ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùle misure del governo

Coronavirus, vita dura per baby sitter, colf e badanti (in nero). Ecco cosa si rischia

La nuova stretta del governo per contrastare l’emergenza da Covid-19 limita gli spostamenti solo ai casi di necessità, per tutte le altre fattispecie scattano possibili sanzioni

di Claudio Tucci


Coronavirus, ecco tutte le regole per spostarsi

2' di lettura

La stretta sugli spostamenti, con poche e motivate eccezioni, legate a contenere l'emergenza coronavirus, rischia di avere un effetto (indiretto) sul contrasto al lavoro nero. Il nuovo Dpcm varato l’11 marzo dal governo conferma infatti la possibilità di uscire dalla propria abitazione/domicilio solo per stringenti motivi di necessità: andare a lavoro (regolarmente esistente), esigenze di cura e in generale medico-sanitarie, e per acquistare beni di prima necessità, come ad esempio quelli alimentari. Per queste fattispecie, quindi, è “giustificata” l'uscita di casa, e in caso di controlli, con i nuovi modelli di autocertificazione, non succede nulla.

Vita dura per baby sitter, badanti e colf (in nero)
Per tutte le altre fattispecie, invece, si rischia, nel caso in cui si venga fermati dalle autorità o dalle forze dell'ordine per i controlli che stanno scattando al fine di garantire il rispetto delle nuove e più stringenti direttive varate dall'esecutivo Conte per contrastare l’epidemia. Vita dura quindi per gran parte dei lavori domestici, baby sitter, colf e badanti in primis dove spesso serpeggia il sommerso.

Istat: nel 2017 oltre 3 milioni di lavori irregolari
Secondo infatti le ultime stime dell'Istat (riferite al 2017) l'incidenza del lavoro irregolare (tra cui il nero) è più elevata nel settore dei servizi e raggiunge livelli elevati, proprio, nel comparto degli altri servizi alle persone (addirittura si attesta al 47,7%), dove la domanda di prestazioni lavorative non regolari da parte delle famiglie è rilevante.

Sempre secondo l'Istat il lavoro irregolare è presente, non proprio con percentuali basse, anche in agricoltura, nelle costruzioni e nel commercio, trasporti, alloggio e ristorazione. Complessivamente, l'Istat stima come nel 2017 le unità di lavoro irregolari siano state 3 milioni e 700mila, in crescita di 25mila unità rispetto al 2016.

Attenzione: scattano anche sanzioni penali
Attenzione quindi a fare i “furbi”. Per il lavoro nero, le ultime modifiche normative, dal Jobs act in poi, prevedono maxi-sanzioni economiche per chi utilizza forza lavoro non in regola. Accanto a queste, oggi con il nuovo Dpcm, se si dichiara il falso in sede di controllo, scattano anche sanzioni di carattere penale, compreso l'arresto, perché si forniscono false dichiarazioni e si attenta alla salute pubblica (se il soggetto è per di più in regime di quarantena).

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