concorrenza commerciale

Corte Ue: no alla pubblicità comparativa tra negozi con caratteristiche diverse

di Redazione

1' di lettura

Una pubblicità comparativa dei prezzi fra negozi diversi quanto a tipologia e dimensioni non è lecita in determinate circostanze. Una pubblicità del genere può altresì essere ingannevole se il consumatore non è informato con chiarezza, nella pubblicità stessa, della diversità quanto a tipologia e dimensioni dei negozi posti a confronto. Lo ha precisato la Corte di Giustizia Ue con la sentenza 8 febbraio 2017 nella causa C-562/15.
Oggetto del contendere una campagna pubblicitaria televisiva che poneva a confronto i prezzi di 500 prodotti di grandi marche applicati nei negozi Carrefour e in negozi concorrenti (fra cui i negozi Intermarché) e offriva al consumatore il rimborso del doppio della differenza di prezzo se avesse rinvenuto altrove un prezzo più basso. Ma i negozi Intermarché selezionati per il confronto erano tutti supermercati, mentre i negozi Carrefour erano tutti ipermercati e tale informazione compariva solamente in caratteri più piccoli.
Con la sentenza di oggi la Corte ricorda che in forza della direttiva 2006/14 ogni pubblicità comparativa deve confrontare obiettivamente i prezzi e non essere ingannevole. Se l'operatore pubblicitario e i concorrenti appartengano a ditte, ciascuna delle quali possiede una gamma di negozi diversi quanto a dimensioni e tipologia, e il confronto non sia riferito alle medesime tipologie e dimensioni di negozi, l'obiettività del confronto può risultarne falsata se la pubblicità non menziona tale diversità.
La Corte rammenta, peraltro, che è ingannevole una pubblicità comparativa che ometta o occulti un'informazione rilevante di cui il consumatore medio ha bisogno, tenuto conto del contesto, per prendere una decisione consapevole di natura commerciale.

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