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Così la scissione di Renzi può far risalire la tensione sullo spread

Nonostante le rassicurazioni dell’ex premier, la mossa è stata letta come potenzialmente destabilizzante per gli equilibri del neonato governo giallo-rosso e quindi in grado di risvegliare il “rischio Italia” secondo Elliot Hentov, capo della divisione Policy and Research di State Street Global Advisors

di Andrea Franceschi


Cos’è lo spread e perché ci fa paura?

2' di lettura

Torna a risalire lo spread Bund-BTp. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, il termometro del “rischio Paese”, si è riportato martedì a quota 140 punti. In rialzo di sette punti rispetto alla chiusura di lunedì. Che le vendite si siano concentrate in particolare sui titoli italiani lo dimostra peraltro il fatto che sia risalito di 6 punti anche lo spread tra i BTp italiani e i Bonos spagnoli.

Andamento dello spread Btp / Bund

Il balzo dello spread è in parte correlato al cambio di rotta del mercato obbligazionario (dopo gli acquisti di lunedì in scia alla volatilità del prezzo del petrolio sono ripartite le vendite) e in parte all’evoluzione della partita politica nel Paese.

Cos’è lo spread e perché ci fa paura?

Il “market mover” di giornata in particolare è stata la decisione di Renzi di lasciare il Pd per fondare un nuovo partito. Una mossa che, nonostante tutte le rassicurazioni dell’ex premier, è stata letta come potenzialmente destabilizzante per gli equilibri del neonato governo giallo-rosso e quindi in grado di risvegliare il “rischio Italia” secondo Elliot Hentov, capo della divisione Policy and Research di State Street Global Advisors.

«Lo scenario per l'Italia è positivo grazie al massiccio calo dei costi di finanziamento del debito e all'allentamento monetario da parte della Bce. Insieme queste circostanze dovrebbero stimolare maggiormente l'Italia negli ultimi mesi del 2019 rispetto al resto d'Europa, giustificando un minore spread. Qualora l'emergere di Renzi minacciasse di abbattere il governo, tutto questo verrebbe meno. Questo è ciò che l'allargamento dello spread stava segnalando, anche se le probabilità di un crollo del governo sembrano comunque contenute».

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    La scissione di Renzi in altre parole rappresenta una spada di Damocle per il nuovo esecutivo. Soprattutto tenendo conto delle posizioni espresse dall’ex premier nei giorni della crisi. Renzi infatti propose un esecutivo a tempo con i 5 stelle per evitare l’aumento dell’Iva, tagliare il numero dei parlamentari e tornare al voto. Nulla a che vedere con l’esecutivo di legislatura negoziato in seconda battuta da Zingaretti.

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      Andrea Franceschiredattore

      Luogo: Milano

      Lingue parlate: Italiano, inglese

      Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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