I film del fine settimana

«Corpus Christi», dalla Polonia un film per riflettere

Nelle sale il lungometraggio di Jan Komasa, candidato agli Oscar dello scorso anno. Tra le novità il nuovo lavoro di Woody Allen «Rifkin's Festival»

di Andrea Chimento

Corpus Christi

3' di lettura

Tra i titoli più importanti disponibili nelle sale c'è «Corpus Christi» di Jan Komasa, lungometraggio polacco che lo scorso anno era arrivato a competere nella cinquina degli Oscar per i migliori prodotti internazionali.


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Al centro della trama c'è Daniel, un ragazzo che sogna di diventare prete: il suo desiderio sembra però impossibile da realizzare a causa dei reati commessi che l'hanno condannato al riformatorio. Mentre si trova in una cittadina lontana dall'istituto, viene casualmente scambiato per il nuovo sacerdote e sarà pronto ad approfittare della situazione.

«Corpus Christi» e gli altri film per il week-end

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Komasa raggiunge con questo film la piena maturità

Già autore di diversi prodotti interessanti in passato, Komasa raggiunge con questo film la piena maturità, andando a trattare un tema delicato come quello della religione cattolica (vissuta da alcuni personaggi come un'ossessione) all'interno del suo paese natale.Per gli abitanti della cittadina la necessità di avere una guida istituzionale proveniente dalla Chiesa è talmente importante da non far loro (almeno nella prima parte) capire chi hanno davanti: lo seguono più per quello che rappresenta il suo abito che per le parole che pronuncia o per i messaggi che propone.

Un taglio sociopolitico Il regista polacco arriva a dare un taglio sociopolitico al suo lavoro, che ragiona anche sull'ipocrisia di una società che non offre seconde possibilità e redenzione a chi non ha seguito la “retta via” fin dall'inizio della sua vita.Nel corso della visione c'è qualche calo di ritmo, ma conta poco di fronte al coraggio dell'autore che firma un lavoro non semplice, ricco di spunti su cui riflettere al termine della visione e di passaggi dal forte valore simbolico: emblematica in questo senso anche la sequenza conclusiva.

Il risultato è un film sorprendente, che colpisce inoltre per la notevole prova del protagonista Bartosz Bielenia.

Rifkin's Festival

Tra le novità più attese della settimana c'è senza dubbio «Rifkin's Festival» di Woody Allen.Protagonista una coppia americana che si reca in Spagna per partecipare al Festival di San Sebastián: il viaggio, però, potrebbe cambiarli profondamente e far scoprire loro nuovi sentimenti. Indubbiamente un piacere, dopo tanti mesi di sale chiuse, poter tornare a vedere sul grande schermo un film di uno dei registi più importanti del cinema americano degli ultimi cinquant'anni: si sente la leggerezza e il tocco inconfondibile dell'autore statunitense, ma i limiti stanno in un copione carico di spunti riciclati da lavori precedenti e nella collaborazione con Vittorio Storaro alla fotografia che questa volta dà frutti meno interessanti del solito.

Un cast sottotono non aiuta, ma è tutta l'operazione a risultare un po' annacquata, forse perché priva di momenti davvero significativi che invece erano presenti anche nei film di Allen più recenti, come «La ruota delle meraviglie» o «Un giorno di pioggia a New York».

Senza rimorso

Tra le novità on-demand, invece, su Prime Video è arrivato «Senza rimorso», nuovo lungometraggio di Stefano Sollima.Tratto dal romanzo omonimo di Tom Clancy, è un film d'azione dalla trama piuttosto canonica, incentrato su un esperto navy seal disposto a tutto pur di vendicare la morte della moglie incinta. Durante la sua missione, però, si trova in mezzo a una gigantesca cospirazione che potrebbe mettere in pericolo gli Stati Uniti.

Spin-off della serie cinematografica su «Jack Ryan», questo lungometraggio non colpisce minimamente per il copione, prevedibile e calcolato, ma ha dalla sua una discreta messinscena che conferma la bravura di Sollima nel girare, in particolare, le sequenze d'azione.Un po' poco, però: dopo «Soldado» e la serie «ZeroZeroZero», dal regista italiano ci si poteva aspettare di più, considerando anche la sua capacità di gestire al meglio le produzioni internazionali e attori di lingua inglese.

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