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Così Autentico Hotels sostiene la crescita degli alberghi di lusso italiani

La società di consulenza fornisce strumenti di marketing alle strutture più piccole ma d’eccellenza in tutto il Paese. Il fondatore Cardone: «La nostra idea di lusso attrae sempre più clienti da tutto il mondo»

di Sara Magro

Chateau Monfort, Milano

4' di lettura

Mario Cardone e Beatriz Gimeno hanno lavorato diversi anni nel settore dell'ospitalità di lusso prima di fondare nel 2015 Autentico Hotels, una società di servizi per l'hotellerie a cinque stelle. Un progetto che negli anni è cresciuto e ha contribuito a definire l'alto livello dell'ospitalità italiana. «Lavorando per diversi anni nell'alta hotellerie indipendente ci siamo resi conti che i piccoli alberghi a gestione famigliare avevano bisogno di aiuto soprattutto per il marketing e le vendite, ambiti che negli ultimi anni sono stati completamente rivoluzionati, soprattutto per l’avvento del digitale - spiega Cardone -. Chi non governa queste logiche oggi fa fatica a posizionarsi in un settore sempre più competitivo, sia a livello internazionale che nazionale. Solo per dare un esempio, dal 2013 al 2022 in Italia, i cinque stelle sono passati da 400 a 580, e nei prossimi tre anni cresceranno di altre 60 unità. Mancano gli strumenti per competere sul mercato del lusso internazionale. Ecco, Autentico nasce come club di strutture affini, con l'intento di fare sistema per essere più forti nelle attività di marketing».

Quali sono i vostri strumenti?
«Siamo impegnati su tre fonti. Partiamo dalla promozione: ogni anno incontriamo di persona più di mille agenzie di viaggio specializzate nel segmento del lusso, e oggi siamo arrivati a collaborare con oltre 10mila agenzie in 25 Paesi: sono una colonna portante nell’alto di gamma, rappresentando circa il 25% del fatturato dei cinque stelle. Poi mettiamo a disposizione le nostre competenze di revenue management per sfruttare il massimo potenziale economico. Infine diamo supporto per la creazione di contenuti e campagne di sponsorizzazione su motori di ricerca e sociale, un campo a cui servono risorse specializzate».

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Cosa significa secondo lei l’aumento dell’offerta nella categoria dei cinque stelle?
«Innanzitutto che l’Italia è una delle destinazioni del turismo di lusso più desiderate al mondo. Nei sondaggi di Virtuoso, per esempio, siamo al primo posto da cinque anni. È un settore appetibile, legato a un patrimonio storico artistico culturale che nessun altro Paese ha. Contemporaneamente si riducono le strutture medie, creando una situazione di polarizzazione, dove mancano le vie di mezzo. Anche se le stelle non sono più un parametro infallibile».

Allora a quali altri parametri deve affidarsi un viaggiatore?
«Oggi contano le recensioni. Ce ne sono di ogni tipo».

Appunto, quindi quale scegliere?
«Forse andrebbero consultate un po’ tutte, sia i commenti degli ospiti che le risposte delle strutture. Anche se bisogna fare la tara a quello che si legge, sono uno strumento facile e pratico che consente al privato di farsi un'idea della realtà percepita dagli ospiti».

La formula del lusso secondo Autentico Hotels

La formula del lusso secondo Autentico Hotels

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Quanti hotel avete in portfolio?
«Con l'ingresso di Palazzo Ripetta a Roma, che riaprirà nei prossimi mesi dopo un'importante ristrutturazione, arriviamo a 16 strutture distribuite in tutta Italia. Il nostro obiettivo è arrivare a 20».

Quali sono i comuni denominatori tra le strutture?
«Sono tutti alberghi indipendenti, 5 stelle, con una reputazione minima dell'80% sui siti di recensioni. Ma il filo conduttore è certamente la personalità: sono alberghi con un’anima, grazie alla gestione famigliare. C’è un mercato che apprezza il concetto di “sentirsi a casa”, in questo caso la presenza dei proprietari che salutano a colazione, accompagnano a fare jogging o danno consigli sulla zona è un valore aggiunto. In una parola cercano autenticità»

Sostiene che la reputazione si basa sulle recensioni online: dove si trovano le più rilevanti?
«TripAdvisor, Expedia, Hotels.com. Poi c’è Booking, dove le recensioni sono legate alle prenotazioni, ovvero le può scrivere chi ha soggiornato, e Google che diventerà sempre più importante».

Come è cambiato il modo di fare ospitalità oggi?
«Prima il cliente prenotava una stanza, tutt’al più un pasto. Oggi si paga l'esperienza e, tra l’altro, è l'unico motivo che giustifica il prezzo delle camere: nessuna camera da sola vale 2-3mila euro e oltre. Quindi dobbiamo proporre esperienze, ovvero personalizzare il soggiorno in base ai gusti, alle preferenze, ai bisogni che hanno portato l'ospite lì».

L'ospite è diventato così consapevole?
«Dipende. C’è chi lo è, e pretende che chi lo ospita sappia soddisfare le sue richieste, e chi ha meno aspettative. In ogni caso, la personalizzazione fa sempre piacere. Anche piccoli gesti di attenzione possono rendere un soggiorno memorabile. Si dà per scontato che in un cinque stelle il letto sia confortevole e il cibo buono».

Ci fa un esempio?
«Un’ospite di uno dei nostri hotel aveva comprato un profumo per sua madre nella boutique. Al soggiorno successivo ha trovato in camera un flaconcino dello stesso profumo con un biglietto: «Questo è per la sua mamma». Oggi fare ospitalità significa creare ricordi. È l’unica strada per fidelizzare il cliente».

C'è un trend del turismo che seguite con particolare interesse e inclinazione?
«Il wellness si sta evolvendo rapidamente, entrando in ambiti sempre più specifici con pratiche medicali, olistiche, di meditazione. È un mercato che sta acquisendo importanza soprattutto nelle nuove generazioni».

Che importanza ha la sostenibilità per aderire ad Autentico?
«Non chiediamo requisiti di sostenibilità per l’ingresso in Autentico, ma lo fa il mercato. Oggi è un tema più ampio, non si limita alla riduzione dei consumi o alla gestione dei rifiuti. Riguarda il rapporto con i dipendenti, con la comunità locale. È un discorso a 360 gradi, e ritengo che sia lo strumento più efficace per far interagire strutture e territorio».

I vostri prossimi progetti?
«Acquisire strutture dove non siamo ancora presenti, per esempio in Sicilia e Puglia, nelle Langhe e sul lago di Como».

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