Turismo

Così la tempesta Omicron si abbatte sul turismo natalizio

Sangalli (presidente Confcommercio): «Le risorse messe in campo finora dal Governo non sono sufficienti, sono necessari e urgenti più sostegni, la proroga della cassa integrazione e adeguate moratorie fiscali». Presenze in calo e soggiorni più brevi mentre aumentano gli incerti

di Enrico Netti

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

La tempesta Omicron si sta abbattendo sul turismo natalizio, tradizionale periodo di alta stagione. Il 2021 si chiuderà con dati disastrosi per il turismo italiano, con almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di presenze che mancheranno all’appello rispetto al 2019 e con 13 milioni in meno di viaggi degli italiani all’estero. Tra le vacanze tra Natale, Capodanno ed Epifania a fronte di 25 milioni di partenze programmate dagli italiani appena pochi mesi fa già 5 milioni sono state già cancellate e 5,3 milioni modificate in sostanza riducendo i giorni di vacanza o scegliendo una destinazione più vicina. C’è poi la quota degli indecisi e con loro ben 7 milioni di viaggi che restano in sospeso. In previsione, quindi, meno turisti che fanno vacanze, meno pernottamenti e meno spesa, un mix che genera prospettive drammatiche in particolare per tour operator, agenzie di viaggi e sistema ricettivo. Senza dimenticare la crescita esponenziale negli ultimi giorni delle disdette nella ristorazione e la drammatica situazione del settore dell'intrattenimento con la chiusura di attività come le discoteche. In questa situazione è evidente che il Governo deve sostenere in particolare queste componenti della filiera turistica adottando misure sugli ammortizzatori sociali, senza aggravi di costo per le imprese, e sull’accesso al credito, ma anche interventi fiscali e di contributi a fondo perduto parametrati alle perdite subite. È quanto chiede in una nota Confcommercio che “fotografa” la situazione del turismo sulla base di un’indagine realizzata in collaborazione con SWG e su dati Istat e Bankitalia.

Carlo Sangalli (Imagoeconomica)

«La crisi Covid – segnala Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio - sta impattando sempre di più sull’intera filiera turistica con migliaia di imprese che rischiano realmente la chiusura soprattutto alberghi, tour operator e agenzie di viaggio. Le risorse messe in campo finora dal Governo non sono sufficienti, sono necessari e urgenti più sostegni, la proroga della cassa integrazione e adeguate moratorie fiscali. Non è pensabile un’economia italiana senza il traino fondamentale del turismo». L’aggravarsi della pandemia con il tasso di positività in crescita impattano, secondo i commercianti non sono solo i numeri dei turisti ma anche il tipo di viaggio scelto, in buona sostanza la spesa, che è l’elemento più sensibile per l’economia del sistema Paese. A Natale 6 intervistati su 10 sono stati fuori casa al massimo per 2 giorni senza uscire dalla propria regione, mentre solo il 5% è andato all’estero. Dati in linea per quanto riguarda la lunghezza della vacanza anche a Capodanno, quando però chi farà vacanze di quattro giorni o più – 4 su 10 – andrà anche fuori regione. Resta comunque basso il dato sulla previsione dei viaggi all'estero: 8% tra Capodanno e Epifania, contro valori che normalmente, in questo periodo, andavano oltre il 20%. In questa situazione, la possibile ripresa del turismo si sposta all'estate 2022, tra più di 6 mesi e 30 mesi dall'inizio della crisi. Drammatica la situazione di tour operator e agenzie di viaggio in ginocchio, fermi da ormai due anni mentre alberghi e ristoranti rischiano un nuovo crollo per le prenotazioni a causa della recrudescenza del Covid. Confcommercio chiede con forza e urgenza la proroga della cassa integrazione concessa alle attività ferme a causa dell'emergenza sanitaria, in scadenza il prossimo 31 dicembre, almeno fino al mese di giugno, la decontribuzione per il reinserimento lavorativo per il comparto del turismo organizzato che conta almeno 40mila dipendenti e composto da un'alta percentuale di micro imprese con meno di cinque dipendenti, che non hanno dunque alcun altro strumento a tutela dei livelli di occupazione, e indennizzi certi e immediati per le discoteche, le sole a pagare le conseguenze alla nuova emergenza pandemica con la chiusura per decreto.

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