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Così gli hacker si sono finti Angela Merkel per attaccare Christine Lagarde

L’attacco è stato sventato da una chiamata della stessa Presidente della Bce all’ex cancelliera per chiedere chiarimenti su uno strano sms ricevuto

di Biagio Simonetta

Christine Lagarde (Reuters)

2' di lettura

Una storia che ha come protagoniste, loro malgrado, l’ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, e la Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde. È quella emersa in queste ore, e confermata direttamente da Francoforte, con alla base un tentativo di attacco hacker per fortuna sventato.

Una chiamata per risolvere tutto

A quanto pare, infatti, un gruppo di cyber criminali non identificato ha tentato di ingannare la Presidente della Bce, cercando di farle aprire un link inviato attraverso l’account WhatsApp di Angela Merkel. Ma pare che sia stata la stessa Lagarde a sventare il trucco, chiamando l’ex cancelliera per chiedere chiarimenti sul messaggio ricevuto. La Merkel, chiaramente. non era a conoscenza del fatto. Ed è stato immediatamente attivato l’ufficio per la cyber sicurezza della Banca Centrale.

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Il fatto sarebbe avvenuto nei primissimi giorni di luglio. Anche perché in una lettera datata 4 luglio, l’agenzia di intelligence nazionale tedesca e l’Ufficio federale per la sicurezza informatica hanno avvertito i legislatori che era in corso uno schema di questo tipo, senza però nominare nessuno degli obiettivi.

«Nello specifico, gli aggressori sfruttano il rapporto di fiducia esistente tra due figure politiche di alto livello», è scritto nel rapporto che fa riferimento a una «campagna di ingegneria sociale».

Tattiche insidiose

Sebbene le tattiche non siano nuove, le autorità tedesche hanno dichiarato che questo schema è unico nel suo genere, in quanto utilizza le vesti di politici di alto livello. «Le parti colpite che trasmettono i dati di autenticazione agli aggressori perdono il controllo del rispettivo account di messaggistica. Gli aggressori possono quindi utilizzare questo account, ad esempio, per attaccare altre persone», hanno scritto gli esperti.

Secondo il rapporto dell’intelligence, uno schema di questo tipo chiede tipicamente agli utenti di telefonia mobile di passare dagli SMS a WhatsApp, ma anche a Signal o Telegram, tutte applicazioni che usano tecnologie di crittografia.

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