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Così lo yuan digitale può circolare in tutta la Cina

La Banca centrale accelera: dopo Pechino, Shanghai e Shenzhen apre alle province di Henan, Fujian, Heilongjiang e alle megalopoli di Guangzhou, Chongqing, Fuzhou e Xiamen

di Rita Fatiguso

3' di lettura

Lo yuan, ormai la quarta moneta più scambiata al mondo, è anche la più digitalizzata. I centri nevralgici dell’economia della Cina sono ormai interamente coperti dall’e-CNY perchè la Banca centrale, dopo Pechino, Shanghai e Shenzhen, ha aperto la sperimentazione anche alle province di Henan, Fujian, Heilongjiang e alle megalopoli di Guangzhou, Chongqing, Fuzhou e Xiamen. Le Olimpiadi hanno letteralmente rotto il ghiaccio con 315mila dollari di transazioni attivate solo in quei giorni grazie alla Central bank digital currency (CBDC). Via smartphone, ma anche con ATM della Bank of China appositamente predisposti.

Rischio dati sensibili

Il Governatore della Banca Centrale Yi Gang continua ad assicurare il mondo che le preoccupazioni sul versante tutela dati personali -, sui quali peraltro la Cina ha attivato una campagna massiccia di raccolta e regolamentazione -, sono ingiustificate.

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Il vero problema dei vertici cinesi, infatti, rimane quello dei servizi offerti da Ant Group e Tencent che fanno concorrenza alla Banca Centrale con le loro formidabili piattaforme per i pagamenti online. La CBDC cinese infatti le ha spinte a riconvertirsi e ad adeguarsi alla moneta digitale. Alle Olimpiadi si poteva pagare con e-CNY su piattaforma Tencent e Ant financial, cash e con carta di credito del circuito VISA.

La Banca centrale ha anche vietato tassativamente l’emissione di cryptocurrency proprio per ribadire la supremazia della valuta digitale. Che, nei fatti, galoppa.

La Cina vanta già oltre 260 milioni di conti digitali con un forte trend in crescita soprattutto sul versante dei pagamenti crossborder. L’e-CNY infatti permette alla moneta di Pechino di circolare liberamente nei movimenti trasfrontalieri, nonostante la non convertibilità: la versione digitale è semplicemente una riproduzione smaterializzata del biglietto rosso che può “bucare” agilmente le frontiere.

I programmi pilota

La Banca Centrale ha lanciato programmi pilota di e-CNY a Shenzhen, Suzhou, Xiong’an, Chengdu, Shanghai, Hainan, Changsha, Xi’an, Qingdao, Dalian.

Mosse che coprono il delta del fiume Yangtze, il delta del fiume Pearl, la regione di Pechino-Tianjin-Hebei e le regioni centrali, occidentali, nord-orientali e nord-occidentali della Cina. ora si aggiungono le province di Henan, Fujian, Heilongjiang e le megalopoli di Guangzhou, Chongqing, Fuzhou e Xiamen.

Al 31 dicembre 2021, l’e-CNY vantava già 261 milioni di portafogli personali aperti e le transazioni erano pari a oltre 87 miliardi di yuan come ha rivelato lo stesso Consiglio di Stato. «I programmi pilota hanno testato in modo efficace i progetti aziendali e tecnologici, nonché la robustezza del sistema dell’e-CNY, migliorando la comprensione da parte del pubblico del concetto di e-CNY», si legge in una nota ufficiale. Che prosegue così: «Lavoreremo per raggiungere l’obiettivo di servire l’economia reale e la vita delle persone in modo che più aziende e individui conoscano il valore dell’e-CNY e siano pienamente motivati ​​a partecipare al progetto».

In futuro, la Banca centrale - in linea con il 14° piano quinquennale 2021-25 - spingerà l’introduzione nel commercio al dettaglio, nel pagamento di servizi pubblici e nella Pubblica amministrazione.

Il vantaggio cinese

Rispetto alle recenti mosse americane, la Cina è avanti sulla moneta digitale. Il presidente Joe Biden ha appena siglato un ordine esecutivo con la richiesta a una serie di agenzie del governo, tra cui il dipartimento del Tesoro e il dipartimento del Commercio, di esaminare i rischi e i benefici della creazione di un dollaro digitale, ovvero di una Central bank digital currency emessa dalla Federal reserve.

Ma la strada è lunga, anche se l’ordine esecutivo rappresenta un chiaro riconoscimento della crescente importanza della moneta digitale e del potenziale impatto per gli Stati Uniti e i sistemi finanziari globali.

Di fatto, anche se gli Usa ammettono le cryptovalute, l’annuncio pro-moneta digitale ne ha subito depresso le quotazioni al di sotto dei 40mila dollari, cancellando i guadagni realizzati in precedenza.

La guerra ha messo le ali alle cryptovalute, che hanno guadagnato terreno in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. Sia i russi che gli ucraini le stanno usando per arginare sanzioni, finanziarie spese belliche o ricevere donazioni in asset digitali.


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