trasformazione digitale

«Così muoviamo fluidi e generiamo conoscenze per l’industria 4.0»

Fluid-o-Tech produce pompe volumetriche connesse capaci di raccogliere big-data all’interno di distributori di bevande, dispositivi medicali o componenti automotive

di Antonio Larizza

3' di lettura

Da 70 anni Fluid-o-Tech produce tecnologie per muovere fluidi. Pompe volumetriche che pulsano dentro distributori di bevande, stampanti industriali, dispositivi medicali, impianti per il trattamento delle acque e componenti automotive. Dispositivi intelligenti e connessi, evoluti anno dopo anno fino a diventare quello che sono oggi: un mix unico di meccanica, elettronica e digitale. «I nostri prodotti iniziano a vivere quando entrano nelle mani dei clienti, generando una grande quantità di dati», racconta Diego Andreis, managing director dell’azienda.

Fluid-o-Tech non solo sforna prodotti dell’Industria 4.0. È un’industria 4.0. «Non poteva essere diversamente – spiega Andreis –. La nostra propensione all’innovazione ci ha permesso di coltivare l’incrocio tra meccanica, elettronica e digitale iniziando proprio dai processi aziendali». Così, robot-collaborativi, macchinari connessi, carrelli a guida autonoma per la movimentazione dei lavorati, dati generati e utilizzati per prendere decisioni in tempo reale e dispositivi indossabili sono diventati parte integrante del modo di produrre di Fluid-o-Tech.

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«Oggi – precisa Andreis – la fabbrica è iper-connessa, ma la maggior parte del lavoro è ancora da fare. Una volta connessa tutta la fabbrica, bisogna dare senso ai dati: è questa la vera frontiera».

Poi ci sono i prodotti: pompe volumetriche e sistemi per la pressurizzazione, la dosatura ed il trasferimento dei fluidi. Concentrati di meccatronica progettati per muovere qualsiasi fluido in qualunque contesto con la massima precisione possibile. Per guidare l’innovazione senza essere costretti a inseguirla nel 2013 l’azienda dà vita a un centro di ricerca interno e mette a dirigerlo un esporto di fluidodinamica con esperienza pluriennale in due team di Formula 1. Tra i risultati, una serie di brevetti, depositati nel 2015, relativi a valvole attuate con metalli a memoria di forma, che permettono di creare e controllare elettronicamente micromovimenti.

Le tecnologie Fluid-o-Tech sono utilizzate all’interno di distributori di bevande di ultima generazione - scelto dai network dei grandi marchi, tra cui Coca-Cola - capaci di dosare con grandissima precisione la miscela di acqua gasata e sciroppi. Il sistema è dotato di interfaccia verso l’utente finale ed è regolabile e governabile anche via remoto. Raccoglie dati sulle preferenze degli utenti, si calibra autonomamente e verifica che la qualità della bevanda, ovvero il rapporto tra i fluidi che la compongono, sia sempre quello impostato dal produttore.

Tra le innovazioni introdotte anche quella della sensoristica ottica applicata alla fluidodinamica: «Sensori che “guardano” i fluidi e raccolgono dati che poi vengono elaborati da algoritmi», spiega Andreis. Così è possibile monitorare in ogni fase del processo le caratteristiche del fluido, e generare allarmi nel momento in cui queste si discostano da quelle di progetto.

Fuid-o-Tech oggi è immersa in un ecosistema ispirato ai concetti dell’open-innovation: lavora a stretto contatto con università, centri di ricerca e startup. «Solo sette anni fa – racconta Andreis – le competenze richieste nel nostro campo erano prettamente meccaniche. In pochi anni abbiamo trasformato l’azienda, introducendo nuove figure professionali nell’ambito dell’elettronica e del digitale. In questi comparti abbiamo continuato ad assumere anche nel 2020, nonostante l’emergenza».

Tra le aree più promettenti per ulteriori sviluppi futuri, l’azienda sta lavorando a sistemi di infusione intelligenti per dispositivi medici, sia per uso ospedaliero che domiciliare. Ma anche a soluzioni remote per impianti a idrogeno installati in contesti stazionari, come per esempio le stazioni 5G.

L’azienda ha il suo quartier generale a Corsico, alle porte di Milano, e sedi in Usa, Giappone e Cina. Impiega nel mondo 300 dipendenti. L’esercizio 2019 si è chiuso con un fatturato di 107,5 milioni di euro, generato per l’82% con l’export.

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