La protesta

Green pass: 13 arresti per gli scontri. Forza Nuova: la rivolta non si ferma

Tra le persone fermate i due leader di Forza Nuova. Nell’assalto alla sede della Cgil anche il leader di IoApro. Landini: offesa la Costituzione, sciogliere le formazioni che si richiamano a fascismo

Video / No green pass a Roma: irruzione nella sede della Cgil

8' di lettura

Tredici persone arrestate (tra cui i due leader di Forza Nuova), 600 manifestanti identificati, 38 agenti alle forze dell’ordine rimasti feriti. È il bilancio della giornata di scontri a Roma (e Milano) a margine della manifestazione dei No Green pass. In piazza del Popolo era in programma un sit-in autorizzato a cui hanno aderito 10mila persone ma gli incidenti sono cominciati quando un gruppo di manifestanti ha cercato di forzare il cordone delle forze dell’ordine. Da quel momento e per diverse ore per le strade del centro è andata in scena una guerrigilia urbana. Arrestate nel corso della notte e nella giornata di ieri 12 persone, a cui se ne aggiunge una per gli scontri di Milano. Fra loro i vertici di Forza Nuova: Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente leader nazionale e leader romano del movimento neofascista. Che però rilancia: «Da domani, dal 15 ottobre, e fino a che il Green pass non verrà ritirato definitivamente la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi», annuncia in un comunicato Forza Nuova, secondo cui il popolo «ha deciso di alzare il livello dello scontro». Arrestati anche l’ex Nar - ora esponente di Forza Nuova - Luigi Aronica, uno dei fondatori dei primi Nuclei Armati Rivoluzionari, coinvolto in diverse vicende giudiziarie, e il ristoratore Biagio Passaro, leader del movimento “IoApro”. Ma ci sono anche volti emergenti dell’estremismo di destra, come la 39enne Pamela Testa, tra i promotori della manifestazione.

Sabato pomeriggio alcune centinaia di persone si sono dirette verso Palazzo Chigi, mentre un gruppo ha assaltato la sede della Cgil. In più occasioni sono stati lanciati fumogeni e bombe carta verso le forze di polizia che hanno risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento. Gli scontri sono andati avanti fino a sera.

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Assalto a pronto soccorso ospedale Roma: 4 feriti

Una trentina di manifestanti ha assaltato nella notte il pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dove era stato ricoverato uno dei partecipanti alla protesta, sfondando la porta di ingresso. «La situazione è tornata alla normalità dopo alcune ore con l’intervento delle forze di polizia - spiega l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, sul posto per un sopralluogo - Ci sono 4 feriti, due tra le forze dell’ordine e due operatori sanitari».

Corteo a Milano: un arresto e 57 denunciati

Tensioni si sono registrate anche al corteo di Milano cui hanno preso parte (secondo la polizia) circa 5mila persone, riunite senza preavviso. I manifestanti hanno attraversato il centro della città tentando, senza riuscirvi, di bloccare la circolazione dei treni in Stazione Centrale: una persona è stata arrestata e 57 denunciate per il loro comportamento alla manifestazione. L’arrestato è un 25enne milanese: è stato bloccato dopo aver colpito violentemente alla schiena un poliziotto che ha riportato una prognosi di 7 giorni. Altre 48 persone (di cui quasi la metà espressione di gruppi d’area) sono state denunciate per interruzione di servizio pubblico e violenza privata. E altre 6, oltre che per questi reati, anche per istigazione a disobbedire alle leggi e per manifestazione non preavvisata. Infine 3 persone sono state denunciate per oltraggio a pubblico ufficiale, rifiuto d’indicazioni sulla propria identità e resistenza a pubblico ufficiale.

No green pass in piazza, tafferugli a Roma

No green pass in piazza, tafferugli a Roma

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A piazza del Popolo i primi tafferugli

La manifestazione si stava svolgendo in piazza del Popolo da un paio d’ore quando è partito un lancio di oggetti contro le forze dell’ordine. I manifestanti si sono riversati in piazzale Flaminio bloccando il traffico. Alcuni, diretti verso da Villa Borghese, si sono scagliati contro gli agenti cercando di sfondare il cordone delle forze dell’ordine. Azioni alle quali sono seguite cariche della polizia.

Nell’assalto alla sede della Cgil anche il leader di IoApro

Un gruppo di manifestanti è entrato sabato nella sede della Cgil di Corso d’Italia 25 devastando i locali. «La nostra sede nazionale, la sede delle lavoratrici e dei lavoratori, è stata attaccata da Forza Nuova e dal movimento no vax. Abbiamo resistito allora, resisteremo ora e ancora. A tutti ricordiamo che organizzazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte» ha scritto la Cgil Nazionale su twitter.

All’assalto ha preso parte anche il ristoratore Biagio Passaro, leader del movimento “IoApro”. «Si sfonda la sede della Cgil» è il video girato e condiviso in diretta su Facebook da Passaro sulla pagina del movimento, con l’ingresso della folla nei locali. «Ragazzi, IoApro e tutti hanno invaso la Cgil», dice poi riprendendosi all’interno Passaro, brand manager del franchising Regina Margherita che negli scorsi mesi ha incontrato anche politici come Matteo Salvini e Vittorio Sgarbi.

Il bilancio degli scontri: 38 agenti feriti

La Questura ha informato che sono 38 gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri. Tra questi un dirigente della questura che ha riportato la frattura di una costola e un operatore della polizia scientifica a cui è stato fratturato uno zigomo. Durante i servizi preventivi alla manifestazione sono stati intercettati e identificati 600 manifestanti provenienti da Reggio Emilia, Padova, Mantova, Brescia, Verona, Torino, Milano, Bergamo, Pesaro Ancona, Firenze, Trieste, Bolzano, Modena, Treviso, Rovereto ed Arezzo.

Landini: sciogliere formazioni che si richiamano a fascismo

Domenica mattina migliaia di persone si sono riunite davanti alla sede della Cgil per il presidio democratico prima dell’assemblea generale della Confederazione. Presenti anche diversi politici e rappresentanti delle istituzioni: il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il coordinatore di Iv Ettore Rosato, la presidente di Iv Teresa Bellanova, Nicola Fratoianni di Leu, Pier Ferdinando Casini, Arturo Scotto di Articolo Uno, il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo.

«Quella di ieri è una ferita democratica, un atto di offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza, un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti» ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini aprendo l’assemblea generale del sindacato. «Vorrei che fosse chiaro - ha aggiunto - che se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura, di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil, il movimento dei lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo in questo Paese, hanno riconquistato la democrazia: non ci intimidiscono, non ci fanno paura». E ancora: «Tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte e questo è il momento di dirlo con chiarezza».

«L’assalto alla sede della Cgil nazionale è un atto di squadrismo fascista. Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista»: era stata questa la prima reazione del segretario generale della Cgil all’assalto squadrista di sabato pomeriggio.

La solidarietà di Mattarella e Draghi alla Cgil

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato Landini per esprimergli solidarietà dopo l’assalto della sede del sindacato a Roma e lo stesso ha fatto Draghi. «I sindacati - ha detto il premier - sono un presidio fondamentale di democrazia e dei diritti dei lavoratori. Qualsiasi intimidazione nei loro confronti è inaccettabile e da respingere con assoluta fermezza».

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha condannato «le violenze che sono avvenute oggi in varie città italiane. Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di aggressione e intimidazione». Il Governo, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «prosegue nel suo impegno per portare a termine la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 e ringrazia i milioni di italiani che hanno già aderito con convinzione e senso civico».

Sindacati: mai più fascismi, manifestazione il 16 ottobre

«Cgil, Cisl e Uil organizzeranno sabato 16 ottobre a Roma, una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia». Lo annunciano i segretari generali delle tre Confederazioni sindacali, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pier Paolo Bombardieri. «L’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil - aggiungono i tre leader sindacali - è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge». Ferma condanna delle violenze e solidarietà ai sindacati è stata espressa ieri anche dall’Associazione nazionale magistrati: «Non è dubbio che l'espressione della protesta, in forma individuale o collettiva, sia esercizio di un diritto riconosciuto e tutelato dalla Costituzione ma è altrettanto certo che nulla ha a che fare con la violenza che calpesta i valori di democrazia e di libertà».

Gli scontri vicino Palazzo Chigi

La situazione sabato pomeriggio a Roma è cambiata manifestazione “No green pass” Alcune centinaia di manifestanti si sono mossi nella direzione opposta, verso Palazzo Chigi. Il corteo è arrivato fino all’altezza di piazza San Silvestro e si è mantenuto a distanza dal cordone delle forze dell’ordine. A Largo Chigi, poco distante dalla sede del governo e del Parlamento, gli agenti hanno esploso diversi lacrimogeni per disperdere la folla ed evitare ulteriori scontri. La polizia ha poi azionato gli idranti dai blindati. I manifestanti in risposta lanciato petardi e bombe carta. Diversi manifestanti avevano il volto coperto. Erano presenti anche esponenti di Forza Nuova. La tensione è andati avanti per diverso tempo, poi dai due blocchi (uno su via del Corso e uno su via del Tritone) sono stati lanciati fumogeni e bombe carta verso le forze di polizia che hanno risposto con lacrimogeni e nuove cariche di alleggerimento per allontanare i manifestanti.

La condanna delle forze politiche

Numerose le dichiarazioni di esponenti politici che stigmatizzano quanto accaduto. A partire dal presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati («È inaccettabile che la legittima espressione delle proprie idee possa sfociare in aggressioni e atti d’intolleranza di qualsiasi genere») e da quello della Camera Roberto Fico: «Esprimere le proprie opinioni e manifestare pacificamente è legittimo, usare la violenza invece no».

Il Partito democratico «chiede a tutte le forze di maggioranza e di opposizione dell’ordine repubblicano di esprimere la più ferma e assoluta condanna di quanto accaduto» dichiara Enrico Borghi della segreteria nazionale del Pd mentre arrivano le immagini degli scontri nelle strade del centro di Roma. «Questi non sono manifestanti, sono delinquenti. Massima vicinanza alle Forze dell’Ordine. Basta con questa violenza inaudita, basta strumentalizzare i vaccini e il green pass» scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Condanna per quanto accaduto arriva anche da Lega e Fratelli d’Italia, le due forze del centrodestra che hanno posizioni più critiche nei confronti della vaccinazione anti-Covid e dell’obbligo di green pass. «La violenza non è mai giustificata, non è mai la soluzione. Non confondiamo la violenza di pochi criminali con le richieste ragionevoli di chi vuole tutelare salute, diritti, libertà e lavoro» dice il leader della Lega Matteo Salvini. «Quelle delle violenze viste oggi a Roma sono immagini vergognose. Esprimo la mia totale vicinanza alle forze dell’ordine e la piena solidarietà al segretario dalla Cgil, Maurizio Landini» la leader di FdI, Giorgia Meloni che però si dice sbigottita per «la totale mancanza di controllo e prevenzione da parte del ministero dell’Interno. Una gestione pessima che una volta di più conferma l’inadeguatezza del ministro degli Interni Lamorgese».

«Chi in queste ore attacca la Ministra Lamorgese indebolisce le forze dell’ordine e non contribuisce a rasserenare il clima. In questo momento serve unità e non pericolosi distinguo i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti» ribatte il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

Letta e Calenda: è ora di sciogliere Forza Nuova

Dopo quanto accaduto a Roma «è l’ora di sciogliere Forza Nuova» scrive il segretario del Pd, Enrico Letta su Twitter. «Solidarietà. Inaccettabili le scene viste oggi a Roma. È ora di sciogliere le organizzazioni neofasciste e arrestare chi ha commesso queste violenze. Ora basta» scrive il leader di Azione, Carlo Calenda, su twitter. La richiesta del segretario della Cgil Maurizio Landini di sciogliere le organizzazioni con richiami al fascismo «mi pare una richiesta che a questo punto trovi elementi di fondamento significativo» afferma il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

«Domani (lunedì, ndr) presenteremo una mozione urgente alla Camera per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova e degli altri movimenti dichiaratamente fascisti» ha annunciato il deputato Pd Emanuele Fiano.

«Non possiamo accettare che nel nostro paese ci siano aggressioni di questo tipo quindi su Forza Nuova è una valutazione che affidiamo alla magistratura ma anche io ritengo che ci siano le condizioni per lo scioglimento» ha detto Giuseppe Conte davanti alla sede della Cgil a Roma. «È evidente che ci sia una volontà deliberata di condurre attacchi squadristi e questo non lo possiamo accettare».

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