Sale in Zucca

Cosa sta facendo la Bce per affrontare l’emergenza economica post-covid?

L’allarme rosso oggi sta suonando in tutte le capitali dei Paesi del Vecchio Continente (e non solo)

di Giancarlo Mazzuca

Lagarde: prospettive economia eurozona restano adombrate da Covid

2' di lettura

In tempi non sospetti, quando la tempesta del Covid era ancora agli albori e Draghi aveva appena lasciato il suo ufficio all’Eurotower di Francoforte, in molti ci chiedemmo se Christine Lagarde non avrebbe fatto rimpiangere il suo predecessore che, dopo un anno sabbatico, è stato poi dirottato a Palazzo Chigi. A maggior ragione, la domanda dobbiamo porcela oggi perché ultimamente non sono trapelate molte notizie sugli interventi decisi dalla Banca centrale europea dove ora lavora “madame”.

Continuiamo giustamente a soffermarci sugli errori commessi sul fronte dei vaccini dall’Unione europea, ma stiamo forse trascurando quello che bolle in pentola all’ultimo piano del grattacielo di Francoforte che, in una situazione d’emergenza su tutti i fronti come l’attuale, dovrebbe invece impegnarsi in un vero e proprio “tour de force”.

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Il fatto è che, sul fronte economico, ci siamo troppo concentrati sul Recovery Plan che, dopo una lunghissima gestazione, sta finalmente decollando con oltre 220 miliardi destinati all’Italia. Molti continuano a pensare che questa dote comunitaria possa essere la panacea di tutti i mali, ma non sarà così anche perché, per quanto ci riguarda, solo un terzo dei finanziamenti che arriveranno (quando arriveranno) da Bruxelles sono a fondo perduto perché il resto dovrà essere restituito (con gli interessi) fino all’ultimo centesimo.

Ecco perché, tenendo conto di quello che ancora ci attenderà nel dopo-Covid, quando verranno definitivamente al pettine i nodi economici di tre “lockdown” di seguito, ci saremmo aspettati altri interventi decisi dalla Bce.

Ma cosa sta facendo davvero Francoforte?

La domanda è legittima considerando che, ai tempi di Draghi all’Eurotower , tra «whatever it takes» e «bazooka», la banca centrale era intervenuta a 360 gradi per salvare in particolare la Grecia. Se allora l’allarme rosso era concentrato soprattutto ad Atene, oggi sta suonando in tutte le capitali dei Paesi del Vecchio Continente (e non solo): a maggior ragione, quindi, ci saremmo aspettati altri interventi della Bce.

C’eravamo anche un po’ illusi perché, alla fine dell’anno scorso, pensavamo che effettivamente la Lagarde si stesse muovendo in modo davvero deciso per varare altre misure in grado di affrontare l’emergenza economica ma così non è stato e l’Eurotower ha cominciato un po’ a latitare. A questo punto sarebbe proprio il caso di dire a “madame” Lagarde: se ci sei batti un colpo …

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