cosmetica

Corre l’export di bellezza e riparte il mercato interno

di Marta Casadei

2' di lettura

L’industria cosmetica made in Italy continua la propria corsa a ritmi organici, ma sostenuti, iniziata in barba alla crisi e all’insegna dell’anticiclicità. I dati forniti da Cosmetica Italia evidenziano un 2017 positivo: il fatturato globale dell’industria della bellezza made in Italy arriverà poco sotto gli 11 miliardi di euro, in salita del 4,6% rispetto al 2016, anno in cui il settore aveva messo a segno un +5,3%.

A trainare i conti sono sempre le esportazioni, che a fine 2017 dovrebbero crescere del 9,5% rispetto all’anno scorso, superando i 4,7 miliardi di euro. L’export dell’industria cosmetica italiana nel suo complesso è concentrato per circa il 64% nei primi dieci mercati di riferimento del nostro Paese: la Germania, che nel 2016 ha messo a segno un +25,6%; la Francia (+5,9%) e gli Stati Uniti sono i primi tre clienti del beauty made in Italy.

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In questi primi sei mesi del 2017 è andato bene anche il mercato interno, la cui crescita sarà quasi doppia rispetto a quella registrata nel 2015: il fatturato domestico del settore chiuderà infatti a +1,2%.

«Il 2017 sarà un anno positivo per la cosmetica italiana – commenta Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia – e su più fronti: quello delle esportazioni, che continuano a rappresentare un importante driver della crescita, ma anche quello delle vendite domestiche con i canali professionali che, dopo anni di flessione, hanno battuto quelli tradizionali in termini di crescita».

Nel dettaglio, i canali tradizionali, che assorbono una grossa fetta del fatturato domestico del settore cosmetico made in Italy, chiuderanno il 2017 con una crescita dell’1,2% mentre i professionali registreranno un incoraggiante +1,9%. Le performance migliori tra i canali di vendita tradizionali spettano alle vendite dirette: su di esse, infatti, incide l’aumento delle vendite online che alla fine dell’anno arriveranno a toccare i 300 milioni di euro. In fase di stallo, invece, la farmacia, che ha chiuso il primo semestre dell’anno con una sostanziale stabilità (+0,5%) dei ricavi e la profumeria, che in chiusura d’anno recupererà il -0,5% registrato tra gennaio e giugno 2017. «I canali di vendita tradizionali devono ripensare offerta e servizi anche in virtù delle nuove esigenze dei consumatori, che opteranno sempre di più per una fruizione multicanale», chiosa Rossello.

Sono state positive nel primo semestre (+5%) e cresceranno di mezzo punto percentuale entro la fine dell’anno le performance dei terzisti, il cui fatturato è assorbito dai mercati esteri per l’80% circa.

Contestualmente ai dati di congiuntura, Cosmetica Italia ha svelato anche i risultati di un’indagine condotta con Human Highway e relativa al mercato della bellezza nel 2027: secondo gli intervistati – consumatori e aziende – le vendite di cosmetici in Italia aumenteranno e il made in Italy avrà un ruolo sempre più decisivo a livello internazionale. I cosmetici del futuro, per essere appetibili, dovranno essere efficaci, personalizzabili e sostenibili. Ed essere venduti in canali “ibridi”, tra on e offline.

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