fiera in russia

Cosmoscow (2019) cerca uno sviluppo internazionale

È il momento di comprare arte a Mosca e non a Londra, ma occorre ridurre i costi di trasporto, quelli doganali, semplificare e velocizzare le procedure per i visitatori stranieri

di Maria Adelaide Marchesoni


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4' di lettura

La 7ª edizione di Cosmoscow (6-8 settembre 2019) si è chiusa con oltre 22.000 visitatori un record per la fiera che nella serata dell'opening (5 settembre) ha registrato 7.500 presenze. Unico appuntamento internazionale con l'arte contemporanea in Russia, Cosmoscow continua a promuovere il mercato locale ma puntando a diventare sempre più internazionale. Questo aspetto emerge anche dai prezzi dell'offerta artistica che partivano da 100 euro fino a raggiungere 500.000 euro per gli artisti seminali degli anni '60-'80, tra cui Michelangelo Pistoletto, mostrato dal torinese Giorgio Persano , e artisti dell'avanguardia artistica russa e del movimento concettuale moscovita negli anni ’70 e ’80 come Dmitry Prigov, Julije Knifer, pittore astratto croato e membro fondatore del collettivo artistico croato degli anni '60 conosciuto come Gruppo Gorgona, entrambi portati dalla Galerie Frank Elbaz di Parigi, mentre Temnikova & Kasela di Tallinn ha esposto Kris Lemsalu , che attualmente rappresenta l'Estonia alla Biennale di Venezia .

L'arte a Cosmoscow 2019

L'arte a Cosmoscow 2019

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Passeggiando tra gli stand della fiera si è percepito un vivace interesse per l'arte presente negli stand, ma sul fronte commerciale è un mercato ancora riflessivo che ha bisogno di crescere e deve sviluppare, soprattutto, quella fascia di collezionisti che appartiene alla classe media che compra opere in modo continuativo con acquisti nell'ordine di 2-10mila euro all'anno. Tuttavia i galleristi locali sono stati concordi nell'affermare che è un momento molto positivo e promettente per il mercato e per i giovani artisti. Stanno nascendo nuove istituzioni culturali e fondazioni che supportano artisti con borse di studio e donazioni.

Nuovo direttore artistico. Tra le novità di questa edizione, la decisione di avvalersi della consulenza di un nuovo direttore artistico con un'esperienza internazionale, Simon Rees, che ha affiancato il lavoro della fondatrice e direttrice Margarita Pushikina. Ad ArtEconomy24 Rees ha raccontato quali saranno le prossime sfide per Cosmoscow. «Nei prossimi 12 mesi il primo obiettivo è migliorare l'infrastruttura del mercato dell'arte ovvero ridurre i costi per il trasporto delle opere, quelli doganali che devono sostenere le gallerie straniere e, non da ultimo, semplificare e velocizzare le procedure per i visitatori stranieri che devono organizzarsi in anticipo per ottenere il visto d'ingresso. Prima della prossima edizione della fiera – prosegue Simon Rees - occorre migliorare anche altri aspetti, tra questi potenziare la comunicazione e fornire in anticipo le informazioni e le novità della fiera in un contesto più internazionale. Se questo avrà luogo e proseguirà nei prossimi tre anni Cosmoscow ha le basi per ampliare ulteriormente il focus internazionale». Qual è il modello sostenibile per il futuro delle fiere d'arte contemporanea? Il direttore non ha dubbi: «occorre fare della fiera non solo una piattaforma commerciale ma un modello business per supportare i giovani artisti. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale l'aiuto delle Fondazioni e attivare un programma di residenze». A tal proposito c’è in cantiere – spiega Simon Rees – una residenza che dovrebbe svolgersi a New York con una formula che considera la catena del mercato dell'arte: la residenza prevede la partecipazione di un artista, un curatore e un manager di galleria per la durata di un mese al fine di affrontare tutte le dinamiche del sistema che ruotano intorno alla galleria.

Focus paese. Quest'anno nella sezione Focus protagonista era l'Italia con due gallerie z2o Sara Zanin Gallery di Roma che presentava le opere dell'artista russa Ekaterina Panikanova (prezzi oscillano da 1.000 a 15.000 euro) attualmente in mostra in galleria a Roma e C+N Canepaneri (Milano – Genova) con tre artisti: Roger Hiorns (tre opere in solfato di rame, 25.000 euro cadauna), l'artista russo Arseny Zhilyaev il cui lavoro è̀ incentrato su tematiche politiche e sociali di attualità̀ (prezzi 10.000 euro) e Alberto Garutti molto apprezzato in fiera (opere della serie «Orizzonti» e «Matasse» con quotazioni rispettivamente pari a 20.000 e 18.000 euro).

New entry. Tra le new entry nella sezione principale Giorgio Persano che per l'occasione presentava in uno stand molto ben costruito e di effetto con opere di Per Barclay, Paolo Cirio e Michelangelo Pistoletto presente in fiera per un'importante impegno futuro. Non è stata infatti ancora annunciata ma nel maggio 2020 l'artista avrà una retrospettiva al Moscow Museum of Modern Art (mmoma) dove saranno esposte le opere storiche a partire dagli anni '50 fino a quelle più recenti presenti in fiera. Avvicinato da ArtEconomy24 gli abbiamo chiesto una sua impressione dell'attuale scena artistica in Russia. «Le prime impressioni rivelano un'atmosfera vivace con giovani che sviluppano una propria attitudine e una gran voglia di fare» commenta Michelangelo Pistoletto. Emanuel Layr (Vienna, Roma) con un solo show dedicato a Stano Filko (sono state vendute alcune opere e i prezzi oscillavano da 2mila a 7mila euro mentre l'installazione raggiungeva 70mila euro) e sempre da Vienna la galleria Georg Karl che ha allestito lo stand con opere di Nedko Solakov (7-18.000 euro) si ritiene soddisfatta dei contatti avviati con diversi collezionisti. Galerie Frank Elbaz su suggerimento del direttore artistico Simon Rees ha esposto le opere di tre artisti Julije Knifer (le opere storiche degli anni '50 e '60 oscillano da 150mila a 260mila euro), Mangelos (il prezzo delle opere uniche presenta un range compreso tra 47.000 e 95.000 euro) e Dmitri Prigov (15.000 euro cadauna).

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