Emergenza CORoNAVIRUS

Cosa fare con i bambini «in quarantena»

Il tempo dei ragazzi, senza scuola e senza attività sportive, si dilata: è l’ora per smitizzare i video «fake», leggere insieme e inventare favole

di Vittorio Lingiardi e Guido Giovanardi

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(ANSA)

Il tempo dei ragazzi, senza scuola e senza attività sportive, si dilata: è l’ora per smitizzare i video «fake», leggere insieme e inventare favole


2' di lettura


I meno colpiti dal coronavirus ma forse i più colpiti dalle quarantene: per bambine e bambini niente asili, scuole, lezioni di inglese e partite di pallone. Si annoieranno? Come affrontare, noi e loro, le giornate domestiche? Ne parliamo un po’ per gioco (la parola chiave di tutto il discorso), pensando soprattutto ai bambini e ai ragazzi più piccoli, elementari e medie. Gli adolescenti lasciamoli per una volta in autogestione nel mistero social delle loro camerette (magari mentre noi genitori ci leggiamo l’ultimo bel libro del collega Matteo Lancini, Cosa serve ai nostri ragazzi. I nuovi adolescenti spiegati ai genitori, agli insegnanti, agli adulti, appena uscito per Utet).

Commentare insieme i video «fake»

Dicevamo: come aiutare i più piccoli a vivere la nuova situazione? Magari anche come un’avventura che, all’interno dello spazio domestico, apra orizzonti di scoperte insolite. Primo consiglio, ovviamente, non piazzateli tutto il tempo davanti alla tv e non affidateli troppo ai loro videogiochi sofisticati, magari con prove da superare in paesaggi bellici o flagellati dalle pestilenze. Se i pargoli sono già alle medie (quindi probabilmente già possessori di smartphone), fatevi mostrare i video che si scambiano con i compagni sui gruppi Whatsapp e cercate di commentarli insieme. Spiegate loro che quello che hanno appena visto è un video demenziale: in Cina nessuno mangia pipistrelli vivi!

Condividere e inventare storie

Come autori di un divertente volumetto intitolato “Perché non leggi un po’?” (se ci volete vedere in faccia mentre parliamo di libri e ragazzi cliccate qui), il nostro secondo consiglio non può che essere: fateli leggere! Come diceva Italo Calvino, «leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere». Può essere una giravolta dell’età, un pensiero, una curiosità. Sappiamo che molti di voi partono scoraggiati. «Mio figlio? Non solo costretto a casa, pure costretto a leggere? Lui che non ha mai superato pagina 12 del Diario di una schiappa?» E se fosse proprio nell’assenza di impegni outdoor che si può scoprire la lettura? A cominciare dalle fiabe, anche le più spaventose, che, come diceva Natalia Ginzburg «quando mettono paura, è la paura salubre e liberatrice della fantasia». E una volta che la paura è addomesticata… fateli scrivere! Un diario dalla quarantena può sbizzarrire le fantasie di qualsiasi bambina: chi si immagina su un’astronave, chi in un grande ospedale, chi in un laboratorio a scoprir vaccini… Ma soprattutto non dimenticatevi di rispondere in modo informato alle domande che vi faranno sull’epidemia, però sdrammatizzando. La maggior parte di loro probabilmente si divertirà e coglierà anche gli aspetti giocosi e curiosi di questa strana situazione, ma alcuni potrebbero impressionarsi, diventare ansiosi, temere per sé e per voi genitori. Allora prendete due o tre parole chiave (per esempio quarantena, vaccino e virus) e inventate con loro delle storie. Storie che siano, per tornare a Calvino, «una sottrazione di peso» alla paura “contagiosa” di questi giorni (se volete leggere la nostra rubrica Oltre il coronavirus: la ragione contro il contagio della paura).

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