Decreto liquidità

Così il coronavirus “riabilita” i cattivi pagatori. Stop alle segnalazioni alla Centrale Rischi di Bankitalia

Con un emendamento approvato alla Camera vengono sospese fino a tutto il mese di settembre 2020 le segnalazioni alla Centrale dei rischi per i “cattivi pagatori” che chiedono di accedere alle agevolazioni del Governo su muti e prestiti

di Marco Mobili

Gli interventi del decreto liquidità in materia di bilanci

Con un emendamento approvato alla Camera vengono sospese fino a tutto il mese di settembre 2020 le segnalazioni alla Centrale dei rischi per i “cattivi pagatori” che chiedono di accedere alle agevolazioni del Governo su muti e prestiti


2' di lettura

Il Coronavirus rimette in gioco fino al 30 settembre 2020 anche i “cattivi pagatori”. A dare una nuova chance per chi è in difficoltà con prestiti, leasing o altre forme di credito con restituzione rateale, sono state le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Con un emendamento al “decreto liquidità” approvato mercoledì 20 maggio, ora in attesa del via libera dell'Aula di Montecitorio, sono sospese fino a tutto settembre 2020 le segnalazioni «a sofferenza» alla centrale dei rischi (Cr) della Banca d'Italia e ai sistemi di informazione creditizia.

Chi può ottenere la sospensione
A usufruire della sospensione della segnalazione alla Centrale rischi sono le piccole e piccolissime imprese in difficoltà che hanno i requisiti per accedere al congelamento temporaneo dei pagamenti di prestiti introdotto dal Governo con il decreto Cura Italia (n. 18/2020) per sostenere l'emergenza sanitaria e la crisi economica legata al lungo lockdown.

Come ha già chiarito la Banca d’Italia con le risposte alle Faq si tratta di soggetti cosiddetti “in bonis”, ovvero che non avevano segnalazioni alla centrale rischi antecedenti alla data della richiesta di aiuto.

Le moratorie del Cura Italia
In particolare si tratta delle sospensioni sul saldo delle rate di prestiti erogati prima della pandemia come ad esempio lo stop alla revoca ad aperture di credito o finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti, per importi già esistenti al 29 febbraio 2020, o, se successivi, al 17 marzo 2020.

Nessuna segnalazione alla Centrale rischi anche nei casi di mancati pagamenti antecedenti al 30 settembre 2020 di rate o canoni di leasing relativi a mutui e altri finanziamenti con rimborso rateizzato, inclusi anche quelli perfezionati con il rilascio di cambiali agrarie. Come prevede il Cura Italia, infatti, i piani di rimborso di rate o canoni possono essere sospesi su richiesta dell'impresa, almeno per la quota capitale. Inoltre sono ammessi alla moratoria anche i contratti relativi a prestiti non rateali, con scadenza contrattuale antecedente sempre al 30 settembre.

Sospensione in linea con Bankitalia
L'emendamento approvato dalla Camera traduce in norma una delle tante Faq rilasciate dalla Banca d'Italia all'indomani dell'entrata in vigore del decreto Cura Italia. L’istituto di Via Nazionale ha da subito chiarito, infatti, che i ritardi nei pagamenti dei prestiti da parte delle imprese che beneficiano delle moratorie disposte dal Governo non saranno segnalati alla Centrale rischi.

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