ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLIBERALIZZAZIONI

Corsa all’oro per l’azionario cinese - Nasce Goldman Sachs China

La “torta” vale 2.5 trilioni di yuan - Americani in pole position anche sugli investimenti finanziari grazie alle riforme di Pechino

di Rita Fatiguso

default onloading pic

La “torta” vale 2.5 trilioni di yuan - Americani in pole position anche sugli investimenti finanziari grazie alle riforme di Pechino


3' di lettura

Gli investitori statunitensi – nonostante il Covid-19 e la politica anticinese perseguita dal presidente uscente Donald Trump – negli ultimi anni hanno investito in Asia quasi un trilione di dollari.

In Cina gli investimenti americani sono aumentati del 6% (in termini di yuan) nei primi sei mesi del 2020 rispetto all'anno precedente e, negli ultimi cinque anni oltre il 26, per cento. A ciò si aggiunge il potenziale del mercato azionario, un ulteriore motivo di attrazione fatale per gli americani che si stanno attrezzando ad entrare in pista direttamente, attraverso società cinesi interamente americane.

Loading...

Così Wall Street ha stravinto

Gli operatori hanno fatto orecchie da mercante alle richieste di boicottare la Cina. Così il grande vincitore nella guerra commerciale tra Washington e Pechino è stata Wall Street, grazie anche alle maggiori possibilità di accesso fornite alle istituzioni americane da parte di Pechino che ha riformato a fondo le regole del gioco.

Nuovi flussi di capitali stranieri si affiancano dunque agli investimenti diretti in Cina. Alla fetta di investimenti industriali/reali si aggiungono quelli legati alle banche di investimento, dei gestori patrimoniali e delle società di carte di credito statunitensi che da tempo pianificavano una maggiore presenza in Cina, dopo essere stati stati frenati per decenni dalle restrizioni alla proprietà sulle attività finanziarie nel paese.

Per il settimo mese consecutivo stando ai dati MofCom, a fine ottobre gli investimenti diretti esteri in Cina sono aumentati del 18,3% rispetto all'anno prima, a 81,87 miliardi di yuan (pari a circa 12,4 miliardi di dollari).

Duramente colpiti nel primo trimestre del 2020 a causa del Covid-19, sono rimbalzati fino a guadagnare il 6,4% nei primi 10 mesi dell'anno. Le riserve valutarie cinese seguono, a ruota, il boom delle esportazioni, a novembre Pechino ha incassato 50 miliardi dollari, l'importo più alto dal mese di agosto del 2016.

Trade surplus e dollaro debole hanno portato il totale delle riserve cinesi alla cifra record di 3.1785 trilioni di dollari. Al contrario, gli asset in dollari hanno accusato perdite, scendendo a quota 110.4 miliardi di dollari. Adesso è la volta dell'azionario a far da calamita.

Cogliere le opportunità

Ora si può entrare nel mercato, e Goldman Sachs Group Inc. - che a marzo ha ottenuto l'ok dell'autorità di vigilanza - ha deciso di acquisire il 100% della proprietà della sua joint venture di securities in Cina, dopo aver operato per 17 anni attraverso un intermediario locale.

La banca di New York assumerà il pieno controllo di Goldman Sachs Gao Hua Securities Co. firmando l'accordo per acquisire la quota del 49% dell'impresa che non è (ancora) di sua proprietà.Goldman sarà la prima banca globale ad ottenere la piena titolarità della sua attività di intermediazione titoli in Cina. Si chiamerà Goldman Sachs (China) Securities Co.

“La proprietà al cento per cento del nostro franchising rappresenta un impegno e un investimento significativi in Cina”, hanno detto l'amministratore delegato David Solomon, il direttore operativo John Waldron e il direttore finanziario Stephen Scherr.

I motivi della scelta.

Il mercato cinese è molto promettente per gli operatori stranieri. In yuan il mercato delle blue chips vale 2.5 trilioni per i fondi stranieri. Secondo Interchina, dal 2016 al 2020 la quota degli stranieri nell'azionario è passata dall'1,2 al 3,6 per cento.La torta delle azioni è suddivisa attualmente in 8 trilioni per la Cina. L'azionario cinese più quello intermediato su Hong Kong più le aziende cinesi quotate negli Usa e a Singapore arriva alla cifra di 13 trilioni di dollari Usa. L'azionario europeo vale 8.8 trilioni di dollari Usa. Gli Stati Uniti restano al comando con 34 trilioni.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti