L’OPERAZIONE

Così Zuckerberg vuole integrare Instagram, WhatsApp e Messenger

di Biagio Simonetta


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3' di lettura

Lo ha sempre negato, nonostante le evidenze dicessero il contrario. Adesso, invece, Mark Zuckerberg pare stia disegnando il futuro di Facebook Messenger, Instagram e WhatsApp all'insegna dell'integrazione. Lo riporta il New York Times, che spiega nel dettaglio un'operazione che farà molto discutere.

Chiariamolo subito: non si tratta di un passo che porta all'unificazione delle App sotto una sola applicazione. O almeno non per adesso (in futuro chi lo sa). I tre i servizi continueranno a funzionare come app stand-alone, quindi avremo ancora WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger sul nostro smartphone. Ma la loro infrastruttura di messaggistica sarà unificata. E se un giorno volessimo mandare un messaggio da WhatsApp a un utente del quale non abbiamo il numero di telefono ma il suo contatto Facebook, potremmo farlo. E potremmo inviare un messaggio su Facebook Messenger anche ad un utente che Facebook non ce l'ha, ma magari ha Instagram o WhatsApp. Al momento, ciò non è possibile perché le tre app sono separate.

Il quotidiano newyorkese, che parla del progetto in corso con certezza dopo aver sentito 4 persone (rimaste anonime) vicine alla faccenda, scrive che l'integrazione della messaggistica istantanea della galassia Facebook Inc sarà attiva nel giro di qualche mese. L'idea di Zuckerberg sarebbe quella di andare online entro la fine del 2019, o al massimo entro i primi mesi del 2020.

End to end per tutti
Ma cosa cambierà, dunque, per gli utenti? Questa volta i cambiamenti potrebbero essere sostanziali. Intanto sul fronte della sicurezza. La decisione dei vertici di Menlo Park, infatti, sarebbe quella di estendere la crittografia end-to-end, attualmente in uso solo su WhatsApp, all'intera piattaforma. Questo vorrebbe dire che la sicurezza dei messaggi scambiati su Facebook Messenger e Instagram sarebbe innalzata decisamente. Con la tecnologia end to end, giova ricordarlo, è praticamente impossibile entrare in una chat: i messaggi sono visibili esclusivamente a chi li invia e a chi li riceve. Qualsiasi intrusione porterebbe zero risultati, se non codici indecifrabili al posto di parole.

Cosa succede ai dati
La decisione di unire l'infrastruttura che sta dietro la messaggistica delle tre app, per ora non è stata confermata da Facebook, che si è affidata a laconiche dichiarazioni nelle quali dice che l'azienda vuole «costruire la migliore esperienza di messaggistica possibile: gli utenti vogliono che i messaggi siano veloci, semplici, affidabili, e restino privati». E ancora: «Stiamo lavorando per rendere la maggior parte dei nostri prodotti di messaggistica crittografati end-to-end, e stiamo considerando nuovi modi per rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso le reti». Dichiarazioni che non confermano, ma non smentiscono il piano. Un piano che, per forza di cose, ripropone il caso del trattamento dei dati personali. Ad oggi, Facebook Messenger, Instagram e WhatsApp hanno origini assai diverse. Soprattutto WhatsApp, è un'applicazione nata per lo scambio di messaggi. Mentre i primi due sono social network a tutto tondo. WhatsApp è legata ai numeri di telefono delle persone, mentre Messenger e Instagram ad account social che contengono altre informazioni (ma spesso non il telefono). Unire tutto in un solo calderone, ripropone gli interrogativi che accompagnano l'impero di Facebook da sempre. E la prima domanda è già sulla bocca di tutti: per questa infrastruttura unita, servirà o no il consenso degli utenti?

Un'opportunità (per Zuckerberg)
Va ricordato come in più occasioni, Mark Zuckerberg abbia negato con fermezza un'integrazione fra Facebook, Instagram e WhatsApp. E questo progetto, anche se lascerà le App separate sui display degli smartphone, di fatto le legherà nel loro cuore, validando un cambio di vedute abbastanza netto. Il CEO di Facebook, anche in occasione degli acquisti di Instagram (acquistata per 1 miliardo nel 2012) e WhatsApp (comprata per 14 miliardi nel 2014), aveva assicurato utenti e vecchi proprietari, che l'autonomia e l'indipendenza delle App non era minimamente in discussione. Ora qualcosa è cambiato. E pare che alla base di tutto ci sia un problema abbastanza chiaro: il business. Con Facebook che cresce poco, e con WhatsApp e Instagram che sembrano invece irrefrenabili, il colosso di Menlo Park ha bisogno di fare quadrato proprio attorno a queste due ultime applicazioni, e di renderle più profittevoli. E – perché no – più vicine a Facebook, per dargli una nuova spinta.

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