ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGiustizia amministrativa

Tar Lazio, corruzione in atti giudiziari: due avvocati arrestati a Roma

Disposte dal Gip anche tre misure interdittive nei confronti di un altro legale, di un commissario ad acta e di un ex giudice del Consiglio di Stato da qualche mese presidente della Terza sezione del Tar del Lazio

Foto Imagoeconomica

2' di lettura

Terremoto al Tar del Lazio: due avvocati amministrativi ai domiciliari e un magistrato sospeso per un anno. Il reato ipotizzato dagli inquirenti è quello di corruzione in atti giudiziari, accusa che sarebbe avvalorata da alcune intercettazioni telefoniche. Il 19 dicembre l’indagine, diretta dalla Procura di Roma ha portato all’emanazione dell’ordinanza - spiegano dalla procura della Capitale - “per i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e di corruzione in atti giudiziari. Risultato di intercettazioni telefoniche e ambientali nonché analisi documentali sono la provvista probatoria su cui si fonda il provvedimento cautelare emanato nella fase delle indagini preliminari”.

Il giudice finito nell’inchiesta e sospeso è Maria Silvestro Russo presidente della III sezione del Tar del Lazio: è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio ed è stato sospeso dal suo incarico. Federico Tedeschini e Pierfrancesco Sicco sono gli avvocati finiti agli arresti domiciliari. Mentre un’altra misura interdittiva della durata di un anno è stata disposta per Gaia Checcucci, commissario ad acta presso la provincia di Imperia per le funzioni di Ente di governo dell’Ato Ovest per il servizio idrico integrato e la sospensione dalla professione di avvocato per un anno per Gianmaria Covino.

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”Passepartout per i contenziosi di interesse”

Dalle carte emergerebbe il rapporto tra il magistrato del Tar e Tedeschini che il nell’ordinanza definisce “di reciproco soccorso e di reciproca messa a disposizione delle funzioni rivestite e favori’’. Russo “in un momento di delusione e frustrazione per il mancato avanzamento di carriera all’interno della Giustizia Amministrativa, si rivolge e chiede soccorso, non in termini di assistenza legale ma di raccomandazioni e potere di influenza, al noto avvocato - si legge nell’ordinanza - che aveva plurimi contenziosi di interesse pendenti innanzi al Consigli di Stato”. Tedeschini “accoglie senza alcuna esitazione la richiesta di raccomandazione e di intervento, ben consapevole che l’utilità assicurata ad un importante Consigliere di Stato si sarebbe trasformata per lui in un passepartout per i contenziosi di interesse’’.

Russo chiede appoggio “per le sue aspirazioni di carriera all'intero del Consiglio di Stato e per veicolare, senza esporsi, al Presidente del Consiglio di Stato alcuni retroscena che ritiene illeciti sulle nomine a ruoli apicali del Consiglio di Stato a cui Russo aspirava, affinché il Presidente possa mettere mano alla vicenda e intervenire in favore di Russo”.

Tre cause amministrative nel mirino

Russo, come ricostruito dai carabinieri, avrebbe favorito l’avvocato Tedeschini in almeno tre cause al Tar. In un caso il magistrato avrebbe aiutato lo studio legale in un provvedimento che riguardava un suo cliente escluso in un appalto per la riqualificazione di piazza dei Cinquecento. In un’intercettazione del gennaio 2022 nell’ambito dell’inchiesta per corruzione della procura di Roma coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, con le indagini affidate ai carabinieri si sente l’avvocato Federico Tedeschini dire al collega Pierfrancesco Sicco: “No, ma è tutto regolare, pulito. In questa maniera perché vale il principio dell’irrilevanza dei motivi. Tu mi devi andare a dimostrare che io ho fatto questo perché avevamo fatto un ’pactum sceleris’. E come c... me lo dimostri?”.

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