tradizione

Così la famiglia Chopard attualizza gli orologi-icona

La maison punta sull'Asia e sulle capitali europee

di Paco Guarnaccia


3' di lettura

Secondo semestre all’insegna dell’orologeria sportiva per Chopard, una delle poche aziende famigliari del settore, che ha presentato la collezione Alpine Eagle che ripropone, attualizzato, un modello degli anni 80. «Quando avevo 22 anni ho proposto a mio padre Karl un progetto che, secondo me, poteva essere innovativo - ricorda Karl-Friedrich Scheufele, co-presidente di Chopard -. Volevo creare un orologio sportivo in acciaio. Erano tempi in cui Chopard lavorava esclusivamente l’oro. La mia proposta venne accettata e creammo così il modello St. Moritz che divenne presto un bestseller».

Per arrivare alla realizzazione di Alpine Eagle è stata invece fondamentale l’ultima generazione della famiglia. «Circa cinque anni fa mio figlio Karl-Fritz ha trovato un St.Moritz nel cassetto della mia scrivania - continua Karl-Friedrich Scheufele -, lo ha indossato per qualche giorno e si è convinto che avrebbe dovuto essere reinterpretato in modo contemporaneo ma senza perdere la sua essenza e il suo carattere. Questa volta sono stato io a convincermi, anche perché non ero molto dell’idea visto che il St.Moritz era una nostra icona e come tale doveva essere preservata. In aiuto a mio figlio è arrivato proprio mio padre che ha lavorato con lui per presentarmi un prototipo che poi è diventata la collezione Alpine Eagle. La mia speranza è che sia, come il St. Moritz, un’icona di successo».

Attualmente i modelli che compongono quest’ultima linea nata in casa Chopard sono una decina, con casse dalle dimensioni di 41 o 36 mm di diametro (per uomo e per donna), in acciaio Lucent Steel (una nuova lega creata dalla maison), in acciaio e oro o in solo oro etico fairmined e, nelle versioni più importanti, anche con diamanti sulla lunetta. I movimenti sono di manifattura e sono visibili attraverso il fondello trasparente: in quelli da 41 mm si trova il calibro 01.01-C con 60 ore di riserva di carica, mentre in quelli da 36 mm il calibro è lo 09.01-C con 42 ore di riserva di carica.

Alpine Eagle rappresenta una freccia in più all’arco del business del brand che nel 2019, secondo Scheufele «si è sviluppato positivamente con performance importanti in molte aree, soprattutto nel mercato asiatico e in Europa. L’Italia sta andando bene con una crescita significativa sia in termini di turnover sia in termini di clienti, soprattutto quelli locali. Sia il segmento orologi che quello dei gioielli si è comportato molto bene». Per quanto riguarda la distribuzione, prosegue Scheufele: «Siamo concentrati sulle nostre boutique di proprietà, negozi in franchise o flagship store gestiti da partner per noi strategici: negli ultimi due anni abbiamo ridotto il network di qualche centinaio di vetrine che non riflettevano più i nostri standard. Quest’anno abbiamo riaperto la boutique di New Bond Street a Londra e stiamo lavorando per rinnovare quella di Place Vendôme a Parigi che reinaugurerà nel 2020».

Che sarà un anno chiave anche per la fiera di Baselworld che ha promesso grandi novità, e di cui Chopard è una delle colonne portanti. «Continuiamo a credere nelle fiere di settore che restano importanti nel nostro business e per le nostre relazioni». Per quanto riguarda i prossimi risultati, Scheufele chiude dicendo: «Restiamo ottimisti per la crescita del nostro business, nonostante i cambiamenti politici ed economici in molti paesi».

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