GIP DI ROMA

Corruzione, arresti per sentenze del Consiglio di Stato pilotate

di Ivan Cimmarusti


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Misure di arresti domiciliari e perquisizioni per il reati di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. L'indagine è quella relativa a presunte sentenze pilotate presso palazzo Spada (imagoeconomica)

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Nuova ondata di arresti per la presunta corruzione in atti giudiziari nella giustizia amministrativa. L’indagine è quella relativa a presunte sentenze pilotate presso palazzo Spada. Il gip di Roma ha ordinato i domiciliari per giudici del Consiglio di Stato e del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia. Sono state arrestate quattro persone: i giudici Raffaele Maria De Lipsis e Nicola Russo, oltre a Giuseppe Gennuso, deputato della Regione Sicilia, e a un ex giudice della Corte dei Conti, Luigi Caruso.

L’indagine è del procuratore aggiunto Paolo Ielo che coordina il fascicolo assieme al sostituito procuratore Stefano Fava. Stando alle ipotesi sarebbero state pilotate sentenze in favore di imprenditori. L’inchiesta, composta di più fascicolo, conta una quarantina di indagati, tra giudici, avvocati e imprenditori.

L’inchiesta ruota attorno al ruolo dell’avvocato Piero Amara, sospettato di aver orchestrato una presunta macchina tesa alla compravendita di provvedimenti giudiziari al Consiglio di Stato. A febbraio scorso Amara ha ricevuto un duplice mandato di arresto dalle procure di Roma e Messina. I pm capitolini gli contestano di essere ai vertici di una presunta associazione per delinquere che sarebbe riuscita a corrompere l’ex presidente del Consiglio di Stato Riccardo Virgilio.

Nel registro degli indagati di questo procedimento figura anche l’ex direttore generale del Consiglio di Stato Antonio Serrao, attualmente procuratore federale aggiunto della Federazione italiana giuoco calcio.

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