LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE

Così Bruxelles vuole rafforzare la «sovranità economica europea»

di Beda Romano


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Il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – A una settimana dal prossimo vertice europeo del 20-21 giugno, dedicato in parte anche al futuro della zona euro, la Commissione europea ha esortato ieri i paesi membri a trovare un prossimo accordo su un bilancio dell'unione monetaria e a completare l'unione bancaria anche per rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica e “la sovranità economica” europea. In questo ambito, nuovi dati mostrano un ulteriore calo dei crediti in sofferenza, soprattutto in Italia.

“Se dovessi guardare alla prossima legislatura europea, riterrei essenziale completare l'unione bancaria e l'unione dei mercati di capitale”, ha detto in una conferenza stampa qui a Bruxelles il vice presidente dell'esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis. “Questo è importante per garantire la stabilità finanziaria e per rafforzare il ruolo internazionale dell'euro”. Per quanto riguarda l'unione bancaria, manca all'appello in particolare una assicurazione in solido dei depositi bancari.

L'arrivo al potere negli Stati Uniti del presidente Donald Trump ha messo in luce più di prima il potere americano sui mercati valutari, in particolare con controverse sanzioni finanziarie extra-territoriali. Il dollaro è la più importante valuta mondiale ed è utilizzato da Washington – alcuni direbbero senza scrupoli - per difendere i propri interessi. “Il dollaro non può imporre la sua legge”, ha precisato stamani nella stessa conferenza stampa il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici.

Il 40% dei pagamenti internazionali avviene tuttora in dollari (il 36% in euro). Secondo una consultazione pubblica effettuata dalla Commissione europea emerge come l'opinione pubblica europea sia favorevole a un euro più influente a livello internazionale. “Il settore energetico sarà un mercato chiave nell'aumentare l'uso della valuta”, spiega Bruxelles. Agli occhi dell'esecutivo comunitario si tratta di promuovere “la sovranità economica dell'Unione europea”.

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In questo senso, la stessa Commissione europea considera che la nascita di safe assets, vale a dire di titoli sicuri che possano essere emessi da emittenti europei o essere il risultato di una cartolarizzazione di diverse obligazioni pubbliche potrebbero rafforzare il ruolo internazionale dell'euro. Nel contempo, Bruxelles promuove l'idea di una agenzia comunitaria che emetta debito “per conto dei singoli paesi membri in modo da finanziare alcuni dei loro compiti”.

Più in generale, oltre a un rapido accordo su un futuro bilancio della zona euro, già questa settimana, la Commissione Juncker ritiene che bisogna rapidamente trovare una intesa sull'assicurazione in solido dei depositi e finalizzare il compromesso che dovrebbe permettere al Meccanismo europeo di Stabilità (ESM) di essere il paracadute finanziario del Fondo europeo di risoluzione bancaria (SRF). Nel contesto bancario, le più recenti statistiche sui crediti inesigibili in Europa sono positive.

Secondo i dati pubblicati dalla Commissione, la percentuale delle sofferenze creditizie lorde rispetto ai prestiti lordi è scesa in Italia al 9,5% nel terzo trimestre del 2018, rispetto al 12,1% dello stesso periodo dell'anno precedente. Peggio sono messi la Grecia, il Portogallo e Cipro. La media dell'Unione europea nel suo complesso è scesa al 3,3 per cento. Sempre nello stesso periodo, gli accantonamenti totali, in percentuale dei crediti deteriorati, sono saliti in Italia al 59,3%, dal 56,3% precedente.

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