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Così i giovani rivoluzionano il mondo del risparmio

Strategie

di Valeria Zanetti

2' di lettura

C’è una generazione che sta costringendo a cambiare un settore dove sono presenti colossi di oltre 150 anni con business e procedure consolidate. La generazione Z è cresciuta in un mondo digitale bombardato da disequilibri tra crisi economiche, climatiche, politiche, globali. Anche per questo ha un nuovo approccio al mondo del risparmio, a quello assicurativo e della finanza nella sua totalità. Scopriamo quindi “come”, “dove” e “cosa” serve per essere efficaci con questa generazione ed evitare un crollo di percezione e di mercato.
1.
Come comunicare: i più giovani sono abituati alla velocità di TikTok in cui le informazioni vengono date in micro pillole e al linguaggio degli influencer. La comunicazione aziendale quindi non potrà essere la stessa adottata con i baby boomer (1945-1965) perché le dinamiche sono differenti. Con i giovani meglio evitare tante carte, che altrimenti possono far venire il sospetto che ci sia una fregatura. Allo stesso tempo meglio ridurre il numero di parole forbite che oltre a non essere capite, danno una percezione di “vecchio” alla realtà che le usa.
2.
Dove: se una banca presidia canali innovativi, si differenzia già da lì. Perché, ad esempio, non sfruttare Telegram per dare degli aggiornamenti, WhatsApp per fare assistenza one-to-one al cliente e Twitch per fare educazione finanziaria? Quest’ultimo tema è super sentito dai giovani proprio perché vivono in una realtà difficile e quasi nessuno a scuola insegna a gestire il denaro. L’esigenza è stata riscontrata anche da un recente studio dell’Osservatorio PWC in cui emerge che il 75% della GenZ vorrebbe seguire dei corsi di alfabetizzazione finanziaria. Chi sarà il primo a farlo su Twitch, ovvero il canale ritenuto la tv della Generazione Z?
3.
Cosa comunico: emerge un’esigenza di più contenuti educativi e meno di tipo autoreferenziale o promozionale. Per fare ciò si dovrebbe partire con una comunicazione più trasparente: perché non spiegare l’origine di certi costi come le spese di tenuta conto, le commissioni sugli investimenti o sui bonifici? Non bisogna dare per scontato che i giovani lo sappiano già. Questo tipo di contenuti verranno sicuramente apprezzati e aumenteranno l’interesse verso il brand.
4.
Umanità: i giovani sicuramente cercano velocità, ma allo stesso tempo il rapporto con una persona che dia loro fiducia. Durante il percorso di scelta della soluzione migliore vogliono da un lato risposte rapide, dall’altro il confronto e la possibilità di riconoscersi nei valori aziendali. Preferiscono un servizio che costa un po’ di più a fronte di un impatto sociale, ad esempio sull’ambiente o sul supporto alle associazioni locali.

Infine, attenzione a scimmiottare la loro comunicazione o a cercare dei sotterfugi per raggiungerli, come concorsi vari che poi non si concretizzano. I giovani capiscono e il rischio di un flop e di un boomerang a danno della reputazione online è altissimo.

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