le trattative tra i partiti

Corsa alla presidenza della Camera, in un caso su tre trampolino per il Quirinale

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

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(ANSA)


2' di lettura

«Una scelta cruciale», la ha definita il candidato premier dei 5 stelle Luigi Di Maio. Chi siederà sulla poltrona più alta di Montecitorio è diventato per il movimento di Beppe Grillo il centro dell’attenzione politica. Al di là degli obiettivi politici dei 5 stelle (avere una leva di comando per il «taglio dei vitalizi»), chi diventa presidente della Camera viene proiettato in primo piano sulla scena politica. Dal dopoguerra ad oggi, dei 14 numeri uno di Montecitorio, ben cinque (più di uno su tre) sono diventati poi presidenti della Repubblica.

Da Gronchi a Leone
Si comincia con Giovanni Gronchi (Dc), presidente della Camera dal 1948 al 1955 e poi salito al Quirinale fino al 1962. Si prosegue con Giovanni Leone (sempre Dc), alla guida di Montecitorio dal 1955 al 1963, poi presidente del Consiglio per due brevi mandati in due governi cosiddetti “balneari” nel 1963 e 1968, per poi insediarsi al Colle dal 1971 al 1978, costretto a dimissioni anticipate per via delle presunte irregolarità commesse nello scandalo Lockheed.

Da Pertini a Napolitano
Discorso simile per il socialista Sandro Pertini, presidente della Camera nella stagione dei governi di centrosinistra tra il 1968 e il 1976 e poi capo dello Stato tra il 1978 e il 1985. Anche Oscar Luigi Scalfaro (Dc) subito prima del suo mandato come presidente della Repubblica dal 1992 al 1999 ha ricoperto, sia pure per un brevissimo periodo (un mese, tra l'aprile e il maggio del 1992) l'incarico di presidente della Camera. E così pure Giorgio Napolitano (presidente della Repubblica dal 2006 al 2015, unico a essere stato eletto per un secondo mandato) ha all'attivo nel suo curriculum la guida di Montecitorio dal 1992 al 1994 (era stato eletto nell’allora Pds).

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La pista di atterraggio del Senato
Se la presidenza di Montecitorio è stato per molti il trampolino di lancio, Palazzo Madama è stato spesso la pista di atterraggio per personalità già con un lungo e prestigioso curriculum alle spalle. E se Francesco Cossiga (Dc) è diventato presidente della Repubblica dopo essere stato seduto dal 1983 al 1985 sulla poltrona più alta di Palazzo Madama, Enrico de Nicola ha compiuto il percorso opposto: prima capo dello Stato e poi presidente del Senato. Amintore Fanfani (Dc) è stato tre volte presidente del Senato, ma prima di essere stato a Palazzo Chigi per tre volte. Stesso iter per Giovanni Spadolini (Pri) , primo presidente del Consiglio non democristiano e poi eletto sul seggio più alto di Palazzo Madama.

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