PROCURA DI ROMA

Corruzione al Consiglio di Stato: indagato il giudice Santoro, candidato alla vice presidenza

di Ivan Cimmarusti


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2' di lettura

Il giudice del Consiglio di Stato Sergio Santoro è indagato per corruzione in atti giudiziari alla Procura della Repubblica di Roma, in una maxi inchiesta sul presunto «sistema» di compravendita di sentenze nel massimo organo della giustizia amministrativa. Nell’indagine risultano altri 30 indagati, tra i quali Francesco Saverio Romano, ex ministro col governo Berlusconi III, Raffaele Lombardo, ex governatore della Regione Sicilia, e Filippo Paradiso, alto dirigente del ministero dell’Interno. La posizione di Santoro è all’attento vaglio dei pm. I rumors danno come imminente la sua nomina a vice presidente del Consiglio di Stato.

Il ruolo dell’avvocato Amara
L’inchiesta ruota attorno al ruolo dell’avvocato Piero Amara, sospettato di aver orchestrato una presunta macchina tesa alla compravendita di provvedimenti giudiziari al Consiglio di Stato. A febbraio scorso Amara ha ricevuto un duplice mandato di arresto dalle procure di Roma e Messina. I pm capitolini gli contestano di essere ai vertici di una presunta associazione per delinquere che sarebbe riuscita a corrompere l’ex presidente del Consiglio di Stato Riccardo Virgilio. Nel registro degli indagati di questo procedimento figurano anche altri giudici: l’ex presidente della Giustizia amministrativa siciliana Raffaele De Lipsis, il giudice Nicola Russo e l’ex direttore generale del Consiglio di Stato Antonio Serrao, attualmente procuratore federale aggiunto della Federazione italiana giuoco calcio. A Messina, invece, assieme al pubblico ministero di Siracusa Giancarlo Longo, Amara sarebbe riuscito a ottenere informazioni sull’andamento delle indagini a suo carico, contrastandole attraverso denunce false e altri atti illeciti. A Milano, infine, risponde in concorso con Massimo Mantovani, ex responsabile legale di Eni e dirigente della stessa società, per presunti falsi dossier con lo scopo di depistare le indagini su Eni-Nigeria e Eni-Algeria.

Il ruolo del giudice amministrativo Santoro
Stando alle indagini anche Santoro avrebbe avuto un ruolo nelle presunte corruzioni in atti giudiziari. Il suo è un nome di rilievo nella giustizia amministrativa: a settembre scorso era stata data per certa la sua nomina alla presidenza del Consiglio di Stato. Incarico poi saltato e attribuito all’attuale presidente Filippo Patroni Griffi. Santoro attualmente è presidente di sezione del Consiglio di Stato, inoltre ha ricoperto l’incarico di presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ed è stato anche presidente dell’Associazione nazionale magistrati della giustizia amministrativa. Venerdì prossimo, nel corso dell’udienza pubblica, il Consiglio di Stato procederà alla nomina del nuovo vice presidente, che potrebbe essere data proprio Santoro per criteri anagrafici.

Mineo, ex giudice del Consiglio di giustizia amministrativa siciliana
Agostino Mineo risulta indagato per corruzione in atti giudiziari: avrebbe chiesto una tangente da 115mila euro da destinare all’ex governatore della Sicilia ed ex deputato Raffaele Drago, deceduto. l nome di Mineo salta fuori a maggio 2016. È nella lista dei dieci nomi indicati dal Governo come giudici del Consiglio di Stato. Da subito, però, la sua posizione crea parecchi imbarazzi in quanto risulta essere stato sanzionato per aver depositato in ritardo le sentenze. I suoi rapporti con il Partito democratico sono dovuti alle relazioni che Mineo sarebbe riuscito a creare attraverso personaggi che gravitavano attorno al Governo Renzi.

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