«da quota 100 rischio vuoti»

Corte dei Conti, infrastrutture inadeguate pesano sul Paese

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2' di lettura

«Il nostro Paese non dispone di un patrimonio infrastrutturale adeguato al suo sistema economico e produttivo. Si tratta di una realtà incontrovertibile che incide negativamente anche sulla qualità della vita dei cittadini: i trasporti, la viabilità, le reti di comunicazione, i sistemi portuali, la raccolta e la valorizzazione reddituale dei rifiuti, la sicurezza del lavoro, la manutenzione idrogeologica del territorio sono questi alcuni dei principali settori di sofferenza».

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Lo dice il procuratore generale della Corte dei conti Alberto Avoli, secondo cui «la mancanza di congrui investimenti rischia di accrescere ulteriormente il gap, non solo facendo perdere competitività all'Italia ma determinando anche un peggioramento delle condizioni sociali delle comunità». Non solo. «I recenti assetti di bilancio sembrano andare verso una politica riduttiva degli investimenti. È auspicabile che si tratti di un ridimensionamento solo temporaneo, giustificato in qualche modo dalla necessità di rimodulare le priorità e di definire nuovi modelli procedurali».

Il procuratore generale interviene anche sul riassetto previdenziale e la scelta del governo Lega-M5S di introdurre quota 100: «Le recenti disposizioni in materia previdenziale suscitano notevoli preoccupazioni circa le ricadute sulla organizzazione degli uffici per i vuoti negli organici che presumibilmente si apriranno copiosi nel breve termine». Per Buscema inoltre «le norme intese a semplificare e accelerare i processi decisionali e a promuovere la trasparenza e la digitalizzazione nelle Pubbliche amministrazioni hanno evidenziato ancora limiti significativi, superabili solo con un nuovo impulso legislativo al processo di riforma».

«Non sono state poche le indagini – alcune delle quali tuttora in corso anche in relazione a vicende particolarmente gravi – che hanno evidenziato indizi di sostanziali criticità proprio quali conseguenze della attenuazione del potere regolatorio e del manchevole esercizio dell'attività di controllo. In particolare, dalle indagini sui destinatari di concessioni pubbliche sono emersi con evidenza specifici nodi patologici». Questo un ulteriore passaggio della relazione del procuratore generale. «Il livello regolatorio nelle concessioni deve invece essere molto attento, atteso che al concessionario va riconosciuta ampia autonomia per far fronte al rischio di impresa, contrattualmente assunta».

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