Interventi

Così il turismo potrà affrontare il futuro

Test multipli per i viaggiatori e vaccinazioni per gli operatori saranno cruciali per la ripartenza

di Mario Ferraro

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(Adobe Stock)

3' di lettura

La pandemia ha radicalmente influenzato le nostre vite imponendoci di modificare numerose abitudini. Molti di questi cambiamenti resteranno anche dopo la fine dell’emergenza e si imprimeranno definitivamente nei nostri stili di vita. Il turismo, un asset cruciale per il nostro Paese, subirà queste scelte e dovrà adeguare la sua offerta alle nuove esigenze di mercato.

Sembra ormai certo che nella prossima estate ci saranno ancora restrizioni che limiteranno la libertà di movimento. Alcune frontiere rimarranno chiuse. Quarantene e obblighi di test in molti Paesi rimarranno la norma. Misure restrittive, lockdown mirati e distanziamento sociale, continueranno a essere il perno centrale della strategia di contenimento del virus e caratterizzeranno la nostra quotidianità anche sotto l’ombrellone.

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Il livello di queste limitazioni e l’efficacia della campagna vaccinale determineranno l’entità della ripresa del settore, che purtroppo quest’anno non può che essere solo parziale e potrà avvenire in maniera completa solo gradualmente dal 2022 in avanti.

È necessario creare al più presto i presupposti non solo per ripartire, ma per ripartire meglio degli altri. Perché il turismo è una risorsa fondamentale per il nostro Paese.

Ritengo quindi un elemento essenziale – per la ripresa del turismo in Italia in generale e, nello specifico in quelle destinazioni a forte vocazione, come la Sardegna – implementare protocolli sanitari efficienti che tutelino meglio il turista, gli addetti ai lavori e la popolazione da nuovi focolai. Più saranno efficienti questi protocolli, maggiore sarà la fiducia che i turisti porranno nella destinazione Italia.

Il test obbligatorio prima di arrivare e nuovamente all’arrivo, efficaci sistemi di screening, tracciamento e assistenza durante la vacanza e il livello di vaccinazione raggiunto tra la popolazione unito alla qualità dei sistemi sanitari in loco, saranno determinanti per guadagnare la fiducia dei consumatori.

Sui mercati internazionali si sta profilando sempre di più la tendenza a preferire le destinazioni percepite come più sicure perché garantite da protocolli sanitari efficienti e rigorosissimi. Un buon esempio è Dubai, che ha saputo costruirsi una immagine di destinazione protetta, mantenendo quasi inalterata la sua attrattiva richiedendo il test anti-Covid effettuato prima della partenza e all’arrivo, e somministrando il vaccino a tutti gli addetti del comparto turistico in modo che il vacanziere abbia la percezione di trovarsi in un luogo sicuro e di poter godere il proprio soggiorno in maniera spensierata.

Al contrario è molto probabile che i viaggiatori non faranno una vacanza nelle destinazioni dove il controllo degli accessi è mal gestito, approssimativo, con un basso indice di vaccinazioni e con un’incidenza epidemiologica ancora alta. Queste saranno destinazioni perdenti.

Prima che inizi la stagione turistica, per l’Italia dovrebbe essere una priorità vaccinare le categorie di lavoratori che operano nel comparto turistico – dal personale degli aeroporti, a quello dei ristoranti, dei bar, degli alberghi, dei trasporti pubblici, della grande distribuzione e del retail – per garantire una rapida ripartenza del settore e, elemento non secondario, comunicare ai mercati internazionali con tutti i mezzi che la vacanza in Italia è più sicura che altrove.

Alcuni trend emersi durante la pandemia si consolideranno nell’era post-Covid: le destinazioni sostenibili, caratterizzate da una bassa densità turistica, saranno preferite rispetto agli hub del turismo di massa. Quei luoghi con più spazio e natura saranno privilegiati, mentre le destinazioni alla moda, ma sovraffollate, perderanno la loro usuale attrattiva. La stagionalità tradizionale svanirà e i flussi turistici si distribuiranno su una finestra stagionale più estesa, poiché in molti eviteranno di viaggiare nei mesi di punta. La gente viaggerà meno frequentemente, ma aumenterà la durata media di soggiorno. Le w orkation, per persone appartenenti a certe categorie professionali, diventeranno la norma.

Da un punto di vista esperienziale, si privilegeranno spazi all’aperto, dalla cena agli incontri sociali, e nel segmento premium si punterà ancor più ad ambienti riservati ed esclusivi: ville private, suite con piscina, jet privati e vacanze in yacht registrano un incremento significativo della domanda.

Queste nuove tendenze condizioneranno le scelte degli investimenti per molte aziende turistiche che dovranno adeguare e convertire le proprie strutture ricettive per soddisfare la nuova domanda.

La Costa Smeralda è ben posizionata per una rapida ripresa e una crescita a lungo termine, poiché già naturalmente soddisfa le nuove aspettative dei consumatori. La natura straordinaria, le spiagge incontaminate, la dimensione ridotta della destinazione, i collegamenti aerei limitati, gli alberghi esclusivi, tutti con grandi spazi all’aperto, spiagge private e ville con piscina, sono componenti nelle quali confidiamo per poter battere la concorrenza e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento di destinazione turistica esclusiva.

Arriva con un tempismo perfetto anche la decisione del nuovo premier di introdurre finalmente un ministero del Turismo. Scelta lungimirante e necessaria per ricostruire un settore sgretolato dalla pandemia e fornire al comparto struttura e strategie di sviluppo che possano proiettare la destinazione Italia nel futuro quale risorsa fondamentale per la crescita e il rilancio del nostro Paese.

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