professioni

Corsi di formazione per avvocati anche a distanza

di Antonello Cherchi

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2' di lettura

Via libera del Consiglio di Stato al decreto con il quale il ministero della Giustizia ha stabilito le modalità dei corsi di formazione per l’accesso alla professione di avvocato . Il provvedimento era stato sottoposto alla sezione atti normativi di Palazzo Spada già nella primavera dello scorso anno, ma non aveva superato il vaglio. All’epoca i giudici avevano chiesto al ministero di predisporre una relazione illustrativa che desse risposta alle varie criticità sollevate, magari accompagnandola con un nuovo testo del regolamento.

Il ministero ha preferito riscrivere direttamente il decreto e lo ha inviato a metà giugno al Consiglio di Stato, che questa volta ha avuto poche osservazioni da fare, le quali non hanno, comunque, impedito che ieri arrivasse il parere favorevole (n. 1540/2017).

Palazzo Spada ha apprezzato il fatto che via Arenula abbia non solo recepito i rilievi formulati con il precedente parere, ma abbia pure aggiunto nuovi elementi. A cominciare dall’indicazione di «requisiti rigorosi» per l’accreditamento dei soggetti legittimati a organizzare i corsi di formazione. E, a proposito del contenuto dei corsi, sono stati inseriti richiami sia alle tecniche di redazione degli atti giudiziari in conformità al principio della sinteticità, sia al funzionamento del processo telematico. Inoltre, è stato previsto che i corsi saranno strutturati secondo linee guida ad hoc che il Consiglio nazionale forense provvederà a mettere a punto. E questo per assicurare l’omogeneità di preparazione e di giudizio sull’intero territorio nazionale.

Altra previsione di nuovo conio e che il Consiglio di Stato ha richiamato nel parere è quella relativa alla scansione dei corsi: viene stabilito che la loro organizzazione sia basata su moduli semestrali, in modo da garantire la vicinanza temporale tra l’iscrizione nel registro dei praticanti, l’inizio del corso e le verifiche intermedi e finali.

Riguardo alle verifiche, nel nuovo testo del regolamento viene previsto che il loro svolgimento sia correlato «all’effettività del percorso formativo svolto» e siano basate su test a risposta multipla, in modo da assicurare criteri uniformi di valutazione su tutto il territorio. A tal fine è stata prevista l’istituzione di una commissione nazionale per la tenuta della banca dati delle domande per le verifiche, così che i quesiti siano aggiornati periodicamente.

Per garantire a ciascun tirocinante di poter partecipare ai corsi di formazione, il nuovo regolamento prevede che, in base all’offerta formativa presente nel circondario interessato e in quelli limitrofi, si possano anche stipulare accordi tra i consigli degli Ordini e le università e si possa inoltre puntare sulle modalità telematiche di formazione a distanza.

Infine, Palazzo Spada dà alcuni suggerimenti al ministero: nel caso di rigetto della richiesta di accreditamento da parte di soggetti che intendono organizzazione i corsi, non ci si affidi al silenzio-rifiuto, ma venga adottato un provvedimento espresso e motivato. Inoltre, tra le materie dei corsi sia inserito il diritto della navigazione.

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