ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRapporto Influnet

Corre l’influenza: +36% in una settimana. L’impennata dopo 2 anni di (quasi) assenza

I più colpiti sono i bambini sotto i 5 anni. La curva mostra come questa stagione influenzale sia la più aggressiva da diversi anni

di Luca Salvioli

(Monstar Studio - stock.adobe.com)

3' di lettura

È un inizio dicembre con decine di migliaia di italiani a letto, ma, a differenza dell’ultimo biennio di covid, si tratta soprattutto di sindromi influenzali. I casi stimati nell’ultima settimana sono 762mila, in crescita rispetto ai 560mila stimati nella precedente: +36%.

L’ultima settimana

Il monitoraggio sull’influenza in Italia viene effettuato dall’Istituto superiore di Sanità, che ogni venerdì pubblica il rapporto Influnet. L’ultimo prende in esame la settimana 21-27 novembre, quando l’incidenza è stata pari a 12,9 casi per mille assistiti. Un deciso aumento rispetto alla precedente, quando erano stati 9,5.

Loading...

A trainare i contagi sono i bambini: «Risultano maggiormente colpite le fasce di età pediatrica, in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni di età, in cui l'incidenza è pari a 40,8 casi per mille assistiti. Era 29,6 nella settimana precedente», precisa l’Iss.

L’incidenza «nella fascia di età 5-14 anni è 25,02 per mille assistiti, nella fascia 15-64 anni è pari a 10,10 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 5,04 casi per mille assistiti».

In tre regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria) l'incidenza ha superato la soglia del livello di entità molto alta. Va detto che tre regioni (Campania, Calabria, Sardegna) non hanno attivato la sorveglianza InfluNet.

INCIDENZA DELLE SINDROMI INFLUENZALI IN ITALIA

Stagioni dalla 2009/10 alla 2022/23, casi ogni 1.000 assistiti - Fonte: InfluNet

Loading...

Il grafico sopra dell’Iss mostra l’incidenza delle sindromi influenzali dal 2009-10 a oggi. È evidente come la stagione 2022-23, attualmente in corso, mostri un andamento in crescita e abbia già superato quella del 2009-10. Risulta ancora più marcata la differenza con gli ultimi due anni di pandemia. Complici le misure di contenimento per la diffusione del covid e l’utilizzo delle mascherine, nel 2020-21 le sindromi influenzali sono state quasi assenti, mentre nel 2021-22 sono state comunque poco diffuse.

Quali ceppi virali stanno girando

Nell’ultima settimana sono stati raccolti attraverso il portale InfluNet 855 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori che afferiscono alla rete. Tra i 717 analizzati, 275 (38,3%) sono risultati positivi al virus influenzale.

In particolare, 274 sono risultati di tipo A (229 di sottotipo H3N2, 5 di sottotipo H1N1pdm09 e 40 non ancora sottotipizzati) e 1 di tipo B.

Tra i campioni analizzati, 29 (4%) sono risultati positivi per SARS-CoV-2, mentre 126 sono risultati positivi per altri virus respiratori, in particolare: 63 RSV, 36 rhinovirus, 11 virus parainfluenzali, 8 coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 6 adenovirus e 2 metapneumovirus.

Nel complesso - conclude Influnet - dall'inizio della stagione fino alla settimana, su un totale di 1.511 campioni clinici raccolti dai diversi laboratori, 531 (35,1%) sono risultati positivi al virus influenzale, di cui 529 di tipo A (99,6%) e 2 di tipo B (0,4%).

Rallenta il covid
Nello stesso periodo invece il covid mostra una lieve flessione. Anche i dati del covid ora vengono diffusi una volta sola a settimana, il venerdì, ma il metodo di raccolta e il sistema di tamponi è molto più capillare rispetto all’influenza dunque un paragone numerico non è fattibile.

Nella settimana che va dal 25 al 1 dicembre sono stati censiti 227.440 nuovi casi, dato in leggera flessione (-0,7%) rispetto alla settimana precedente (18-24 novembre), quando il numero di casi era risultato invece in aumento.

Dal 25 al 1 dicembre ci sono stati inoltre 635 decessi, il 9,5% in più rispetto alla settimana precedente. Nel periodo considerato il tasso di positività medio è stato del 17%, -4,8% rispetto al report settimanale precedente.

Nelle terapie intensive sono ricoverate 320 persone in tutto il paese, in crescita di 70 unità, mentre sono 8.458 nei reparti ordinari (+845).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti