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Nuovo Dpcm: zona rossa, arancione e gialla. Ecco le restrizioni in arrivo

Sono i tre scenari di rischio che nel dpcm in arrivo individueranno le zone da sottoporre a restrizioni in base all’andamento della pandemia da Coronavirus

di Nicoletta Cottone

Coronavirus, arriva un nuovo dpcm: ecco le misure

6' di lettura

Rossa, arancione o gialla. Sono i tre scenari di rischio che nel dpcm in arrivo individueranno le zone da sottoporre a restrizioni in base all’andamento della pandemia da coronavirus che corre in Italia, come nel resto d’Europa e del mondo. I numeri del report settimanale ministero Salute-Iss, quelli che fotografano la situazione al 25 ottobre, al momento suggeriscono lockdown estesi nelle tre regioni - Piemonte, Lombardia e Calabria -che presentano attualmente lo scenario peggiore, con i 21 indicatori utilizzati dagli esperti del Comitato tecnico scientifico e del ministero della Salute che segnalano allarme rosso per capacità di diffusione del virus, focolai e occupazione dei posti ospedalieri. Numeri già elevatissimi.

Gli ingressi e le uscite delle regioni e delle province autonome dai tre scenari saranno decisi con ordinanza del ministero della Salute. Sarà aggiornato il report del Cts con i nuovi dati per consentire il varo del nuovo dpcm sulla base delle ultime rilevazioni effettuate a tappeto in tutto il Paese.

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Sul fronte delle scuole il dpcm in arrivo punta alla didattica a distanza nelle superiori si secondo grado, salvo i laboratori o per i casi di disabilità in cui sia fondamentale la presenza. Per asili e primo ciclo di istruzione resta la presenza fisica, con uso obbligatorio della mascherina (tranne per i bambini sotto i 6 anni o con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei dispositivi di protezione). I corsi di formazione pubblici e privati potranno svolgersi solo a distanza, tranne quelli di medicina generale e le attività di formazione degli Istituti di formazione dei ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Economia, della Giustizia e del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. Sospesi concorsi pubblici e privati e prove di abilitazione all’esercizio delle professioni, tranne i casi di valutazione si basi curriculari, in modalità telematica o con correzione delle prove scritte da remoto.

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Tre regioni nel mirino: Piemonte, Lombardia e Calabria

Accanto a restrizioni nazionali, come il coprifuoco serale in tutta Italia (ultima ipotesi dalle 22 alle 5 del mattino), ci sono infatti tre regioni - Lombardia, Piemonte e Calabria - che rischiano di dover adottare subito le misure più restrittive.

L’ultimo monitoraggio, relativo alla settimana 19-25 ottobre, assegnava all’Italia un Rt nazionale a quota 1,70. Un numero che nel nuovo report potrebbe avvicinarsi a 2, con un netto peggioramento della capacità del sistema sanitario di rispondere all’emergenza. Sono già, infatti, 15 le regioni dove si calcola che le terapie intensive andranno in crisi nel giro di una trentina di giorni.

Le regioni sotto la lente

Sotto la lente dell’ultimo report ben 11 regioni, che erano descritte a “rischio elevato”, da una parte per i numeri ricavati dai 21 indicatori, dall’altra per una raccolta dati in alcuni casi ritenuta poco affidabile. Sono Abruzzo (Rt 1,4), Basilicata (Rt 1,04), Calabria (Rt 1,66), Liguria (Rt 1,54), Lombardia (Rt 2,09), Piemonte (Rt 2,16), Puglia (Rt 1,65), Sicilia (Rt 1,42), Toscana (Rt 1,41), Valle d’Aosta (Rt 1,89) e Veneto (Rt 1,46). Sotto la lente del Cts per l’ingresso nello scenario rosso ci sono altre cinque regioni e una provincia autonoma: Campania, Liguria, provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta, Liguria e Puglia.

Le nuove restrizioni legate al dpcm allo studio per lo scenario 3

Nelle regioni, o parte di esse, che si trovano nello scenario 3 - elevata gravità e rischio alto - e con un livello di rischio alto, la bozza del nuovo dpcm vieta gli spostamenti in altre regioni, tranne per esigenze lavorative, per necessità o motivi di salute. Consentiti gli spostamenti strettamente necessari legati alla didattica in presenza, se consentita. Permesso il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblico o privato in un comune diverso da quello di residenza, salvo per esigenze di lavoro, di studio, salute, necessità o per usufruire di servizi non disponibili nel proprio comune.

Sospese le attività di ristorazione - bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie - ad esclusione di mese e catering continuativo su base contrattuale nel rispetto dei protocolli anti contagio. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto. Divieto di consumare sul posto o nelle adiacenze. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti o bevande in autostrada, negli ospedali, negli aeroporti (rispettando il distanziamento).

Le misure da scenario 4

Un articolo del dpcm è dedicato allo scenario 4, quello di elevata gravità e rischio alto, quello rosso. In questo caso è vietato ogni spostamento in entrata o in uscita, dai territori che presentano scenario 4, e anche all’interno, tranne per esigenze lavorative, per necessità o motivi di salute. Consentiti gli spostamenti strettamente necessari legati alla didattica in presenza, se consentita. Permesso il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Sospese le attività commerciali al dettaglio, tranne la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi i mercati, salvo le attività di vendita dei soli generi alimentari. Aperte edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.Sospese le attività di ristorazione - bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie - ad esclusione di mense e catering continuativo su base contrattuale, nel rispetto dei protocolli anti contagio. Consentita la ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto. Divieto di consumare sul posto o nelle adiacenze. Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti o bevande in autostrada, negli ospedali, negli aeroporti (rispettando il distanziamento).

Sospese le attività didattiche in presenza. Solo negli asili e nel primo anno della secondaria di primo grado resta possibile la presenza. Consentito svolgere attività motoria in prossimità della propria abitazione, indossando la mascherina e rispettando il distanziamento di un metro. Sì all’attività sportiva all’aperto e individuale. I datori di lavoro limitano la presenza nei luoghi di lavoro solo alle attività indifferibili.

Le misure per lo scenario rosso

Il ministero della Salute, con l’aiuto degli esperti del Cts, si era già dotato di una sorta di “cassetta per gli attrezzi” riassunta in una circolare, che dettava le linee guida per le autorità di sanità pubblica. In caso di rischio alto/molto alto, dunque rosso, per almeno tre settimane consecutive, sono previsti interventi straordinari, che partono dal distanziamento fisico, con chiusura di locali notturni, bar, ristoranti, inizialmente solo in orari specifici, per evitare, per esempio, la movida. Poi con maggiori rigidità e restrizioni generalizzate o localizzate. Le indicazioni prevedono restrizioni regionali e provinciali.

L’allarme rosso porta alla chiusura di scuole e università, con attivazione di lezioni a distanza, a limitazione della mobilità nelle zone ad alta trasmissione, al lavoro agile in aree specifiche. Previsto il potenziamento degli alberghi Covid, l’attivazione di personale aggiuntivo a supporto del dipartimento Covid e una rimodulazione dell’attività di screening e di contact tracing.

Sono anche previste restrizioni locali temporanee, per almeno tre settimane, su base sub-provinciale per le zone rosse. In questi casi l’Rt delle regioni sottoposte alle misure ha un Rt superiore a 1,5.

Lo scenario arancione

Sempre la circolare Salute prevede lo scenario arancione, quello classificato con rischio settimanale moderato (Rt fra 1,25 e 1,50) e prevede anche la definizione delle situazioni interne alla regione dove il rischio è più elevato (circolazione in comuni, province, focolai scolastici).

Previste precauzioni in aree e contesti specifici a maggior esposizione. Possibilità di chiusura di attività, sospensione di eventi e limitazione della mobilità in specifici ambiti regionali (comuni o province). Per scuole e università si punta a favorire lezioni scaglionate mattina e pomeriggio, se utile ad aumentare gli spazi. E mascherina anche in situazioni statiche.

Possibilità di sospensione di alcuni insegnamenti a rischio più elevato: educazione fisica, lezioni di canto o di strumenti a fiato, laboratori a uso promiscuo. Per gli studenti della secondaria di secondo grado e per le università parte delle lezioni sono a distanza. Prevista la chiusura temporanea di scuole e università in funzione di casi Covid. Obbligo di mascherine anche all’aperto, interruzione della attività sociali a rischio assembramento.

Le zone gialle

Nelle zone gialle, dove la circolazione è bassa o molto bassa, la circolare prevede interventi ordinari, come l’isolamento dei casi positivi, la quarantena dei contatti e una serie di precauzioni standard che fanno già parte della vita quotidiana di ognuno di noi: uso delle mascherine, distanziamento fisico, igiene individuale e ambientale.

Si punta a favorire lezioni scaglionate mattina e pomeriggio, se utile ad aumentare gli spazi.

Possibilità di sospensione di alcuni insegnamenti a rischio più elevato: educazione fisica, lezioni di canto o di strumenti a fiato, laboratori a uso promiscuo.

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