l’italia della solidarietà

Coronavirus, il volontariato in campo per chi non arriva a fine mese

La rete del terzo settore già da settimane è attiva sul territorio. In campo ci sono tra gli altri Caritas, Sant'Egidio, Banco Alimentare, ma anche tante grandi e piccole associazioni laiche e cattoliche. E il mondo del volontariato organizzato è poi affiancato da quello spontaneo di semplici cittadini

di Andrea Gagliardi

Coronavirus: arrivano buoni spesa e prodotti per 400 milioni

La rete del terzo settore già da settimane è attiva sul territorio. In campo ci sono tra gli altri Caritas, Sant'Egidio, Banco Alimentare, ma anche tante grandi e piccole associazioni laiche e cattoliche. E il mondo del volontariato organizzato è poi affiancato da quello spontaneo di semplici cittadini


4' di lettura

L'emergenza sanitaria legata al coronavirus comincia a diventare una 'bomba' sociale per quel pezzo d'Italia, soprattutto al Sud, che già faticava ad arrivare a fine mese. Con il venire meno dei piccoli lavori, spesso in nero, le famiglie bussano ancora di più alle porte degli enti caritativi. Certo, un aiuto arriverà dai 400 milioni messi a disposizione dei comuni dal governo per distribuire buoni spesa o direttamente generi alimentari. E i sindaci potrebbero appoggiarsi alla fitta rete del volontariato che già da settimane è attiva sul territorio. In campo ci sono tra gli altri Caritas, Sant'Egidio, Banco Alimentare, ma anche tante grandi e piccole associazioni laiche e cattoliche, oltre ai volontari della Protezione Civile.

Dalla Caritas strutture per l’accoglienza di 1.1oo persone
La Caritas nazionale fa sapere che in totale finora sono 65 le diocesi che hanno messo a disposizione strutture per l’accoglienza di 1.100 persone, tra tra medici, infermieri, persone in quarantena e senza dimora. Oltre 2 milioni di euro dei 10 milioni messi a disposizione dalla Conferenza episcopale italiana sono stati subito utilizzati dalle 218 Caritas diocesane per interventi di prima emergenza (dai dispositivi di protezione individuale - mascherine, guanti, igienizzanti - al materiale per sanificare periodicamente i servizi Caritas rimasti aperti, alla fornitura di generi prima necessità alle famiglie in difficoltà). La Presidenza ha poi deciso di destinare subito altri 4 milioni di euro per le attività delle Caritas diocesane che sono state maggiormente colpite dalla pandemia. Tutte le Caritas segnalano un aumento significativo delle richieste di aiuti alimentari dal 20 al 50%, nelle varie forme in cui sono stati rimodulati i servizi: pasti da asporto, pacchi a domicilio, empori, buoni spesa. Un altro intervento che accomuna tutte le diocesi è quello dell'ascolto, per via telematica o telefonica, con un'attenzione in particolare ad anziani e malati,

Aiuti a partire dalle regioni più colpite dal contagio
«I primi finanziamenti arrivati li abbiamo utilizzati in tutta Italia per tamponare le emergenze – spiega don Andrea La Regina, responsabile macroprogetti Caritas Italiana – i successivi 4 milioni saranno concentrati nelle quattro regioni più colpite dall’epidemia ossia Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, a partire dalle esigenze del territorio. Aspettiamo di vedere anche i risultati dell’ordinanza della protezione civile sugli aiuti alimentari per i Comuni. Noi ci muoviamo in maniera sussidiaria a sostegno di chi rimane fuori dall’aiuto statale». La somma rimanente del contributo Cei sarà utilizzata per i successivi interventi su tutto il territorio nazionale.

Da Sant’Egidio collette e assistenza telefonica
Attiva sul territorio per l’emergenza coronavirus anche la rete solidale di Sant’Egidio. «Il nostro sostegno è soprattutto a favore di anziani e senza fissa dimora - spiega Roberto Zuccolini, portavoce della comunità - abbiamo potenziato il servizio delle mense e abbiamo lanciato una colletta per la raccolta di beni di prima necessità». Un’iniziativa quest’ultima che ha fatto emergere risvolti inaspettati. «La gente ha paura - prosegue Zuccolini - ma sente di dover fare qualcosa per gli altri. E registriamo molti casi di persone che si offrono come volontari per aiutare chi ha bisogno». Potenziato anche un servizio telefonico di assistenza per gli anziani soli ultraottantenni che non possono uscire di casa. «In questo periodo i nostri volontari fanno la spesa e portano a casa le medicine. Solo a Roma da quando è iniziata l’emergenza abbiamo ricevuto più di 6mila telefonate di anziani dal centro storico e da alcuni quartieri periferici».

Aumento del 20% delle richieste di aiuto al Banco Alimentare
Banco Alimentare, la onlus che recupera il cibo per redistribuirlo a chi ne ha bisogno, in queste ultime settimane è stato sommerso da mail e telefonate. Il Banco stima che le richieste in questi giorni sono aumentate mediamente del 20%, con punte anche del 40% in alcune Regioni come la Campania. «Ci arrivano nuove domande di aiuto, per esempio anche dai sindaci, soprattutto dai Comuni del Sud. Ci aspettiamo una esplosione del bisogno», sottolinea Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare.

Dal paniere solidale alla spesa sospesa
Il mondo del volontariato organizzato è poi affiancato da quello
spontaneo di semplici cittadini che si è messo in moto per garantire cibo a chi è più in difficoltà. Un mondo che trova mille forme, anche originali per fare in modo che insieme all'emergenza sanitaria, in Italia non esploda anche l'emergenza sociale provocata dalla crisi economica. A Roma nel quartiere della Garbatella, lo spazio sociale 'Casetta Rossa' prepara nella sua cucina vaschette sigillate con piatti in monoporzioni da distribuire ai poveri del municipio e ai migranti e senza fissa dimora che vivono in strada vicino alla stazione Tiburtina assistiti dall’associazione Baobab. Sono i pasti, la spesa, gli acquisti “sospesi” che stanno fiorendo in ogni angolo della penisola, comprese pagine ad hoc su Facebook.

Nei vicoli del centro di Napoli oltre al paniere solidale (ceste calate dal balcone in cui tutti possono mettere pasta, pelati, legumi o quello che vogliono a disposizione degli indigenti), sfrecciano ragazzi sui motorini e si fermano davanti alle abitazioni dei più bisognosi per consegnare generi di prima necessità. Un’iniziativa quest’ultima organizzata dall'associazione evangelica 'Tabita onlus' di Sant'Anna di Palazzo ai Quartieri Spagnoli. Legambiente nel circolo etneo ha lanciato su www.laboriusa.it una campagna di crowdfunding a km 0, il progetto “100 carrelli per Catania”: «Voi date un piccolo contributo con una donazione
online, noi portiamo la spesa ai più bisognosi con il supporto dei produttori dell'Etna». Oppure l'Auser Empoli Filo d'Argento, in collaborazione con Comune, Misericordia, Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli e Croce Rossa, svolge un servizio di spesa e pasti a domicilio con l'aiuto degli scout Agesci. Ed ancora a Legnano, la Croce Rossa non solo è impegnata a soccorrere i cittadini, ma aiuta nella distribuzione degli
alimenti alla mensa dei poveri che continua a distribuire pasti al sacco agli indigenti.

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