Stato di diritto

Corte Ue condanna la Polonia a pagare multa di un milione al giorno. «A rischio ordine giuridico europeo»

Sale di livello lo scontro sullo stato di diritto con l’Unione Europea. Corte Ue: decisione necessaria al fine di evitare un pregiudizio grave e irreparabile all’ordine giuridico dell’Unione europea nonché ai valori sui quali l’Unione è fondata

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2' di lettura

Sale di livello lo scontro tra Unione Europea e Polonia sullo stato di diritto. La Corte europea di Giustizia ha condannato Varsavia a pagare una sanzione di un milione di euro al giorno per non aver sospeso le disposizioni relative allla Camera disciplinare della Corte suprema, un organo che secondo l’Ue limita gravemente l’indipendenza dei magistrati, influenzandone l’operato. Lo ha annunciato la stessa Corte Ue.

Il rispetto delle misure provvisorie ordinate il 14 luglio 2021 dalla Corte Ue, si legge in una nota, «è necessario al fine di evitare un pregiudizio grave e irreparabile all’ordine giuridico dell’Unione europea nonché ai valori sui quali l’Unione è fondata, in particolare quello dello Stato di diritto». La sanzione deve essere calcolata a partire dalla data di notifica dell’ordinanza alla Polonia, restando in vigore finché Varsavia non si conformerà agli obblighi o fino alla data di una sentenza definitiva sulla controversia.

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Salto di qualità

La Commissione europea aveva chiesto le sanzioni il mese scorso dopo che la Polonia ha ignorato le richieste di luglio della corte di «sospendere immediatamente» il suo sistema di disciplina giudiziaria, visto dai critici come un modo per mettere a tacere i giudici che non appoggiano il partito Legge e Giustizia al potere.


Fondi congelati

La decisione si colloca in un clima di grande tensione tra Polonia e Ue, che ha congelato i 23,9 miliardi di euro di sovvenzioni che il Paese dovrebbe ricevere dal Pnrr. Il governo nazionalista della Polonia questo mese ha aggravato la crisi dopo la sentenza dell’Alta Corte che sfida l’ordine giuridico dell’Ue, dicendo che la legge polacca lo può scavalcare.

Secondo la Corte Ue, il meccanismo disciplinare dei giudici «potrebbe essere usato per esercitare un controllo politico sulle decisioni giudiziarie o per esercitare pressioni sui giudici al fine di influenzare le loro decisioni».

Promesse non mantenute

Il premier polacco Mateusz Morawiecki ha detto la settimana scorsa al Parlamento Europeo che la sezione disciplinare sarebbe stata abolita, ma finora non ha dato seguito all’annuncio e non risulta al momento nessun disegno di legge in proposito.

Il vice ministro della Giustizia polacco Sebastian Kaleta ha scritto su twitter che la sentenza della Corte europea è «una usurpazione e un ricatto».

La replica: punizioni e ricatti Ue non sono la via giusta

Piotr Muller, portavoce del premier polacco Mateusz Morawiecki, ha commentato la sentenza della Corte di giustizia Ue ribadendo su Twitter che «la questione dell’organizzazione della magistratura è di competenza esclusiva degli Stati membri». Il governo polacco, ha proseguito Muller, «ha parlato pubblicamente della necessità di introdurre modifiche in questo settore che ne garantissero l’efficace funzionamento. La via delle punizioni e dei ricatti verso il nostro Paese non è quella giusta»

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