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Così Iride monitorerà tutte le emergenze

di Leopoldo Benacchio

 Il recente lancio dalla base della Guyana francese

3' di lettura

Iride, dea minore dell’Olimpo degli antichi greci, messaggera degli dei e personificazione dell'arcobaleno è stata scelta per dare il nome al progetto di costellazione di satelliti tutto italiano previsto dal Pnrr per lo spazio.

Come ha detto il ministro Vittorio Colao a margine del recente lancio del razzo Vega C di Avio dalla base della Guyana francese, la costellazione Iride è il secondo step della politica spaziale messa a punto dal Governo, il primo è dato dalla famiglia di vettori Avio, il service in orbita il terzo passo e poi infine la trasmissione e soprattutto gestione dei dati.

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Vega C è andato in cielo in modo perfetto e quindi è ora di pensare a Iride. Per realizzare la costellazione c'è un miliardo circa, che sarà gestito direttamente da Esa nella sede di Esrin a Frascati.

È un passaggio importante, come ha sottolineato lo stesso Colao in un recente convegno all’Università Bocconi, Seelab 2022, che gli operatori del settore aspettano con impazienza.

«Metterà in moto un'economia composta da lanci e costruzione di satelliti, il che vuol dire posti di lavoro in aziende di medie dimensioni» dice Marco Molina, managing director sales and products di Sitael, industria pugliese del gruppo Angel, che lo stesso Molina pensa potrebbe raddoppiare gli addetti, da 200 a 400, grazie a questo progetto.

Il punto è che la costruzione dei vari satelliti che comporranno la costellazione, quanti e quali è ancora da decidere, sarà una palestra per mettere a punto la produzione quasi in serie, con lo sviluppo di un know how indispensabile per sostenere le sfide, sempre più ardue, del mercato globale.

Certamente una delle piattaforme di partenza sarà Platino, sviluppata su un progetto dell’Asi, Agenzia spaziale italiana, ma certamente non solo questo.

Come Iride rappresenta tutti i colori del cielo, così anche i satelliti della futura costellazione copriranno certamente le varie bande di frequenza, dall'ottico al radar, per avere informazioni multifrequenza e multispettrali.

Ma è ovviamente solo l'inizio, come fa notare Molina che ne ha parlato sempre alla Bocconi nella stessa occasione, dato che, dopo che i satelliti saranno in orbita, inizieranno a trasmettere dati a terra e quindi ci sarà da elaborarli, sviluppare nuovo software, nuove applicazioni per l'utilizzo da parte degli utenti finali istituzionali e industriali. Si può pensare che si attiveranno altri posti di lavoro per il processamento di quei dati, specie se saremo in grado di migliorare in questo campo.

La partita è interessante, dato che possiamo pensare di avere a disposizione un monitoraggio multisensore e multitemporale: si potrà rivedere la stessa scena a distanza anche di una sola ora o forse meno, e questo vuol dire intercettare tutte le emergenze: dalla siccità agli incendi, dal risparmio idrico in agricoltura alla sorveglianza sullo smaltimento dei rifiuti e degli scarichi inquinanti e la lista è ovviamente molto lunga.

«Il valore aggiunto, come sempre, sarà dato dalle serie storiche di dati» conclude Molina, combinata con nuove tecniche di intelligenza artificiale, che estraggono i segnali importanti e diano loro un significato. Pubblica amministrazione , ferrovie, reti elettriche, assicurazioni, banche, la lista dei clienti di elezione è lunga. C’è molto da fare, anche perché il Pnrr è una grande occasione, ma è anche debito da ripagare.

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