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Corridoi umanitari, arrivati a Roma altri 43 profughi siriani da Beirut

di Andrea Gagliardi


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2' di lettura

Sono arrivati questa mattina da Beirut all’aeroporto di Fiumicino 43 profughi siriani grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio,
Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese. Domani ne arriveranno altri 47. Si tratta di nuclei familiari provenienti da Aleppo, Homs, Raqqa e Edlib; oltre un terzo sono bambini. Si tratta del secondo gruppo (il primo gruppo di trenta è arrivato a fine gennaio) del contingente di 1.000 previsto dal secondo protocollo firmato lo scorso novembre tra Sant'Egidio, Chiese Evangeliche d'Italia e il governo italiano.

«Oggi siamo felici di vedere il sorriso di speranza di tanti bambini - ha detto il viceministro degli Esteri, Mario Giro, che ha dato loro il benvenuto assieme al presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, e Paolo Naso, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese, e rappresentanti del ministero dell'Interno - La guerra in Siria è lo scandalo di questo secolo perché non è stata fermata, con città distrutte e con tanti che fuggono».

Già arrivati oltre mille profughi dal Libano
Grazie al primo protocollo siglato il 15 dicembre 2015 alla Farnesina, sono già arrivati in sicurezza e legalmente in Italia dal Libano 1.000 profughi (in gran parte famiglie siriane in condizioni di vulnerabilità), con un progetto interamente autofinanziato. L'obiettivo dei corridoi umanitari è evitare i viaggi con i barconi nel Mediterraneo, che hanno già provocato un numero altissimo di morti, assicurando canali di ingresso legali in Italia per persone che hanno diritto a forme di protezione internazionale.

Il protocollo con l’Etiopia
Oltre a quello con il Libano è stato firmato anche un protocollo con l'Etiopia. E vede questa volta la Comunità di Sant'Egidio affiancata da Conferenza episcopale italiana (Cei), Caritas e Migrantes. Ad essere ospitati saranno profughi eritrei, somali e sudanesi che vivono in Etiopia. Il primo gruppo di 25 persone è arrivato lo scorso novembre. Altri 114 profughi sono atterrati a Fiumicino il 27 febbraio. Il Protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall'Etiopia di 500 profughi in due anni.

Canale di accesso legale in Italia
I corridoi umanitari sono finanziati totalmente dalle associazioni che li hanno promossi. Le associazioni inviano sul posto dei volontari, che prendono contatti diretti con i profughi nei paesi interessati dal progetto, predispongono una lista di potenziali beneficiari da trasmettere alle autorità locali e alle autorità consolari italiane, che dopo il controllo da parte del Ministero dell’Interno, rilasciano dei visti umanitari con “Validità Territoriale Limitata”, validi dunque solo per l’Italia. Una volta in Italia presenteranno la domanda di asilo. L’accoglienza prevede l’intervento di parrocchie, famiglie e istituti religiosi e l’utilizzo di appartamenti privati, con il supporto di famiglie tutor italiane che si occupano di accompagnare il percorso di integrazione sociale e lavorativa di ognuno sul territorio garantendo servizi, corsi di lingua italiana, cure mediche adeguate. L’obiettivo è rendere queste persone autonome al più presto.

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