo pacchetto di aiuti per il coronavirus. Alla luce di quello appena varato dal Senato a guida repubblicana, e in considerazione di quello approvato due mesi fa dalla Camera a maggioranza democratica. Bisognerà trovare un punto di incontro tra le due proposte. Il varo del nuovo piano di aiuti anti-Covid che sarà di oltre mille miliardi di dollari è previsto entro la settimana.

Il piano che guarisce

Lunedì 27 luglio i repubblicani hanno svelato il loro pacchetto di aiuti per il coronavirus, denominato Heals Act, la legge che guarisce, dopo il Cares Act, la legge che si prende cura, primo pacchetto da oltre 2.000 miliardi varato dal Congresso il 27 marzo. La nuova proposta prevede mille miliardi di fondi, gran parte destinati alle scuole per favorire il ritorno degli studenti in classe. Non ci sono i tagli alle imposte sul reddito delle persone fisiche che Donald Trump proponeva, dopo il taglio alle imposte alle aziende del 2018, anche per rilanciare le sue chance di rielezione. Il piano è stato redatto dai senatori che non hanno tenuto conto di molte delle indicazioni della Casa Bianca. I sussidi aggiuntivi alla disoccupazione di 600 dollari settimanali per chi ha perso il lavoro con il Covid, scaduti lo scorso 25 luglio, sono riconfermati nel piano repubblicano con un taglio di 400 dollari: da 600 dollari settimanali l'aiuto scende a 200 dollari.

Mancano gli aiuti alle città

Il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell ha definito la proposta “mirata e su misura” degli americani alla luce della situazione di difficoltà in cui versa la prima economia mondiale per l'emergenza sanitaria, tuttora in corso. Ma il piano ha subito provocato l'opposizione dei democratici. Il 15 maggio la Camera aveva approvato il cosiddetto “Heroes Act, da oltre tre mila miliardi, secondo piano di aiuti pensato dai democratici che prevede ulteriori misure di sostegno per stati, città, ospedali, aiuti al reddito e ai disoccupati. Nel piano repubblicano per il quale ci sono voluti oltre due mesi di gestazione, non ci sono i gli aiuti alle città e agli stati, molti dei quali a guida democratica versano in situazione di difficoltà finanziarie per le extra spese derivate dall'emergenza della pandemia, perché l'amministrazione Trump a cento giorni dalle elezioni non ritiene di finanziarle. I democratici al contrario dicono che la proposta repubblicana è insufficiente a fronteggiare i tanti capitoli aperti dall'emergenza rispetto alla loro proposta di oltre 3mila miliardi, che i repubblicani ritengono troppo costosa. Un compromesso andrà raggiunto e si tenterà di comporre il quadro entro la settimana.

Nuovo assegno da 1.200 dollari

Il piano dei repubblicani, come quello democratico, prevede un nuovo assegno da 1.200 dollari per ogni cittadino americano. Ci sono aiuti per gli ospedali per le protezioni dei medici e degli infermieri. Sono previsti anche nuovi prestiti agevolati per le piccole e medie imprese per 190 miliardi di dollari, e 100 miliardi di aiuti agevolati per le aziende che operano in zone a basso reddito o hanno attività stagionali. Per quanto riguarda gli incentivi alla disoccupazione, come anticipato, nella proposta dei repubblicani l'aiuto aggiuntivo a chi è rimasto senza lavoro a causa del Covid-19 – finora circa 32 milioni di americani – scende dai 600 dollari a 200 dollari a settimana. Il programma verrà esteso per altri due mesi. Con un meccanismo secondo il quale alla scadenza, il benefit verrà trasformato in uno stipendio fino al 70% dell'ultima paga settimanale, fino a un massimo di 500 dollari a settimana, compresi i sussidi alla disoccupazione statali (duemila dollari al mese al massimo).

Sussidio a vita per i senza lavoro

Il sussidio alla disoccupazione diventa, secondo questa proposta, un benefit a vita dei lavoratori licenziati e un sostegno per la spesa al consumo. Un'idea che non piace a tutti, alcuni senatori repubblicani si sono sfilati dalla proposta avanzata dal loro stesso partito perché ritengono che così come è stata formulata incoraggi gli americani a restare a casa invece che a tornare al lavoro. Le stesse critiche sono state mosse anche dai democratici che parlano di un piano troppo piccolo in quanto a stanziamenti, troppo lento e macchinoso che favorisce l'idea negli americani che conviene restare a casa piuttosto che tornare al lavoro, ha detto il leader dem Chuck Schumer, secondo cui davanti all'emergenza economica e sanitaria del coronavirus bisognerebbe avere più coraggio.

Nuovi fondi alla Difesa e all’Fbi per la sede

Il piano di aiuti repubblicano prevede anche 30 miliardi di ulteriori fondi per i militari e l'industria della Difesa, rispetto agli oltre 10 miliardi stanziati nel primo pacchetto di aiuti federali Cares Act. I fondi alla spesa della difesa si aggiungono ai 760 miliardi di dollari di stanziamenti annuali record del Pentagono decisi dall'amministrazione Trump per l'anno fiscale 2020. Nelle more del provvedimento ci sono anche dei cavilli che introducono spese che non c'entrano niente con il coronavirus. Come gli 1,8 miliardi di dollari previsti per la costruzione della nuova sede del Fbi a Washington. Il coronavirus negli Stati Uniti finora ha colpito oltre 4 milioni di americani con oltre 150mila morti. Nelle ultime otto settimane il numero di contagi è aumentato, ma il centro della pandemia dallo stato di New York e la Tristate area si è spostato negli stati del SudOvest.


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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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