green capital 2021

Così la piccola Lahti è diventata a sorpresa la capitale verde d’Europa

Ecco i segreti della sconosciuta città finlandese che ha battuto in finale Strasburgo e Lille, conquistando il premio per la città più sostenibile

di Enrico Marro

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(Foto: Lauri Rotko)

Ecco i segreti della sconosciuta città finlandese che ha battuto in finale Strasburgo e Lille, conquistando il premio per la città più sostenibile


4' di lettura

In finale è riuscita a incantare la giuria, che l’ha scelta all’unanimità bocciando le più grandi e potenti Strasburgo e Lille. La sconosciuta Lahti, cittadina finlandese di circa 120mila abitanti a un centinaio di chilometri da Helsinki, è così diventata la “Green Capital” europea 2021. È la più piccola selezionata dal 2010 (primo anno del premio), la più vicina al Polo Nord e la più orientale. Ma il titolo se lo merita tutto, per un’attenzione alla sostenibilità che arriva da molto lontano.

In finale la giuria ha votato all'unanimità Lahti come Capitale Verde 2021, bocciando le più grandi e famose Strasburgo e Lille (foto Juha-Pekka Huotari)

Ex città industriale

Incastonata come una perla sulle rive del lago Vesijärvi, a metà strada tra due grandi capitali come Helsinki e San Pietroburgo, Lahti ha fatto dell'operosità la sua cifra stilistica. Già nota nell’Ottocento come “città dei carpentieri”, a partire dal secondo dopoguerra vive un ininterrotto boom: negli anni Sessanta e Settanta il capoluogo della regione Päijänne Tavastia diventa un gioiello industriale, la più brillante delle locomotive dell'economia finlandese. Ma la rapida urbanizzazione porta anche a seri contraccolpi ambientali, soprattutto sul lago Vesijärvi, che in pochi anni si ritrova a essere uno dei più inquinati del Paese.

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Il recupero del lago Vesijärvi, negli anni Ottanta, ha rappresentato l'inizio del percorso ecologico di Lahti (foto Lauri Rotko).

Il recupero del lago

È proprio nelle profondità di questo specchio d'acqua di oltre 111 chilometri quadrati che nasce l’anima verde di Lahti. La difesa del lago parte a metà degli anni Settanta, quando viene posto un freno agli scarichi. Ma è grazie al progetto “Vesijärvi I”, negli anni Ottanta, che il lago torna alla vita: con un imponente sforzo economico e tecnologico, vengono rimosse dalle acque mille tonnellate di immondizia, sostituite da un milione di pesci. Le distese di alghe prolificate grazie all'inquinamento scompaiono, l’ecosistema torna lentamente in equilibrio. Nelle acque di nuovo cristalline del lago si specchia una città che è tornata ad amare e a rispettare l’ambiente.

Uno scorcio del lungolago oggi (foto Lassi Häkkinen)

Nuovi ecoinvestimenti

Negli anni Novanta Lahti mette a punto un nuovo sistema di gestione dei rifiuti, in un crescendo di senso civico che porta la quota di spazzatura riciclata dal 25% del 1999 al 99% di oggi. Nel 2010 il Comune decide di investire 100 milioni di euro in dieci anni per dare un volto nuovo alla città: piste ciclabili, parcheggi sotterranei, generose aree pedonali e un bellissimo lungolago in cui spicca il sofisticato design della Sibelius Hall, capolavoro di acustica con la sala concerti in legno lamellare disegnata da Kimmo Lintula e Hannu Tikka. È il più grande edificio in legno costruito in Finlandia negli ultimi cent’anni.

La Sibelius Hall, capolavoro di acustica con la sala concerti in legno lamellare disegnata da Kimmo Lintula e Hannu Tikka (foto Juha-Pekka Huotari)

Nel 2019 Lahti (dove d'inverno la colonnina di mercurio scende sotto i -10 gradi) abbandona il carbone: grazie alla nuova centrale a bioenergia “Kymijärvi III”, che utilizza solo materiale riciclato o legname locale, le emissioni di CO2 vengono abbattute di 600mila tonnellate l’anno.

Una delle aree verdi della città (foto Lassi Häkkinen)

I pilastri della Green Capital

Qualità dell’aria, gestione dei rifiuti, crescita del verde, ecoinnovazione: questi i quattro pilastri della conquista del titolo di “Green Capital”, assieme alla governance. La giuria del premio valuta infatti dodici parametri, in quattro dei quali Lahti ha primeggiato ottenendo allo stesso tempo un buon piazzamento in tutti gli altri (in particolare natura e biodiversità, gestione delle acque e del rumore). Un traguardo raggiunto con un lungo lavoro e investimenti per circa nove milioni di euro di fondi, in buona parte pubblici.

CitiCAP, l'app che permette di calcolare quanta CO2 produciamo con i nostri spostamenti (foto Lassi Häkkinen).

Meno inquino, più mi premiano

L’ecoinnovazione merita un capitolo a parte. Prendiamo il fronte trasporti: non è facile abbandonare la dipendenza dall’auto in un Paese dal clima freddo e dalle grandi distanze (la Finlandia è più grande dell’Italia, anche se ha meno di un decimo della nostra popolazione). Lahti ci ha provato diventando la prima città al mondo dotata di un meccanismo di “personal carbon trading”: meno inquino, più vengo premiato. Il sistema si chiama CitiCAP ed è basato su un’app che permette di calcolare quanta CO2 produciamo con i nostri spostamenti. Se per esempio anziché prendere l'auto scelgo la bici, l’autobus o una bella passeggiata a piedi, il sistema mi premia con “denaro virtuale” che posso cambiare in voucher per utilizzare gratuitamente mezzi pubblici, piscine e centri sportivi comunali.

Nonostante temperature invernali rigide, Lahti ha fatto di tutto per incentivare i mezzi di trasporto a basso impatto ambientale (foto Lassi Häkkinen).

Un anno da Green Capital

«L’inaugurazione del Green Capital Year è prevista per il 15 e 16 gennaio», spiega Milla Bruneau, Executive Director di Sustainable Lahti, la fondazione (presieduta dall'ex Commissario Ue Erkki Liikanen) incaricata di gestire gli eventi della “capitale verde”. «Sarà una grande cerimonia serale alla Sibelius Hall, con ospiti finlandesi e internazionali, e la giornata successiva di eventi in tutta la città. Stiamo ancora mettendo a punto il programma definitivo, con eventi, feste, incontri e seminari che saranno accessibili in modo fisico, virtuale o “ibrido” e che avranno il loro clou in estate (il programma aggiornato è sul sito greenlahti.fi )».

Milla Bruneau, Milla Bruneau, Executive Director di Sustainable Lahti (Foto Sustainable Lahti Foundation - Toivo Heinimäki)

Il business si fa verde

Naturalmente la pragmatica Lahti sta cercando di conciliare la sua anima verde con il business: l’obiettivo è creare un centro di eccellenza europeo per le tecnologie cleantech. Da qui l’ambizioso target di diventare carbon-neutral entro il 2025 (dieci anni prima della Finlandia), con le emissioni che sono già state tagliate del 70% rispetto al 1990.

Una foto dall'alto del Kujala Waste Treatment Centre, grande sito di gestione dei rifiuti (foto Korppi Films).

Sostenibilità e imprenditoria del resto vanno a braccetto da lungo tempo nel Kujala Waste Treatment Centre, un grande sito (70 ettari) costruito nel 2001 per riutilizzare ogni tipo di rifiuto. L’area infatti comprende sia un termovalorizzatore che scalda oltre 11mila case sia sistemi per il riutilizzo di metalli e plastiche, assieme a un impianto per la produzione del biogas. Lo slogan del Kujala Waste Treatment Centre è: i tuoi rifiuti sono le mie materie prime. E viceversa. È anche così che si diventa “Green Capital” europea.

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