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Cosenza, entro il 2022 via alle gare da 90 milioni per il centro storico

La burocrazia rallenta il piano per il centro storico ma non lo ferma. Responsabile del contratto unico l’ufficiale dei Carabinieri Aquino

di Donata Marrazzo

Cosenza (Agf Creative)

3' di lettura

La burocrazia rallenta il Cis per la riqualificazione del centro storico di Cosenza, ma non lo ferma. Entro l’anno saranno indette le gare per l’aggiudicazione dei lavori per complessivi 90 milioni di euro. Il contratto istituzionale di sviluppo prevede, dopo la proroga per l’emergenza Covid, che entro la fine del 2022 si proceda agli appalti. Si va avanti a piccoli passi: sono stati firmati quasi tutti i disciplinari tra il Mic e gli enti locali che hanno presentato i progetti (Provincia, Soprintendenza e Comune). Ed è stato nominato il responsabile unico del contratto, il tenente colonnello dei Carabinieri Luigi Aquino, di origini cosentine, che vanta una importante esperienza nel Grande Progetto Pompei. Procedure di gara, protocolli per la legalità, accertamenti e verifiche sulla esecuzione dei lavori e sui cronoprogrammi saranno sottoposte al suo vaglio.

Aquino a Cosenza dopo il Grande progetto Pompei

«Intendo fare in piccolo quello che è stato fatto a Pompei, mettendo a disposizione della rigenerazione della città vecchia di Cosenza l’expertise maturata negli anni intorno a progetti di rilievo internazionale – dichiara Aquino – A breve andremo a gara e daremo alla città l’opportunità di recuperare un patrimonio culturale vastissimo, ma vilipeso e abbandonato. E non è che un punto di partenza, perché il Cis sarà un volano per nuovi investimenti. Il Mic ha diverse risorse disponibili e il ministro è particolarmente sensibile al rilancio dei centri storici del Sud».

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Undici interventi per il centro storico

Un rilancio che a Cosenza si concentra su innovazione e formazione con undici interventi: la realizzazione di un grande polo bibliotecario, con l’acquisizione della biblioteca civica (compresa la rifunzionalizzazione e riqualificazione degli spazi), per il restauro e la valorizzazione di un patrimonio librario che è inestimabile. La creazione di un incubatore culturale, all'interno del convitto nazionale, gestito dall'Università della Calabria. Le installazioni di “Giardini urbani diffusi” per la valorizzazione del paesaggio urbano, la riqualificazione della Villa Vecchia. Il completamento della più grande biblioteca al mondo dedicata ai grandi filosofi del Rinascimento all’interno del Centro internazionale di studi Telesiani Bruniani e Campanelliani, e nuovi laboratori per la diagnosi, il restauro e la conservazione dei beni artistici e architettonici. Finanziato anche il risanamento ambientale e la messa in sicurezza di zone particolarmente segnate dal dissesto idrogeologico.

Portare gli universitari nella città vecchia

«L’obiettivo è quello di portare gli studenti nel cuore del centro storico, mettendo a loro disposizione lo straordinario patrimonio della città», sottolinea Salvatore Patamia, che, in qualità di segretario regionale del ministero della Cultura per la Calabria, gestirà 17 dei 90 milioni destinati a Cosenza.

Edifici privati fuori dal Cis

Restano fuori dal Cis gli edifici privati e gran parte di quelli religiosi. Una estromissione che ha scatenato contestazioni forti all’interno della comunità residente, costretta a fare di continuo i conti con crolli e incuria. «Speravamo che la Regione mettesse una propria fish sul centro storico di Cosenza – commenta Anna Laura Orrico (M5S), che da sottosegretaria, con il governo precedente, ha dato impulso al Cis – integrando i fondi a disposizione per interventi sul patrimonio privato, ma così non è stato. È l’unico ente che non ha presentato progetti».

Gli 800 anni del duomo

Ha recuperato il tempo perduto, invece, l'amministrazione comunale che, con la nuova giunta guidata dal sindaco Franz Caruso, ha presentato schede e cronoprogramma e anche la bozza del disciplinare che firmerà con il Mic. L’Arcidiocesi di Cosenza-Bisigano, inoltre, insieme al Comune, ha appena dato il via alle celebrazioni degli 800 anni del duomo, che da cattedrale diventerà basilica. Il ministro Franceschini ha destinato all'edificio di culto 2 milioni di euro per interventi di riqualificazione.

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