musica

Corte di Giustizia Ue: i sample devono essere autorizzati

Resta però la possibilità di usare stralci di brani altrui in forma modificata e non riconoscibile

di Giuseppe Latour


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I Kraftwerk durante un concerto (Afp)

2' di lettura

Per utilizzare campionamenti (sample) all’interno di una composizione musicale è necessario il consenso di chi ha prodotto il brano campionato: altrimenti, c’è una violazione. Tuttavia, resta possibile l’utilizzo in forma modificata e non riconoscibile. Lo ha deciso oggi la Corte di Giustizia Ue con la sua sentenza nella causa C-476/17 , che fa seguito alle conclusioni dell’avvocato generale di fine 2018 e che vede coinvolti Ralf Hütter e Florian Schneider Esleben, componenti dei Kraftwerk, band tedesca protagonista della musica elettronica dagli anni Settanta.

Il caso

Il caso riguarda il brano «Metall auf Metall» dei Kraftwerk. I membri del gruppo avevano contestato a Moses Pelham e Martin Haas (compositori del brano musicale «Nur mir») di avere copiato, con la tecnica del sampling , circa due secondi di una sequenza ritmica di «Metall auf Metall».

Ritenendo - ricorda la sentenza - che «il diritto connesso di cui sono titolari in qualità di produttori del fonogramma in questione sia stato violato», i Kraftwerk hanno chiesto la cessazione della violazione, il risarcimento dei danni e la consegna dei fonogrammi contenenti il brano «Nur mir» per la loro distruzione. La Corte federale di giustizia tedesca ha coinvolgo la Corte di giustizia Ue.

La decisione

Con la sua sentenza, la Corte Ue ricorda, anzitutto, che «i produttori di fonogrammi hanno il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione in tutto o in parte». Di conseguenza, «la riproduzione, da parte di un utente, di un campione sonoro» rientra nell’ambito del diritto esclusivo conferito al produttore del fonogramma.

C’è, però, da dire che non vi è «riproduzione» quando un utente « prelevi un campione sonoro da un fonogramma al fine di integrarlo, in forma modificata e non riconoscibile all’ascolto, in un nuovo fonogramma».

Gli spazi di utilizzo

La Corte osserva, poi, che un supporto che riprenda la totalità o una parte sostanziale dei suoni registrati in un fonogramma costituisce una copia, per la quale il produttore del fonogramma gode di un diritto esclusivo di distribuzione.

Anche se non costituisce una copia un supporto che, come quello discusso nel caso dei Kraftwer, si limiti a incorporare campioni musicali, eventualmente in forma modificata, trasferiti per creare un’opera nuova e indipendente.

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