un ddl per estendere l’intramoenia

Così i pazienti potranno scegliersi (pagando) infermieri e ostetriche del Ssn

Si tratta di figure necessarie in ospedale ma anche sul territorio, dove spesso i pazienti dimessi dall’ospedale vorrebbero continuare a essere seguiti dallo stesso professionista

di Barbara Gobbi


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2' di lettura

Infermieri, fisioterapisti e ostetriche sempre più centrali nelle cure ai pazienti, ma ancora rari per mancata programmazione e blocco delle assunzioni. E spesso impegnati in un mercato sommerso destinato a crescere con la bomba cronicità. A questo quadro guarda il disegno di legge sulla libera professione intramoenia per le professioni sanitarie che porta la firma del presidente della commissione Igiene e Sanità, Pierpaolo Sileri dei Cinque Stelle, e che è stato appena presentato in Senato.

Il testo in due articoli estende le regole sull'intramuraria oggi in vigore per i medici alle professioni sanitarie in ambito Ssn. Un esercito: 331mila dipendenti, di cui 264.704 sono infermieri. La stragrande maggioranza, che però ha il fiato corto: oggi mancano tra i 50 e i 60mila infermieri e diventeranno 80-85mila con i pensionamenti. F igure necessarie in ospedale ma anche sul territorio, dove spesso i pazienti dimessi dall'ospedale vorrebbero continuare a essere seguiti dallo stesso professionista. Che con l'intramoenia potrà uscire dal cono d'ombra di prestazioni fino a oggi gratuite o in nero. «Al di là dell'emersione del nero – spiega Sileri - il nostro primo obiettivo è riconoscere il ruolo sempre più rilevante dei lavoratori Ssn non medici. Prendiamo le ostetriche: quando il ginecologo non è necessario ci sono loro al letto della partoriente. Che deve poter scegliere la professionista di fiducia».

Certo l'intramoenia non gode sempre di buona fama: capita che attese di mesi per un esame si accorcino miracolosamente a un paio di giorni con la libera professione. «Questo accade dove il servizio pubblico non funziona – afferma Sileri –. L'intramoenia è un'opzione valida, nell'alveo di un Ssn efficiente. E deve riguardare anche il territorio, dove i servizi di geriatria degli ospedali possono continuare a seguire il paziente dimesso».
Plaudono la Federazione degli ordini degli infermieri (Fnopi) e il sindacato. «L’intramoenia – avvisa la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli - eviterebbe i casi di evasione fiscale e il paziente, oltre a ricevere la prestazione da parte del professionista scelto, godrebbe dei benefici fiscali per le spese mediche-assistenziali». «Il testo Sileri – aggiunge il presidente del Nursing Up Antonio De Palma - è anche lo strumento per ridurre il demansionamento degli infermieri. L'auspicio è che l'approvazione sia rapida, magari in commissione in sede deliberante».

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