TECNOLOGIE

Così i satelliti migliorano coltivazioni e sicurezza

L’alleanza tra agricoltura e industria aerospaziale permetterà di produrre di più con minori risorse e nel rispetto dell’ambiente

di Alessio Romeo

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Dal satellite.Un’area agricola osservata dal satellite ed elaborata da e-Geos. I diversi toni di colore consentono di mappare le colture: dai prati permanenti (rosso vivo) fino ai singoli filari delle viti. L’analisi dei dati e delle disomogeneità consentono agli agronomi di calibrare gli interventi in base alle esigenze delle singole parcelle e delle singole coltivazioni

L’alleanza tra agricoltura e industria aerospaziale permetterà di produrre di più con minori risorse e nel rispetto dell’ambiente


3' di lettura

In un momento storico nel quale il mondo riscopre il valore strategico della sicurezza alimentare, intesa come certezza degli approvvigionamenti di materie prime agricole, per l’agricoltura la manna potrebbe arrivare, letteralmente, dal cielo. Anzi, dallo spazio. Le nuove tecnologie spaziali sono infatti la maggior parte, e le più importanti, tra quelle utilizzate nelle nuove frontiere dell’agricoltura di precisione, che consente di rispondere all’imperativo di produrre di più, con meno risorse, in sicurezza. Droni e satelliti per consentire al settore primario di ottimizzare le coltivazioni, risparmiando tempo e spazio, riducendo l’utilizzo dei fitofarmaci e tagliando gli sprechi, a partire dall’acqua per l’irrigazione, grazie a previsioni sempre più e precise che consentono di stabilire come e quanto irrigare i terreni, quando seminare e quando raccogliere. Evitando così anche i danni economici dal maltempo, sempre più frequenti di fronte all’avanzata del cambiamento climatico, e consentendo un recupero di redditività e competitività al settore.

In un mercato che solo in Italia vale già oltre 400 milioni, l’ultima innovazione per migliorare l’agricoltura di precisione arriva dal Consorzio Airbus, che nelle scorse settimane ha lanciato AgNeo, una soluzione integrata dedicata a materie prime e colture permanenti che offre prospettive di miglioramento della gestione dei terreni alle singole aziende agricole. In una sorta di strana alleanza tra il settore aerospaziale e quello primario - considerando che proprio gli aiuti pubblici europei al Consorzio Airbus sono stati alla basa della guerra dei dazi che ha colpito duramente l’agricoltura - il nuovo sistema, attraverso la fornitura di informazioni stagionali basate su immagini satellitari e analisi agronomiche di alta qualità, aiuterà i coltivatori a ottimizzare la produzione. AgNeo si basa sulle mappe sanitarie derivate da immagini provenienti dai satelliti Spot, Pléiades, Sentinel-2 e Landsat 8, e potrà supportare diverse funzioni aziendali: dagli avvisi che indirizzano gli agronomi alle aree di esplorazione nei loro campi che richiedono attenzione immediata, fino alla creazione di zone di coltura e mappe applicative a tasso variabile.

Grazie a un processo di normalizzazione dei dati di tutti i sensori, condotto da Airbus, utilizzando il nuovo sistema si possono ricavare indicatori agronomici assoluti da utilizzare come input per i propri modelli per la creazione di linee guida sull’utilizzo dell’azoto o la determinazione dei fabbisogni idrici. In particolare, AgNeo sarà in grado di fornire analisi avanzate per colture permanenti ad alto valore come mandorle, mele e uva. Utilizzando le immagini con una risoluzione di 50 centimetri provenienti dal satellite Pléiades, il sistema è in grado di ricreare un’immagine di tutte le fronde degli alberi, rimuovendo vegetazione e terreno, per migliorare i risultati e portare l’analisi al livello del singolo albero. Queste analisi includono, tra l’altro, l’inventario del numero degli alberi eliminando i conteggi manuali che richiedono tempo e sono soggetti a errori. Presto AgNeo sarà in grado di utilizzare le immagini di 30 centimetri provenienti dai nuovi satelliti Pléiades Neo di Airbus che verranno lanciati entro l’anno.

C’è poi un altro fronte della ricerca collegata all’industria aerospaziale strettamente connesso con l’agricoltura: quello della riproduzione in assenza di gravità o in situazioni estreme delle condizioni per poter coltivare, e mangiare, cibo sano, per garantire l’autosostentamento delle missioni spaziali. Questo tipo di ricerca ha implicazioni pratiche molto concrete e importanti sulla Terra, oggi. Un settore dove l’Italia si è già distinta come capofila del progetto “HortExtreme”, con la riproduzione in una serra ipertecnologica allestita nel deserto dell’Oman delle condizioni ambientali presenti su Marte. Un progetto allestito nell’ambito della missione Amedee-18 coordinata dall’Austrian Space Forum, nel quale un team di tre scienziati italiani (provenienti dall’Enea e dall’Università di Milano) hanno selezionato quattro microverdure il cui ciclo vegetativo è durato 15 giorni, il periodo minimo necessario allo sviluppo di queste varietà.

Presto un prototipo di queste coltivazioni sarà sperimentato in alta quota e in ambienti estremi come l’Antardide con un sistema di coltivazioni fuori suolo con riciclo dell'acqua (sistema idroponico) e senza l’uso di pesticidi e agrofarmaci. Un progetto tutto italiano in grado di sviluppare ecosistemi chiusi per la produzione in loco delle risorse necessarie alle missioni umane di esplorazione del sistema solare. Un sistema che ottimizza l’uso delle risorse con minor impiego di acqua, energia e fertilizzanti con implicazioni positive, in prospettiva, anche per le colture tradizionali.

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