NEGLI AEROPORTI

Così la tecnologia ci aiuta a non perdere il bagaglio

di Biagio Simonetta


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3' di lettura

È l'incubo ricorrente di chi viaggia: osservare ipnotizzati per minuti infiniti il il nastro di un aeroporto e poi accorgersi che il proprio bagaglio non c’è. Seguono lo shock della perdita e la trafila per recuperarlo. Per fortuna i numeri più recenti ci dicono che gli aeroporti hanno quasi dimezzato, negli ultimi anni, la quantità di bagagli persi. Nel 2018 sono state perse 7,3 valige ogni mille passeggeri in Europa. È andata meglio negli Stati Uniti (2,85) e in Asia (1,8). E se le cose stanno migliorando – e miglioreranno ancora – lo si deve all'utilizzo di nuove tecnologie che stanno cambiando il mondo dei bagagli aerei. No, non stiamo parlando del classico gadget GPS da posizionare in una tasca della valigia (anch'esso utile, ci mancherebbe). Ma di vere e proprie innovazioni in ambito di smistamento e trasporto. In un aeroporto, del resto, il viaggio di un bagaglio è abbastanza complicato e tortuoso.

Esistono almeno tre punti di tracciamento obbligatorio in cui ogni singola valigia deve essere registrata: al check-in, in fase di carico sull'aeroplano e all'arrivo. E durante questi processi, spesso qualcosa non funziona: valigie che cadono dai veicoli di trasporto e che non vengono segnalate, o che rimangono a bordo degli aerei, altre che finiscono per sbaglio altrove e che non sono identificabili. A tutto ciò si aggiunge una serie di fattori relativi alla cattiva gestione dei bagagli, tra cui il numero ridotto di personale di alcuni scali aeroportuali. Per questo una digitalizzazione del processo di imbarco e sbarco bagagli può aiutare – e sta aiutando – tutto il comparto aereo.

L'esempio di Zebra Technologies
Un buon esempio arriva da un'azienda con sede in Illinois. Si chiama Zebra Technologies, e ha chiuso un accordo con 14 aeroporti greci che in precedenza non avevano modo di rintracciare i bagagli.

Ora, ogni borsa viene tracciata dagli addetti utilizzando piccoli palmari che registrano i vari passaggi di ogni valigia. «Con ogni membro dello staff “armato” di questi dispositivi – ha detto Daniel Dombach, direttore della società americana - la scansione e l'identificazione sono esponenzialmente più veloci, efficienti e precisi. Tutte le scansioni si ricollegano a un database centrale, garantendo una maggiore visibilità di ogni bagaglio in ogni fase del viaggio».

Etichette RFID
Ma la vera innovazione – su cui la stessa Zebra Technologies sembra voler convergere – riguarda le etichette RFID. Piccoli device a radiofrequenza che permettono, in tempo reale, di gestire e tracciare le valigie in ogni fase del viaggio e senza l'intervento umano. L'idea è quella di usare stampanti RFID, per attaccare sui bagagli delle etichette codificate con all'interno tutte le informazioni necessarie. Dopo aver effettuato il check-in presso un banco o una macchina, i passeggeri vedranno i propri bagagli collocati su un nastro trasportatore dove un lettore RFID scansionerà le loro etichette, analizzerà i dati disponibili e assicurerà che vengano consegnati o trasferiti al volo corrispondente, gate o compagnia aerea.

Una tecnologia che, di fatto, può ridurre di molto l'intervento umano e la possibilità di errore. Grazie a queste etichette, ad esempio, sarà molto più semplice gestire un bagaglio quando si è davanti a una coincidenza molto stretta fra due voli. Ma la tecnologia RFID può fornire anche un aiuto prezioso se un passeggero non è presente all'imbarco o deve scendere dall'aereo. I lettori portatili consentono al personale di terra di trovare rapidamente il bagaglio e di rimuoverlo dalla stiva, senza dover spostare, scansionare e verificare manualmente i codici a barre di tutti i bagagli. Il risparmio di tempo è assicurato. L'accuratezza del tracking fornita dalla tecnologia RFID potrebbe ridurre i tassi di errore nella gestione dei bagagli del 25% negli aeroporti entro il 2022, secondo un recente studio della SITA e della IATA. Ed è per questo che le aziende ci stanno puntando fortemente.

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