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Cosmetica, parola d’ordine sostenibilità, dal lusso alle start-up

Dai colossi Chanel e Coty fino alle italiane L’Erolario e Omecs, le aziende spingono verso tracciabilità delle filiere e responsabilità sociale

di Marika Gervasio

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La navata del Grand Palais si trasforma in un giardino claustrale per la sfilata Chanel haute couture primavera-estate 2020 a Parigi, dove la collezione di Virginie Viard è stata presentata. Il decoro evocato richiama uno dei luoghi più significativi nell'infanzia di Gabrielle Chanel: l'antica abbazia cistercense

Dai colossi Chanel e Coty fino alle italiane L’Erolario e Omecs, le aziende spingono verso tracciabilità delle filiere e responsabilità sociale


3' di lettura

Pulito ed eco-consapevole: per questo motivo l’eau de toilette Ck Everyone ha da poco ottenuto il certificato Material health di livello Silver da parte del Cradle to cradle products innovation institute. Cosa significa? Che il 100% delle sostanze chimiche contenute nella fragranza sono sicure, circolari e responsabili. Ed è solo un esempio dell’impegno delle aziende cosmetiche nella direzione della sostenibilità, tema sempre più sentito sia dalle aziende sia dai consumatori.

«Il certificato Material health rafforza l’impegno di Coty verso la sua piattaforma di sostenibilità, con l’obiettivo di costruire un business migliore e allo stesso tempo contribuire positivamente al cambiamento sociale, etico e ambientale dell’industria della bellezza» commenta Simona Cattaneo, presidente dei luxury brands Coty, tra cui c’è anche Calvin Klein Fragrances.

Chanel ha addirittura creato un Manifesto, «La beauté se cultive», nel quale spiega i principi che da sempre guidano la maison: l’idea di una bellezza che raccoglie ciò che ha seminato con la creazione di laboratori a cielo aperto - veri e propri centri di ricerca dalla Francia al Madagascar fino al Costa Rica - che ospitano piante dalle quali estrae principi attivi. L’approccio è responsabile a 360 gradi: dalla tracciabilità delle filiere vegetali alla collaborazione con i produttori locali. Solo per fare un esempio, dal fiore preferito di mademoiselle Chanel, la Camelia japonica, che sboccia dal 2008 nel sud-ovest della Francia, si estrae un principio attivo altamente idratante usato nei trattamenti skincare Hydra Beauty.

Le piante di camelia vengono coltivate in piena terra secondo pratiche agricole rigorose e rispettose dell’ambiente, senza l’impiego di sostanze chimiche. È stato messo a punto uno specifico procedimento di agroforestazione per preservare e valorizzare le qualità naturali della pianta. Sul territorio dello Château de Gaujacq, inoltre, è stato creato un giardino botanico: unico al mondo, ospita più di 260 specie di piante e 2mila varietà di camelia provenienti dai 5 continenti, su quasi 5 ettari. La maison ha poi ristrutturato un’azienda agricola secondo principi ecologici e l’ha dotata di un laboratorio di ricerca in fitochimica.

«Siamo impegnati da oltre 10 anni a fianco dei nostri partner produttori, che sono alla base delle filiere vegetali - spiega Agathe Derain, direttrice dell’approvvigionamento sostenibile Chanel -. Per alzare il livello di expertise tecnica e scientifica un comitato composto da dieci esperti esterni indipendenti ha lavorato al nostro fianco per definire i principi fondamentali e i relativi criteri operativi, ponendo come obiettivo i più alti standard possibili».

Recentemente inoltre Chanel Parfum Beauté ha acquisito una partecipazione nella start-up finlandese Sulapac che produce bioplastiche e biopackaging.

Dalla Francia all’Italia, L’Erbolario di Lodi non è da meno. Ogni fase della lavorazione avviene nel sito produttivo nel Parco Adda Sud dove si trova tutta la filiera produttiva, dai laboratori Estratti e Ricerca e sviluppo alla produzione fino al confezionamento e alla logistica. Tra i principi che guidano l’operato dell’azienda fondata da Franco Bergamaschi e sua moglie Daniela Villa, da oltre 40 anni c’è la sostenibilità ambientale: dalle coltivazioni bio al riciclo alla responsabilità sociale con progetti solidali.

Solo per fare qualche esempio, i flaconi delle ultime novità - Olio Solare acceleratore di abbronzatura Viso & Corpo Spf15 e Olio Splendente per Corpo, Viso e Capelli - sono realizzati al 100% in R-Pet riciclato da bottiglie che è a sua volta riciclabile. Mentre il legno della linea Ebano è ricavato dagli scarti della lavorazione dei liutai.

Tutti i componenti utilizzati nei cosmetici di un’altra italiana, la Omecs, sono di origine naturale e non contengono parabeni e derivati del petrolio. Le aziende che forniscono componenti di origine animale sono certificate e a loro volta garantiscono che i prodotti provengano da parti di lavorazioni alimentari o agricole per le quali è garantito il benessere animale. Fiore all’occhiello della start-up nata nel 2019 è la linea Luxom, antiage a base di olio d’oliva prima spremitura e bava di lumaca a cui si aggiunge, in alta concentrazione, lo zafferano di Sicilia.

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