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Così le start up cambiano il modo di vendere la casa

di Adriano Lovera


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3' di lettura

Tariffe flat convenienti, app dedicate e servizi iper digitalizzati al posto dei negozi fisici. Con questi ingredienti il proptech si fa largo nelle compravendite residenziali, con startup che iniziano a prendere piede e tentano di ridisegnare l'agenzia immobiliare del futuro, sul modello dell'inglese Purplebricks.

Tra i protagonisti di queste novità c’è RockAgent, partita a Roma a fine 2018, pronta a sbarcare anche a Milano, con l'obiettivo ambizioso di reclutare 500 agenti in 5 anni in tutta Italia. «Ci ispiriamo al mercato anglosassone, dove si stanno imponendo alcune caratteristiche: niente negozio su strada, ma alta qualità e velocità dei servizi erogati dalla sede centrale –  racconta Daniel Debash, fondatore della società. Agli agenti partner forniamo app mobili e software proprietari con cui gestire annunci, trattative, rapporto con il cliente, valutare gli immobili, elaborare le perizie e altro ancora». Ogni agente sigla un accordo economico specifico con la società, ma non è affiliazione in franchising. Mentre il prezzo per il cliente finale è standard: l'acquirente paga il 3% sul prezzo, il venditore può scegliere due formule flat (495 euro anticipati, al conferimento del mandato, oppure 995 euro alla vendita). Un vantaggio enorme, rispetto alla media di mercato.

Sulla stessa lunghezza d’onda è Homstate, altra agenzia digitale nata a Torino, che ha chiuso il 2018 con 5 milioni di euro di transato e ora fa il suo ingresso a Milano e Genova. «Il cuore della nostra offerta sta nella gamma di servizi: virtual tour, planimetrie 3D, foto in Hd e home staging per ogni annuncio. Poi pubblicità, brochure dedicate e una app molto apprezzata riservata ai proprietari, che tramite un account sono costantemente informati su ogni step relativo al proprio immobile: recupero documentazione, calendario visite, offerte o commenti ricevuti. Inoltre siamo tra i pochi a pubblicare le recensioni verificare TrustPilot per ciascuno dei nostri agenti», racconta il fondatore Ivan Laffranchi. Anche qui, la proposta per chi vende è low cost: 990 euro all'incarico oppure 1.990 solo in caso di vendita, a prescindere dal valore del pezzo, mentre il 3% grava su chi compra.

Intanto, dalla Lombardia, parte un'iniziativa sul fronte della collaborazione Mls. «In tante città sono nate micro reti locali, che però non comunicano e restano isolate. Allora vogliamo aggregarle sotto il marchio Confederazione Microreti Mls», spiega Giuseppe Corapi, consulente tra i promotori, che ha già raccolto adesioni da Milano, Padova, Trieste e punta a estendersi in tutta Italia. Gli obiettivi? «Diffondere i benefici di questo metodo di lavoro sia tra gli agenti sia tra la clientela. E poi cerchiamo vantaggi pratici, per esempio come gruppo di acquisto. Presentandoci come interlocutore unico verso i grandi portali di annunci, potremmo senz'altro spuntare tariffe migliori», aggiunge Corapi.

In effetti è un tema dibattuto il rapporto con i grandi siti di annunci, perché la visibilità che offrono è impareggiabile, ma non sempre il rapporto tra costi e risultati convince l’agente. Su questo versante, c'è da registrare l’attenzione crescente verso il real estate da parte di Subito.it, sito generalista ma molto utilizzato (2,4 milioni di utenti unici mensili nella categoria Immobili), che vanta anche una partnership con ReMax. Subito.it sta abbandonando la possibilità di pubblicazione gratis per i professionisti e propone invece un abbonamento che serve non solo per inserire annunci, ma anche per creare una vetrina di presentazione dell’agenzia. «Siamo complementari agli altri portali, sia come audience sia come servizi», testimonia il Sales director Claudio Campagnoli.

Non scomparirà, anzi, il suo futuro è promettente se riuscirà a trasformarsi in un vero negozio multiservizi, il “one-stop-shop” per dirla all'inglese. Questa è la visione sulle agenzie immobiliari della Fiaip, principale associazione di categoria degli agenti, che nel corso di un convegno a Milano ha discusso le prospettive del settore alla luce della legge europea 2018, che sta per modificare l'impostazione della 39/89 nella parte che riguarda le incompatibilità.

In sintesi, resta il divieto di fare intermediazione per dipendenti (pubblici e privati), professioni intellettuali afferenti al settore (tipicamente ingegneri, architetti e geometri), mentre, per quanto riguarda l'attività di impresa, l'unico incrocio vietato è quello tra agente e costruttore. Ma non c'è più alcun vincolo rispetto alla fornitura di “servizi”. «È una grande opportunità – spiega il presidente Fiaip, Gian Battista Baccarini –. Non immaginiamo una specie di super-agente che faccia compravendita, venda mutui e polizze e magari amministri un condominio. Se si vuole essere bravi in un'attività, si può fare solo quella. Puntiamo ad agenzie multidisciplinari dove finalmente possano sedere insieme figure diverse». Quanto ai tempi, l’ultimo passaggio in Senato della norma è previsto intorno al 20-23 aprile. Da maggio le novità potrebbero essere operative, ma servirà ancora una circolare interpretativa del ministero per lo Sviluppo economico.

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