il lavoro che cambia

Così i digital workplace possono migliorare le performance dei collaboratori

Si andrà oltre l’attuale percezione che le Intranet evolute siano un limitato strumento di condivisione e comunicazione con dipendenti e collaboratori

di Gianni Rusconi

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(AFP)

Si andrà oltre l’attuale percezione che le Intranet evolute siano un limitato strumento di condivisione e comunicazione con dipendenti e collaboratori


3' di lettura

Ancora per qualche mese, difficile dire quanti, una buona parte del personale di molte grandi aziende lavorerà da casa, in modalità smart working. Non si tratta di un’ipotesi suggerita dalle variabili del mercato ma di una “necessità” operativa concreta che interessa trasversalmente banche, assicurazioni e aziende di servizi in genere.

L’onda lunga dell’emergenza Coronavirus si fa sentire soprattutto sui luoghi di lavoro e secondo Marcello Ricotti, Ceo del Gruppo Ariadne Digital, società di design ed engineering specializzata nella realizzazione di sistemi digitali per le aziende, «i mesi passati e quelli a venire hanno cambiato per sempre il modo di lavorare e la percezione del digitale da parte di manager e addetti operativi. Anche quando l’emergenza finirà, augurandoci che non ve ne siano delle nuove, l’esigenza di dotarsi di una Intranet evoluta, per esempio, sarà fortissima, perché si andrà ben oltre l’attuale idea che si tratti solamente di un limitato strumento di condivisione e comunicazione verso dipendenti e collaboratori».

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Se il lockdown ha imposto a molte organizzazioni di avvalersi di soluzioni tecnologiche adeguate e sicure per non compromettere la continuità del business, la Fase 3 porta a considerare una nuova dimensione del «digital workplace» e quindi a dover investire su piattaforme altamente usabili e con una copertura funzionale molto maggiore delle attuali. Ricotti parla non a caso di «un vero ufficio virtuale dove replicare anche dinamiche sociali per mantenere le relazioni indispensabili per la produttività del lavoro», di sistemi attraverso i quali poter coinvolgere moltissimi soggetti e mettere le persone al centro per renderle più attive, più indipendenti e più integrate.

Un secondo importante tema sul tavolo dei manager impegnati in smart working riguarda invece le modalità di selezione dei contenuti e dei servizi digitali utili ad addetti e collaboratori per svolgere le proprie mansioni. La ricetta, a detta del Ceo di Ariadne Digital, è abbastanza semplice, almeno sulla carta: «Non ha senso inserire news aziendali a pioggia che hanno, magari, scarsa applicazione nell’attività quotidiana dei dipendenti. È molto meglio, invece, optare per informazioni che possano davvero facilitare la condivisione dei contenuti e profilare gli utenti delle Intranet per permettere ad ognuno di creare una dashboard personale sulla base dei documenti o dei servizi realmente utili».

C’è infine una terza partita da giocare in chiave smart working ed è quella che porta ad eleggere la collaboration a vero valore aggiunto per la produttività e di conseguenza per il business. Il primo passo da compiere in tal senso è quello di permettere a dipendenti e collaboratori di collegarsi ai sistemi aziendali da qualunque dispositivo (pc, smartphone, tablet), in qualunque momento e da qualunque luogo.

«È un requisito indispensabile - conclude Ricotti - affinché tutto il personale dell’azienda, indipendentemente da dove si trovi, possa svolgere il proprio lavoro in modo efficace e senza inutili perdite di tempo. La raggiungibilità di questi sistemi rappresenta un asset che non possiamo, in nessun modo, trascurare».

Ed è una partita che si gioca su più piani (Intranet, app e altre soluzioni ibride) e che presuppone un modello collaborativo e il coinvolgimento di tutta l'azienda, «perché solo in questo modo gli strumenti digitali saranno davvero utili. Progettare Intranet davvero efficaci non coinvolge solo l’aspetto tecnologico, di design o di produzione di contenuti ma si tratta di un lavoro estremamente complesso che accorpa insieme tutti questi elementi e quello più importante in assoluto: la persona».

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