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Coronavirus, al Viminale cabina di regia contro le infiltrazioni mafiose

Il prefetto Gabrielli ai vertici Arma, Gdf e Penitenziaria: al via un organismo di monitoraggio interforze, la minaccia mafiosa ora è «molto più pervasiva».

di Marco Ludovico

Coronavirus, controlli a Roma della Polizia dall'elicottero

Il prefetto Gabrielli ai vertici Arma, Gdf e Penitenziaria: al via un organismo di monitoraggio interforze, la minaccia mafiosa ora è «molto più pervasiva».


3' di lettura

«La pandemia ha inciso profondamente su interi comparti» scrive Franco Gabrielli «innescando una crisi economica che ha avviato nel nostro Paese una fase di recessione». Così il direttore generale del dipartimento di Ps annuncia la costituzione «con decreto a mia firma di un Organismo Permanente di Monitoraggio presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale». Obiettivo: ricognizione e prevenzione a tutto campo dell’infiltrazione mafiosa nell’economia.

Allerta a tutte le forze di polizia
Il prefetto Gabrielli ha inviato la nota - oltre al gabinetto del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese - al Comando generale dell’Arma, guidato da Giovanni Nistri; della Guardia di Finanza, al vertice Giuseppe Zafarana; al Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria), numero uno Francesco Basentini. Una chiamata alle armi, a tutti gli effetti, per condividere «conoscenze e consapevolezze sulle strategie di azione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso». Il nuovo organismo presieduto dal «Vicedirettore generale Ps, direttore centrale Polizia Criminale, prefetto Vittorio Rizzi» scrive Gabrielli «sarà composto dai rappresentanti di codesti Comandi». Più tutti gli esponenti delle forze di polizia impegnati all’estero e negli organismi internazionali.

La mappa dell’inquinamento economico mafioso

Il capo della Polizia indica i percorsi operativi di monitoraggio della cabina di regia. «I settori imprenditoriali e merceologici di elezione» della criminalità organizzata; «le modalità di penetrazione nei circuiti economici e finanziari»»; «i tentativi di condizionamento dell’attività deliberativa relativa agli appalti pubblici». In quest’ultimo caso saranno approfonditi sia durante «il sistema emergenziale» sia nella «successiva fase di ricostruzione e di rilancio dell’economia». Gabrielli chiede ai colleghi il «massimo impegno info-investigativo» e fissa l’obiettivo finale: individuare per le mafie «le linee evolutive delle loro dinamiche e dei loro modelli operativi in un’ottica preventiva».

Task force allargata agli enti esterni
«Ai lavori» della cabina di regia interforze «potranno essere chiamati -rileva il direttore generale della P.s. - referenti di Enti e Organismi pubblici e privati» in grado di fornire «un apporto conoscitivo e analitico». Sul territorio possono esserci associazioni di categoria e di impresa, osservatori del lavoro, uffici con i sensori sull’andamento del mercato e della legalità. L’allerta sui rischi di aumento dell’inquinamento mafioso nell’economia era già scattato qualche giorno fa con una circolare a tutti i questori del numero uno della Direzione centrale Anticrimine, Francesco Messina.

«Intercettare qualsiasi segnale»
L’attenzione del Viminale è al livello massimo: «Qualsiasi segnale intercettato sul territorio sintomatico del tentativo dei sodalizi mafiosi di trarre vantaggio da situazioni sociali e/o di disagio economico» deve diventare «occasione di approfondimento». E poi «particolare rilievo verrà conferito al patrimonio informativo veicolato dall’ambiente carcerario - sottolinea il capo della Polizia - che costituisce un osservatorio privilegiato delle dinamiche relazionali relative alle organizzazioni criminali».

Insidie anche per le grandi imprese
Nella comunicazione di Gabrielli emergono alcuni scenari economici più di altri a rischio di inquinamento mafioso. «L’enorme disponibilità finanziaria» della criminalità organizzata «potrebbe essere utilizzata per colmare il deficit di liquidità di piccole e medie imprese ma anche - sottolinea Gabrielli - di grandi soggetti economici la cui operatività ha già subito un forte rallentamento». Non solo: «Il rischio di infiltrazione potrebbe configurarsi anche con riguardo alle filiere produttive essenziali che non hanno interrotto la propria attività nell’attuale fase emergenziale». La «minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata può divenire molto più pervasiva». La mobilitazione delle forze di polizia chiesta da Gabrielli diventa così un passaggio cruciale. Prima che sia troppo tardi.

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