MESSAGGIO INDIRETTO ALLA CINA

Cos’è il trattato sui missili nucleari a medio raggio che ha chiuso la Guerra fredda (e da cui Trump vuole uscire)

di Andrea Carli


Nucleare, Usa via da storico trattato con Russia

2' di lettura

L’accordo che gli Usa stanno per far saltare - è questa l’aria che tira, stando alle ultime indicazioni fornite dall’Associated Press, che danno praticamente senza esito l’ultimo faccia a faccia tra la delegazione americana e la controparte russa che si è tenuto in settimana a Pechino - è il Trattato sulle forze nucleari intermedie (“Inf” è l’acronimo inglese. che sta per Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty).

Accordo di fine anni Ottanta, tappa verso la fine della Guerra fredda
Sottoscritto nel 1987 dall’allora presidente Usa Ronald Reagan e dall’ultimo segretario del Partito comunista dell’Unione Sovietica Michail Gorbaciov, è considerato dagli storici una tappa importante del processo che portò alla caduta del muro di Berlino, alla fine della Guerra Fredda e alla dissoluzione dell’Urss.

PER SAPERNE DI PIÙ / Nucleare, gli Usa abbandonano l'ultimo Trattato con la Russia

L’accusa Usa: Mosca ha sviluppato un vettore in violazione dell’accordo
Finché rimane in vigore, il trattato preclude ai due firmatari di sviluppare missili di media gittata. Ed è proprio questo il vero “vulnus”: secondo gli Stati Uniti, Mosca ha sviluppato un nuovo vettore, il Novator 9M729. Una mossa che segna, sempre agli occhi di Washington, una violazione sostanziale dell’intesa sottoscritta alla fine degli anni Ottanta.

La notizia del Novator circolava già da tempo
C’è da dire tuttavia che già da tempo, cinque anni almeno, era noto che la Russia stava sviluppando questo vettore. Per alcuni analisti, dunque, la decisione degli Usa di alzare la voce su questa intesa, e di farlo proprio in questo momento, andrebbe letta come il più classico “parlare a nuora perché suocera intenda”: nel momento in cui Trump mette in dubbio questo trattato “storico”, automaticamente lancia un messaggio indiretto a un altro peso massimo geopolitico, la Cina di Xi Jinping , che ha già promosso un programma militare finalizzato a sviluppare armi di questo tipo nel Pacifico, dove la partita con la marina Usa è attuale, quotidiana, e i rapporti incandescenti.

I rapporti tesi tra la marina Usa e quella cinese nel Mar Cinese Meridionale
Il recente sconfinamento da parte americana nelle acque territoriali delle isole Huangyan, nel Mar Cinese Meridionale, non è piaciuto alla Cina. Dal 2013 in poi, la Repubblica Popolare ha avanzato pretese di sovranità su queste acque, costruendo isole artificiali per usi militari e civili. In quest’ottica, la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è dunque solo una faccia della medaglia.

L’ombra delle Nuove vie della seta
L’altra, che mantiene connotati economici rilevanti, si sviluppa al contempo sul piano militare e geopolitico. Riguarda il controllo dei mari, e passa per il progetto lanciato nel 2013 dal Celeste Impero, a carattere infrastrutturale (ma non solo), delle Nuove via della seta (Bri, che sta per “Belt and Road Initiative”). Gli Usa, ma anche il Giappone, l’India e l’Unione europea (su spinta soprattutto di Germania e Francia) sono impegnati a contrastare l’iniziativa. Questo progetto, è la sensazione avvertita da questi attori geopolitici, nasconde il tentativo cinese di acquisire un’influenza di portata globale. La Russia considera invece l’iniziativa un’opportunità.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...