ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl quesito del Lunedì

Così la separazione scioglie il regime di comunione dei beni

Lo scioglimento avviene nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati a seguito di ricorso giudiziale o dopo la sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale

di Silvia Giamminola

2' di lettura

Domanda. Vorrei sapere se nel verbale di separazione, e nella successiva omologa, si può sciogliere la comunione «de residuo» e se i coniugi possono indicare come verranno divisi i beni.
F.A. - Firenze

Risposta. La risposta è affermativa per le separazioni consensuali (nelle quali interviene l'omologa), con i chiarimenti in diritto che seguono. La comunione legale dei beni tra coniugi si scioglie per le cause elencate nell’articolo 191 del Codice civile, e la separazione personale è quella più comune. Il comma 2 di tale norma, introdotto dalla legge sul divorzio breve (legge 55/2015), ha specificato che lo scioglimento avviene nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati a seguito di ricorso giudiziale o a seguito della sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale che poi venga omologato. In altre parole, presupposto per la fine del regime di comunione legale è il provvedimento presidenziale autorizzativo della separazione, e a tale data bisogna fare riferimento per determinare i beni da dividere. Inoltre, il rito previsto per le separazioni coniugali è specifico e non può attrarre altre cause. Per questi motivi, non è possibile ottenere una pronuncia di divisione dei beni della comunione all'interno della causa di separazione giudiziale. Nella realtà dei fatti, molto spesso non serve procedere con un formale scioglimento della comunione dopo la separazione, in quanto i beni comuni, da quel momento in avanti, vengono considerati in comproprietà al 50 per cento tra i coniugi separati. Nelle separazioni consensuali (anche con negoziazione assistita) è inoltre possibile introdurre condizioni che prevengono una futura causa di scioglimento della comunione e nella sostanza portano già a dividere i beni dei coniugi. Per esempio, si possono prevedere la divisione dei risparmi, l’assegnazione dei beni mobili non registrati e anche l'attribuzione di beni immobili a uno all’altro dei coniugi, con o senza corrispettivo, ottenendo l'esenzione da ogni imposta e tassa (si vedano l'articolo 19 della legge74/1987 e la sentenza della Corte costituzionale154/1999, cui ha fatto seguito la risoluzione 2/E/2014). In merito alla cessione di quote di immobili, i coniugi devono dichiarare che essa avviene a definizione dei reciproci rapporti economici e patrimoniali, di fatto evitando, nel caso di regime di comunione legale, di ricorrere poi a una causa di divisione. Il tribunale farà quindi il suo consueto controllo di compatibilità delle condizioni pattuite alle norme imperative e di ordine pubblico e, nel caso vi siano figli da tutelare, al loro interesse (articolo 158 del Codice civile).

Loading...

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 30 maggio.

Consulta L’Esperto risponde per avere accesso a un archivio con oltre 200mila quesiti, con relativi pareri. Non trovi la risposta al tuo caso? Invia una nuova domanda agli esperti

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti