Commissione europea

Corte conti Ue: le proposte antifrode europee sono «troppo timide»


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(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Secondo il parere pubblicato oggi dalla Corte dei conti europea, le modifiche proposte per quanto riguarda l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf) non basteranno ad accrescere in misura significativa l'efficacia delle sue indagini. Inoltre, benché la proposta rispecchi i princìpi di cooperazione fra l'Olaf e la futura Procura europea (Eppo), alcuni aspetti potrebbero, a giudizio della Corte, ostacolare una fruttuosa collaborazione.

La Corte pubblica, in data odierna, anche un parere sul programma antifrode dell'Ue per il periodo 2021 2027.

Gli obiettivi fondamentali della proposta della Commissione europea consistono nell'adattare il funzionamento dell'Olaf a seguito della creazione dell'Eppo e nell'accrescere l'efficacia delle sue indagini.

La tempestività e il recupero dei fondi – fa presente la Corte – rappresentano sfide importanti per le indagini dell'Olaf. La Corte accoglie con favore il numero limitato di misure mirate contenute nella proposta, che comprendono il nuovo mandato dell'Olaf sulla frode in materia di Iva, l'ammissibilità degli elementi probatori raccolti e l'accesso all'informazione sui conti bancari. La Corte raccomanda tuttavia che le indagini dell'Olaf siano esaminate dalla Corte di giustizia per accertare il rispetto delle garanzie procedurali. In generale – avverte la Corte – la proposta non risolve i problemi attinenti all'efficacia delle indagini amministrative dell'Olaf. Anche la Commissione lo riconosce, ma al momento mancano tanto un calendario per ulteriori riforme dell'Olaf quanto una chiara identificazione delle problematiche da affrontare.

«Accrescere l'efficacia delle indagini rimane una sfida per l'Olaf - ha dichiarato Eva Lindström, membro della Corte dei conti europea responsabile del parere -. Nella sua concezione attuale, la riforma dell'Olaf proposta non garantisce che la tutela degli interessi finanziari dell'Ue sia rafforzata in maniera efficace».

Per quanto riguarda l'Olaf e l'Eppo, la Corte apprezza il fatto che la proposta rispecchi i princìpi che disciplinano i futuri rapporti fra i due organismi, ovvero una stretta collaborazione, lo scambio di informazioni, la complementarità e la non duplicazione del lavoro svolto. Ciò nonostante, rileva al riguardo alcune debolezze. Ad esempio, la proposta non affronta la qUestione del ruolo dell'Olaf per quanto concerne le indagini su reati che ledono gli interessi finanziari dell'Ue, quando tali reati riguardano sia gli Stati membri che partecipano all'Eppo sia quelli che non vi aderiscono.

Considerate le limitazioni della proposta, la Corte sottolinea la necessità di ulteriori sforzi. La Commissione europea dovrebbe, a breve termine, riconsiderare il ruolo e le responsabilità dell'Olaf nel combattere le frodi che inficiano la spesa dell'Ue. A tal fine, la Corte raccomanda di attribuire all'Olaf un ruolo strategico e di vigilanza nelle azioni dell'Ue volte a contrastare le frodi. A medio termine, la Commissione dovrebbe valutare la cooperazione fra Olaf ed Eppo e, ove opportuno, proporre ulteriori atti legislativi per rafforzare la lotta dell'Ue contro i reati che ne ledono gli interessi finanziari.

La Corte dei conti europea ha pubblicato, contemporaneamente, un parere sui piani per il prossimo programma antifrode dell'Ue.

Il programma antifrode dell'Ue proposto dalla Commissione per il periodo 2021-2027 sostiene la cooperazione fra Stati membri al fine di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione. I progetti prevedono azioni di formazione e sistemi informatici per la segnalazione delle irregolarità riscontrate (che abbiano o meno carattere fraudolento) a scapito dei fondi Ue.

La Corte pone in dubbio il valore aggiunto del programma e segnala un rischio di sovrapposizioni e la mancanza di sinergie fra programmi che finanziano azioni simili, come ad esempio il programma Dogana. Ritiene inoltre che occorrano obiettivi più specifici e misurabili con indicatori di valutazione sufficientemente solidi, nonché norme più chiare in materia di ammissibilità e chiarimenti in merito ai contributi di cofinanziamento degli Stati membri.

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