L’EMERGENZA SANITARIA

Coronavirus, il Viminale ai prefetti: stop alle gite a Pasqua e Pasquetta

Una circolare del ministero dell’Interno sollecita il rafforzamento dei controlli nel week end pasquale

di Marco Ludovico

Un mese di lockdown: come è cambiata la nostra vita

Una circolare del ministero dell’Interno sollecita il rafforzamento dei controlli nel week end pasquale


2' di lettura

«Piani mirati di rafforzamento della vigilanza e del controllo dei movimenti». L’input del ministero dell’Interno, guidato da Luciana Lamorgese, a tutti i prefetti sul territorio, non lascia spazio a dubbi: i divieti di spostamento oggi in vigore, per Pasqua e Pasquetta, saranno fatti rispettare con ancora maggior rigore.

Impossibile raggiungere le località turistiche
Scrive il capo di gabinetto Matteo Piantedosi: «È del tutto evidente che, nell’attuale contesto emergenziale, in applicazione delle specifiche disposizioni restrittive della libertà di circolazione, tuttora in corso di validità, non sarà possibile per la popolazione effettuare i consueti trasferimenti verso località a richiamo turistico». Non ci sono né eccezioni nè deroghe. Chi trasgredisce rischia due volte: multe e sanzioni, più il rientro obbligatorio e immediato al proprio domicilio.

Vietato andare a mangiare dai parenti
Il divieto riguarda anche gli spostamenti all’interno dello stesso comune. Ricorda la circolare: i prefetti devono predisporre le attività di sorveglianza e verifica delle forze di polizia per controllare il rispetto delle «limitazioni riguardanti gli spostamenti all’interno dello stesso comune e tra località diverse, compreso il divieto di recarsi presso abitazioni differenti da quella principale, tra cui le seconde case utilizzate per le vacanze». Nessuno dimenticherà Pasqua e Pasquetta con il COVID-19 proprio per queste restrizioni mai previste finora. Ma il Viminale da settimane ormai ha adottato la linea dura.

Coronavirus, la circolare del Viminale sui controlli di Pasqua

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Aumentano controlli, denunce e sanzioni
Il ministero dell’Interno, del resto, sottolinea come «i dati statistici relativi all’andamento dell’epidemia in atto hanno fatto registrare, pur con le opportune cautele, i primi segnali di efficacia delle misure di contenimento, incentrate principalmente, come è noto, sul distanziamento sociale e sulla limitazione della circolazione delle persone». Una scelta, per ora, fuori discussione. Basta poi vedere come il numero dei controlli viaggi ormai sul sito del Viminale soltanto nella giornata dell’8 aprile Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri , Guardia di Finanza e polizie locali hanno hanno controllato quasi 287mila persone e 100mila esercizi commerciali ma impressiona soprattutto il numero delle denunce dei fermati: oltre 10mila.

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